Anche le Acli della Sardegna portano il loro sostegno alla grande manifestazione “Curiamo la Sardegna”, che ha l’obiettivo di evidenziare lo stato di crisi della sanità sarda.
Per i sindacati confederali “Non c’è un’organizzazione adeguata dei servizi e nemmeno una programmazione socio-sanitaria nel territorio; Mancano le strutture intermedie di cura e prevenzione: non c’è alcuna rete, soprattutto a sostegno della popolazione più fragile e bisognosa, manca una programmazione e attenzione ai bisogni, dall’assistenza primaria dei medici di famiglia, sino a quella ospedaliera. E ancora, tantissime aree subiscono l’assenza del livello minimo di cure, assistenza, prevenzione, carenze di medici generici, guardie mediche o pediatri”.
Queste alcune delle posizioni assunte dai segretari regionali Samuele Piddiu (Cgil), Gavino Carta (Cisl) e Francesca Ticca (Uil) che hanno anche sottolineato come tutte le strutture siano sottoposte a stress gestionale per la costante carenza di operatori.
Sulla stessa linea il presidente regionale delle Acli Franco Marras: “Condividiamo le ragioni di questa protesta, mai la situazione della sanità sarda è stata così drammatica. Il risultato finale di questa pessima gestione è che ai sardi viene di fatto negato il diritto alla salute che diventa un lusso riservato solo per chi può permetterselo. Questo è inaccettabile; per questa ragione anche le Acli regionali saranno in piazza il 22 ottobre”










