Gestione dei conflitti e costruzione della pace: una sintesi della giornata con Daniele Novara e Marta Versiglia

Sabato 4 maggio, si è svolto presso il Teatro Sant’Eulalia, in via del Collegio 2 a Cagliari, il terzo incontro del PerCorso di educazione alla pace pensato dalle Acli regionali della Sardegna e condotto da due formatori d’eccezione: Daniele Novara e Marta Versiglia.
Daniele Novara e Marta Versiglia non sono sicuramente dei nuovi arrivati in Sardegna.

Per anni hanno infatti tenuto i loro percorsi formativi a Serdiana presso la Comunità “La Collina”, fondata più di vent’anni fa da un gruppo di persone animato da Don Ettore Cannavera. Con la pandemia covid i corsi annuali sono stati sospesi ed anche le singole giornate formative sono diventate sempre più sporadiche. Non si è tuttavia interrotta la necessità di lavorare sui temi portati avanti dal Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti (CPP) creato da Daniele Novara a Piacenza nel 1989, che si è sempre occupato di gestione dei conflitti, considerando questi ultimi come opportunità di crescita.
Il metodo di lavoro proposto dal CPP si basa sul coinvolgimento attivo e diretto dei partecipanti attraverso l’utilizzo del piccolo gruppo come luogo di esperienza e di apprendimento.

Le Acli regionali della Sardegna hanno saputo intercettare i bisogni formativi di tutti coloro che attualmente non possono recarsi fuori Sardegna per seguire le formazioni proposte dal CPP e hanno voluto ricucire questo filo interrotto organizzando una giornata formativa della durata di sette ore; intitolata “L’alfabetizzazione al conflitto come educazione alla pace”, ha rappresentato una straordinaria opportunità gratuita per acquisire competenze nella gestione dei conflitti e nei processi di apprendimento. Generalmente si è abituati a vedere Daniele Novara in tv intervistato in qualità di pedagogista, a collegare il suo nome al tema dell’educazione, a sentire nominare i suoi libri spesso da insegnanti e da genitori che lo leggono cercando validi strumenti a problemi legati principalmente alla crescita dei propri figli e delle proprie figlie.

Perché quindi le Acli hanno scelto di chiamare proprio Daniele Novara a parlare di gestione dei conflitti e di costruzione della pace?
Perché i concetti di educazione e di conflitto sono strettamente collegati tra loro nel senso che se si educa a gestire le relazioni conflittuali, si educa e si impara contemporaneamente anche a non escludere l’Altro, a non far finta che l’Altro non esista e a non ricorrere alla necessità di usare la violenza.

Secondo Daniele Novara: “Nella logica della guerra accade proprio questo: il nemico (o presunto tale) è la proiezione di tutte le nostre paure e per questo va annientato. Pensiamo che eliminando lui staremo meglio, ma in realtà peggioriamo sempre e solo la nostra condizione. Stare dentro un conflitto significa invece mantenere l’altro senza annientarlo, significa sforzarsi di costruire una relazione significativa e quindi in questo senso la conflittualità rappresenta l’antidoto naturale alla distruttività umana. Si potrebbe paradossalmente dire che finché c’è conflitto c’è speranza! Imparare a stare nel conflitto significa anzitutto imparare a confrontarci con onestà con i nostri limiti. Nel conflitto c’è il senso del limite, mentre nella guerra c’è il delirio onnipotente di ritenere di poter eliminare le proprie paure eliminando il nemico o il presunto nemico. Le buone relazioni consentono il conflitto, mentre le cattive relazioni lo impediscono e stabiliscono una specie di tranquillità cimiteriale dove non è possibile alcuna comunicazione discordante. Ogni conflitto contiene la possibilità di un nuovo inizio. I conflitti possono essere incredibili occasioni di apprendimento e aiutare ad incrementare le competenze sociali e professionali, migliorando la qualità delle nostre vite”.

In altre parole, parafrasando quelle di Daniele Novara, la conflittualità consente di vivere le relazioni come vitali e significative ed in questo senso, rappresenta l’antidoto naturale alla distruttività umana. Questi sono alcuni dei contenuti emersi durante l’incontro di sabato 4 maggio che è stato organizzato dalle Acli regionali della Sardegna in collaborazione con l’Associazione Culturale Theandric, Teatro Nonviolento, ed ha visto la partecipazione di circa sessanta partecipanti tra insegnanti, pedagogiste, educatrici, docenti e studenti universitari, medici e psicologi.

La giornata di formazione è stato pensata in due momenti: la mattina i partecipanti hanno avuto modo di sperimentarsi sul tema della gestione del conflitto attraverso test, esercizi pratici, attività individuali e confronti di gruppo. La seconda parte dell’incontro è stato invece dedicata all’illustrazione del metodo, rivolto a genitori, insegnanti ed a chiunque svolga un ruolo educativo, che Daniele Novara ha chiamato “Litigare Bene, frutto di un lungo lavoro di esplorazione sulla possibilità di insegnare a litigare ai bambini.
Maria Montessori sosteneva che il compito della politica fosse evitare la guerra mentre quello dell’educazione fosse costruire la pace. In accordo con questo pensiero, le Acli regionali della Sardegna, attraverso questo percorso di apprendimento alla gestione positiva delle relazioni, hanno cercato di piantare semi di pace animate dall’idea che solamente partendo dal nostro piccolo, educando noi stessi alla nonviolenza e alla gestione positiva dei conflitti, si possa influenzare il mondo che ci circonda ed incidere anche a livello macro.

Katia Luciani

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