Spazi di Ascolto, orientamento e sostegno alla portata di tutti

Spazi di Ascolto, orientamento e sostegno alla portata di tutti

Violenza e discriminazioni di genere, stalking, mobbing e cyber crimini sono le malattie sociali dei nostri tempi, diffuse più di quanto si immagini. E, sebbene queste affezioni godano di riconoscimenti anche a livello legislativo, esse vengono spesso e comunemente sottovalutate, relegate magari ai dibattiti dei talk show televisivi. Chi subisce questo tipo di prevaricazioni quasi sempre impiega del tempo prima di accorgersi di esserne vittima e, quando ciò avviene, la persona non conosce i mezzi per difendersi e superare il disagio.

Dal 2012, a Cagliari, il circolo Acli Spazi di Ascolto offre uno sportello di orientamento, sostegno e consulenza per le persone che subiscono o hanno subito stalking, mobbing, cyber crimini, violenza e discriminazioni di genere. Nato da un’idea della Presidente Luisella Sanna, Spazi di Ascolto è un luogo dove le competenze di professionisti vengono messe a disposizione di tutte quelle persone che vivono situazioni di disagio e che, non sapendo a chi rivolgersi o non avendo i mezzi economici per farlo, non riescono a cambiare la propria condizione. 992903_438634029568453_748452602_n

I membri dell’associazione sono counselor, psicologi, psicoterapeuti, avvocati, esperti di discriminazione di genere, mobbing e stalking, esperti di cyber crimini e stalking informatico, mediatori civili e familiari. Si tratta di esperti che condividono la voglia di donare il proprio tempo all’ascolto e al sostegno delle persone in uno spazio aperto e flessibile, adatto ai bisogni di ciascun utente, dove viene promosso lo sviluppo di reti di solidarietà tra le persone e viene favorita l’integrazione, l’aggregazione e la prevenzione dei disagi.

Uno sportello, tante risposte. L’impostazione multidisciplinare di Spazi di Ascolto riflette la complessità delle situazioni vissute dai propri utenti. Quando arrivano allo sportello, gli utenti non hanno mai un unico problema al quale si può trovare nell’immediato un’unica soluzione. Spesso si tratta di individui che portano con sé una stratificazione di problemi e di disagi che vanno affrontati gradualmente, individuando da subito quali professionisti – all’interno del gruppo di lavoro – siano da coinvolgere. In questi casi viene avviato un percorso che permette alla persona di affrontare il proprio disagio sotto diversi aspetti e trovare insieme agli esperti la via migliore per superare la sua condizione di difficoltà. «Se già noi siamo in grado di risolvere il problema – racconta Luisella Sanna – proponiamo alla persona un percorso personalizzato che la aiuta a superarlo. Se, invece, la situazione è talmente complessa da richiedere interventi esterni, come quello delle forze dell’ordine, suggeriamo all’utente cosa è meglio per lui e lo accompagniamo in questo cammino. Anche se non siamo noi che alla fine risolviamo il loro problema, non lasciamo mai soli coloro che si rivolgono all’associazione, cerchiamo di indirizzarli sempre al meglio senza abbandonarli».

Contrastare la violenza. Capita di frequente che gli utenti – si tratta quasi sempre di donne – si rivolgano 1273623_471838859581303_1961902576_oall’associazione perché, vittime di violenze domestiche, non sanno abbandonare il marito o il fidanzato violento dal quale dipendono soprattutto economicamente. «Quando ci accorgiamo che è necessario, parallelo al percorso di uscita dalla violenza, iniziamo con la persona un percorso di orientamento e sostegno che la aiuti ad emanciparsi» precisa Luisella Sanna. Gli interventi rivolti ai casi di questo tipo, infatti, si muovono su più fronti e richiedono spesso l’intervento di avvocati, counselor, psicologi e psicoterapeuti che informano la persona e la supportano.

