| Osare l'economia solidale, oggi |
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Si è chiuso a Sassari il ciclo di Seminari rivolti a gruppi di famiglie e produttori locali e finalizzati alla costituzione della rete di Gruppi d'Acquisto solidale delle Acli della Sardegna. I Gas partiranno da Sassari e Cagliari, per poi diffondersi capillarmente in tutte le province. La crisi dei mercati finanziari ha scosso profondamente le sicurezze dei paesi del benessere, ed ha aggravato le condizioni di quelli più poveri. La speculazione insensata ha messo a rischio lo sviluppo di miliardi di persone ed ha ipotecato il futuro delle nuove generazioni. Non sappiamo quando e come usciremo dalla recessione globale, ma paradossalmente questo processo di crisi contiene in sé i germi di una possibile rinascita. Un ripensamento di sistema, in cui l’etica prenda finalmente il suo posto accanto alla finanza e all’economia sembra oggi finalmente possibile. “L’esperienza dell’economia solidale sta prendendo corpo anche in Italia” Spiega così Soana Tortora, coordinatrice del Progetto nazionale “Rete GAS” e Responsabile Nazionale delle Acli per la Legalità e lo Sviluppo Sostenibile. “Si può costruire un’alternativa reale all’economia di mercato, sfruttando le potenzialità della rete” Nulla di nuovo sotto il sole: “Si tratta di riscoprire le potenzialità delle relazioni sociali, i legami delle piccole comunità, la sapienza dei popoli tramandata di generazione in generazione”. La parola, anzi, l’azione, ritorna alle comunità di quartiere, al territorio, ai gruppi, alle istituzioni locali che desiderino sostenere –senza impadronirsene- questi cammini di democrazia partecipata volti alla creazione di un nuovo patto sociale tra i cittadini che si sentono “responsabili di un nuovo sviluppo attraverso l’esercizio fondamentale della scelta di consumo”. I Gruppi d’acquisto solidale sono fatti da persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune e che sfruttando la massa critica della loro domanda consapevole generano un’offerta rispettosa delle risorse naturali e dell’ambiente, del lavoro dell’uomo e dei saperi tradizionali, delle piccole comunità contadine. Una scelta solidale che unisce le persone anziché dividerle, che mette in comune il tempo e le risorse, che produce un impatto sociale durevole, che crea nuovi punti di riferimento nel quartiere, nel territorio, nella vita di una comunità. David Marchiori, ideatore ed animatore della fortunata iniziativa veneta “A tutto Gas” , con base operativa a Mestre, racconta “Siamo partiti dalla costruzione del patto di fiducia con i produttori, dall’elaborazione del paniere di spesa e dall’organizzazione della catena ordinativi, produzione, distribuzione. Oggi siamo un gruppo di 400 famiglie, riusciamo a garantire circa 100 spese alla settimana, con scontrini da oltre 150 mila euro mensili. Abbiamo introdotto gradualmente la scelta bio, riuscendo ad orientare le produzioni secondo le nostre esigenze, con reciproca convenienza nostra e dei nostri partners commerciali. Oggi l’80% dei nostri panieri di spesa è sostenibile, biologico, di alta qualità”. Come si costruisce una rete GAS? Interlocutori privilegiati sono i piccoli e medi produttori del territorio: perché è più facile conoscerli, instaurare con loro un rapporto fiduciario in cui sia garantita la genuinità, la freschezza e la tracciabilità del prodotto. Si può contrattare la scelta di metodi di coltivazione, scegliere di diminuire o abolire l’uso di imballaggi, si può verificare che siano garantite le condizioni di lavoro della manodopera. Inoltre un prodotto di origine locale non viaggia sui tir, e non provoca inquinamento. “I Gas fanno bene all’ambiente, ma non solo” dice Soana Tortora, che ritorna sull’impatto sociale di queste originali lobbies di consumatori. “Oltre che generare economia solidale, a sostegno dei piccoli produttori virtuosi, i Gas sono anche un modo per essere e fare comunità, per ridare un senso alla parola partecipazione, per rilanciare l’azione sociale ed il ruolo dei nostri circoli di base, pronti a diventare nei quartieri cittadini i nuovi punti di riferimento della società liquida in cui spesso si perde il patto generazionale ed il senso dell’identità e dell’appartenenza”.
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