“AbitiAmo il riciclo”: quando l’amore per la sartoria incontra solidarietà e sostenibilità

“AbitiAmo il riciclo”: quando l’amore per la sartoria incontra solidarietà e sostenibilità

“AbitiAmo il riciclo”: quando l’amore per la sartoria incontra solidarietà e sostenibilità.

Si chiude un altro anno, il 2015. Per tutti è il momento dei bilanci, il momento di tirare le somme per capire se questo sia stato un anno che ha portato qualcosa in più nelle nostre vite. E certamente qualcosa in più ha portato, questo 2015, nelle vite dei tanti volontari e associati sardi delle Acli che si sono avvicinati all’associazione grazie ai servizi e alle iniziative che nei circoli e nelle sedi provinciali – pur tra mille difficoltà – si è stati in grado di proporre. Tra le tante attività che nel 2015 sono state avviate dalle Acli in Sardegna ce n’è una che – non soltanto per il riconoscimento che ha avuto a livello nazionale – ci ha incuriositi in modo particolare. abitiamoilriciclofotoStiamo parlando del progetto “AbitiAmo il riciclo” che si è classificato al 16° posto al concorso di idee “Scegli tu”del Fondo 5xmille Acli, rientrando quindi tra i 20 progetti che saranno finanziati dal fondo. Siamo andati a parlare con le responsabili del progetto, Lorena e Noemi, due ragazze che, insieme ad altri giovani di Acli Sardegna e Acli Cagliari, hanno lavorato per ideare il progetto, presentarlo e infine avviarlo.

“AbitiAmo il riciclo” è un progetto che coniuga tecnica e creatività sartoriali con la volontà di dare il proprio contributo alla comunità nel rispetto dell’ambiente. Si parte dalla raccolta degli abiti dismessi, abiti dei quali le nostre case sono piene e dai quali, per pigrizia o per dimenticanza, abbiamo difficoltà a separarci. La raccolta degli abiti donati viene fatta dai Circoli Acli della provincia e dalla sede provinciale di Cagliari. Lavati e sterilizzati, gli abiti vengono smistati in tre gruppi: quelli da riusare senza riparazioni vengono catalogati (suddivisi per genere e taglia) e sono pronti per essere donati a chi ne fa richiesta; quelli che necessitano di qualche riparazione vengono riparati, catalogati e anche questi sono pronti per essere donati. Infine ci sono gli abiti che, non essendo più utilizzabili come tali perché troppo danneggiati, vengono destinati al riciclo e ad una nuova vita.
«E’ questa è la parte che preferisco» rivela Lorena, e Noemi annuisce, «reinventiamo gli abiti e diamo sfogo alla nostra creatività».

E di creatività Lorena e Noemi ne hanno da vendere. Da un paio di jeans sono nate delle originali presine da cucina, delle sciarpe da bambina e delle fascette per i capelli da un maglione di lana, delle decorazioni per l’albero di Natale da una gonna in velluto. «Alla gente piace la creatività, sarà perché ora va un po’ di moda reinventare gli oggetti» sostiene Noemi. La fantasia non ha limiti così come la voglia di non buttar via niente. «Odio gli sprechi», riprende Lorena, «e se riesco a recuperare anche solo un pezzo di tessuto per dare vita ad un nuovo capo o ad un oggetto, per me è una grande soddisfazione».prodotti cucito

Trentun anni, Lorena, ventisette, Noemi, entrambe di Decimomannu – comune della provincia di Cagliari – ed entrambe cresciute con la passione per il cucito. Una passione che le ha portate a frequentare, Lorena, un corso triennale di stilista e modellista e Noemi, un corso triennale di Design della moda e disegno industriale.
Ma facciamo un passo indietro e andiamo con ordine. Il progetto ha visto la luce quest’anno, da un’idea che è nata un po’ per caso, ma che in realtà era nell’aria. «Dopo tanto riflettere tutti
insieme, Mauro Carta ci ha proposto di portare avanti un’attività che ci permettesse di mettere insieme i nostri interessi e le nostre competenze con un contributo alla comunità, a coloro che hanno bisogno del nostro aiuto» racconta Lorena. Da un confronto di idee, interessi e competenze è nato questo progetto, al quale «molti volontari dell’associazione hanno contribuito e stanno contribuendo tuttora in qualunque modo» conclude Noemi.
“AbitiAmo il riciclo” ha saputo tener testa alla concorrenza di altre 362 idee presentate da tutta Italia e si è classificato sedicesimo. Un successo sperato ma inaspettato. «Non possiamo negare che sperassimo tanto nel finanziamento perché eravamo convinti che il progetto avesse molti punti validi. Portare avanti un’attività di questo tipo come singoli cittadini non sarebbe stato possibile, né avrebbe potuto mantenere il significato con il quale è nato. È per questo che l’appoggio dell’associazione è stato fondamentale e crediamo che, in effetti, questo progetto racchiuda un po’ tutte le anime delle Acli: c’è l’ambiente, il sociale, l’aiuto ai più deboli, l’integrazione e poi c’è la formazione e la collaborazione con le parrocchie» spiega Lorena.AbitiAmo il riciclo locandina
Formazione e integrazione degli immigrati e dei rifugiati della provincia di Cagliari sono due obiettivi del progetto che camminano su binari paralleli. Contestuali al progetto, infatti, sono stati avviati dei laboratori di cucito e riparazioni sartoriali che hanno riscosso molto successo, hanno permesso di far conoscere meglio il progetto alla comunità e gli iscritti hanno chiesto di poter collaborare al progetto, sia nella raccolta che nelle altre attività più creative. Un altro laboratorio di cucito si è tenuto la scorsa estate con i ragazzi rifugiati ospiti di una casa di accoglienza nella provincia di Cagliari. «I giovani sono apparsi subito interessati al cucito, soprattutto le ragazze», racconta Noemi, «forse perché hanno intuito prima di tutti l’utilità del saper realizzare dei piccoli lavori di sartoria». Ma il coinvolgimento di questo gruppo di rifugiati non finisce qui perché i ragazzi, che hanno saputo realizzare degli abiti presentati poi con una piccola sfilata, continueranno a partecipare alle attività del progetto.
Il futuro del progetto? La creazione di un gruppo di lavoro con i volontari dei circoli e con tutti coloro che desiderano collaborare è in cima alla lista dei desideri. Segue la ricerca di partner, sponsor ed altri enti che vogliono contribuire alla sostenibilità del progetto.

«Siamo molto contente di essere utili con qualcosa che sappiamo fare e che ci piace fare. Vorremmo soltanto avere più tempo durante la settimana da dedicare a questa attività». Insomma, la voglia e l’entusiasmo non mancano. Il 2016 porterà certamente il resto.

F.L.

guarda il video promo di “AbitiAmo il riciclo” qui

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