Il counselor e lo psicologo: figure diverse per bisogni diversi. Tra le sue attività, l’associazione propone il counseling individuale e di gruppo e la consulenza psicologica. Due discipline, il counseling e la psicologia, che basano i propri interventi su approcci diversi, aventi però lo stesso obiettivo: il benessere della persona. Se la figura dello psicologo è ben nota, quella del counselor rimane ancora poco conosciuta. Non si tratta, come a volte si sente erroneamente dire, del “cugino povero della psicologia”. Counseling e psicologia sono piuttosto due discipline che viaggiano su binari diversi ma vicini, che non si scontrano mai e non si sovrappongono. Nello specifico, il counseling è una professione intellettuale che si basa su attività che stimolano la crescita personale in autonomia, favoriscono il rafforzamento delle proprie risorse e la scoperta o riscoperta delle proprie potenzialità. 14168_471847236247132_620582705_nNell’attività di counseling vengono utilizzate delle procedure specifiche per il sostegno e l’orientamento. Si parla di sostegno perché nel momento in cui una persona riceve un ascolto di qualità, si sente anche sostenuta. Il counseling, infatti, lavora sull’ascolto e sull’ascoltarsi, sullo sviluppo della capacità di prendere decisioni, di superare i cambiamenti, attraverso attività che mettono al centro la persona che ha in sé gli strumenti per aiutarsi ma non sa di averli e/o non sa come usarli. «L’obiettivo è quello di dare un’opportunità alla persona di lavorare per un modo di vita più soddisfacente utilizzando le proprie risorse» spiega la Presidente dell’associazione. Con le attività di counseling – colloqui individuali, laboratori esperienziali espressivi e workshop tematici di gruppo – Spazi di Ascolto vuole, dunque, guidare le persone a ritrovare e a credere in se stesse e nel proprio valore.

Consulenza sulla sicurezza informatica. La diffusione della tecnologia informatica porta dei vantaggi per tutti, ma espone anche a rischi che tanti sottovalutano. I cosiddetti cyber crimini – stalking e bullismo informatico – colpiscono bambini, ragazzi e adulti in modi diversi e con conseguenze più o meno serie se si riesce ad intervenire in tempo. Sono stati diversi gli adulti che, vittime di questi reati, hanno chiesto aiuto all’associazione; altri hanno chiesto un sostegno per i propri figli, i quali sono stati accompagnati in un percorso di sviluppo dell’autostima e, insieme ai genitori, sono stati formati a prevenire questo tipo di soprusi. È un intervento di sostegno formativo quello che attuano gli operatori di Spazi di Ascolto quando lavorano con gli utenti. Aiutare le vittime dei reati di bullismo informatico, infatti, non vuol dire soltanto prestare loro ascolto: informare sui rischi e sui modi per evitare di cadere nelle trappole informatiche è il primo passo per aiutare le persone. L’uso consapevole della tecnologia informatica, infatti, inizia proprio con la conoscenza dei suoi rischi e delle sue potenzialità. E proprio per imparare ad usare in modo consapevole il web e prevenire questo tipo di crimini, nascono i seminari informativi organizzati dagli esperti informatici dell’associazione.

 Idee nuove e obiettivi concreti. «Il nostro obiettivo per l’anno appena iniziato e per quelli futuri è di creare una rete sociale nei territori tra le persone che si rivolgono a noi e magari poter rivalutare gli antichi mestieri, che possono diventare per molti una via per l’emancipazione economica e sociale» rivela Luisella Sanna. «Vorremmo inoltre potenziare le risorse umane e dedicare uno spazio ai padri separati, creando per loro un gruppo di mutuo aiuto e una rete di solidarietà».

L’ispirazione aclista. Passione per il proprio lavoro, serietà e professionalità da sole non bastano per avere ogni logo_acli-896x1024giorno la forza di aiutare gli altri. La solidarietà e la condivisione, valori propri delle Acli, ispirano gli operatori di Spazi di Ascolto e, infatti, se «uno dei principi aclisti è stare accanto alle persone, far parte delle Acli fa rafforzare in noi questi valori» spiega la Presidente. «E’ un senso di appartenenza ad una famiglia – conclude Luisella Sanna – e anche il saper fare rete, cioè riconoscere chi sa fare cosa e dargli il suo spazio, è ciò che noi trasmettiamo agli utenti attraverso il nostro lavoro. Le Acli sono un contenitore dove al centro ci sono le persone che hanno trovato sostegno e ne danno: qui tutti sono accolti e hanno una risposta».

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F.L.

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