Il presidente nazionale delle Acli, Emiliano Manfredonia, ha rilasciato il 16 agosto una intervista al giornale online “Città Nuova” a proposito delle elezioni politiche del 25 settembre.
Riportiamo alcuni temi che ha voluto evidenziare.
In merito al manifesto “Il Paese della dignità”, lanciato per evitare l’astensione “[…] Le Acli hanno scelto la strada di provare a dire in poche righe qual è la visione di Paese non solo che vogliamo, ma che già vediamo in essere nel lavoro, negli sforzi e nei desideri di tante persone, famiglie, associazioni, imprese e anche spesso istituzioni. Vogliamo scommettere sul fatto che gli elettori sappiano leggere con coscienza i programmi e distinguere cosa possa dare vita a quello che noi abbiamo chiamato “Paese della dignità”. Dobbiamo anche saper fare i conti con quello che attualmente “offre il mercato” e capire, almeno per il momento, quali sono i programmi che quantomeno non ostacolano quest’idea di Paese che vorremmo: del resto nella vita quotidiana, e sempre più in un tempo che vive una crescita e un sommarsi di tante crisi inedite e drammatiche, bisogna spesso valutare opzioni che non sono esattamente quello che vorremmo.[…] Il nostro manifesto invita a riprendere il disegno costituzionale non in senso retorico, ma come strategia, come attrezzatura essenziale per affrontare questo tempo straordinariamente drammatico e inedito”.
È poi intervenuto in merito ai macro-temi politici: “Abbiamo il dovere di parlare di contrasto alla povertà, di lavoro vero, di welfare e sanità per tutti, di investimento nella scuola, di tasse pagate da tutti (e non da meno di metà della popolazione) e in base alle proprie capacità contributive (e non privilegiando la ricchezza con paradisi fiscali), di un Paese che accoglie e aiuta i propri cittadini all’estero, di un Paese dove i partiti sono realmente (e legalmente) democratici e i sistemi elettorali danno dignità al voto, di un paese che scommette sulla pace e sul dialogo, e non sulla fabbricazione di armi per guerre e dittature. Dobbiamo dare ai cittadini un messaggio insieme di realismo e speranza”.
Infine è tornato sul contrasto alle situazioni di difficoltà: “Il punto principale è la lotta alla povertà e al lavoro povero (o che impoverisce), una lotta da condurre su diversi piani e certamente non cancellando ma migliorando il Reddito di cittadinanza con una rete di servizi sociali e del lavoro che oggi è praticamente assente. […] Poi è urgente un sistema di welfare, inclusa educazione, istruzione e formazione professionale, che torni a fare eguaglianza, che non imponga in media oltre 2000 euro all’anno di costi ad ogni persona. […] E poi la questione delle questioni: è ora di scelte radicali sulla giustizia ambientale e sul contrasto ai cambiamenti climatici. Certo molte di queste scelte costano sacrifici e il merito del Governo Draghi è stato spesso quello di dire la verità ai cittadini. Dopo che si dice la verità, però, bisogna poi avere la forza di indicare dei cambi di rotta anche sociali, ambientali e di forte impegno sulla pace senza aver paura di qualche sacrificio, tanto le scelte dei prossimi anni saranno sempre più tra sacrifici collettivi, che aprono a un cambiamento, e sacrifici di fatto umani.
A questo link l’intervista completa:
https://www.cittanuova.it/manfredonia-acli-dare-voce-alla-dignita-un-paesecon-realismo-speranza/?ms=003&se=020










