Grand Hotel Coronda: quarto e ultimo appuntamento del PerCorso di educazione alla pace

Venerdì 14 giugno dalle 18.30 alle 20 sarà presentato il libro Grand Hotel Coronda presso la sede delle Acli regionali della Sardegna in via Roma 173 a Cagliari. È la tappa finale del PerCorso di educazione alla pace organizzato dalle Acli della Sardegna.
In previsione di questa presentazione abbiamo intervistato Augusto Saro, uno dei componenti del “Collettivo El Periscopio”, che ci ha raccontato vari aspetti di questa pubblicazione.

Perché avete deciso di tradurre e promuovere il libro in Italia?
Per capire il motivo della pubblicazione di Grand Hotel Coronda, è necessario citare due fatti che ci hanno portato a prendere questa decisione. In primo luogo, nel 2016 avevamo pubblicato la versione francese, dalla quale abbiamo constatato che i lettori avevano accolto con interesse le testimonianze incluse nel libro. Dobbiamo però tornare indietro al 2003, quando abbiamo pubblicato la versione originale con il nome di Del otro lado de la mirilla (Dall’altro lato dello spioncino). In quel periodo, un gruppo di giovani italiani stava collaborando attivamente allo sviluppo di una cooperativa agricola nel nord della provincia di Santa Fe, in cui lavoravano alcuni ex detenuti di Coronda. Questo lavoro comune ha generato profondi legami di amicizia che continuano ancora oggi. In una conversazione telefonica di circa quattro anni fa, uno degli amici italiani ha scoperto che il libro era stato tradotto e che non avevamo trovato un editore disposto a pubblicarlo. Si è quindi impegnato a cercare un editore e ha creato un gruppo di lavoro che ha finalmente raggiunto l’obiettivo. Hanno poi rivisto la traduzione e proposto un nuovo titolo, avendo notato che l’umorismo e l’ironia erano molto presenti nelle storie del libro. Allo stesso tempo, questo gruppo, insieme a uno degli autori del libro che vive in Svizzera, hanno creato una rete promozionale in diverse città d’Italia e del Ticino per organizzare presentazioni del libro con la presenza di alcuni dei suoi autori. Così siamo arrivati al settembre 2022, quando abbiamo fatto il primo giro di presentazioni.

Generalmente dove presentate il libro e a che pubblico si rivolge questo libro?
Sia i luoghi in cui presentiamo il libro che il pubblico di riferimento sono molto diversi. In questo senso, non ci poniamo limiti. Rispondiamo alla chiamata di tutte le persone che ritengono che in un certo spazio possano convocare un pubblico interessato alla nostra testimonianza. In questo modo, siamo stati nelle scuole, nelle università, nei centri culturali, nelle organizzazioni di quartiere, nei sindacati, ecc. Ma riteniamo che la cosa più importante sia raggiungere le nuove generazioni, e le presentazioni fatte nelle scuole e nelle università, con il supporto fondamentale degli insegnanti, hanno generato una tale ricchezza di scambi che – davvero – confermano il nostro pensiero.

Ad oggi in quanti e quali posti è stato presentato il libro? Solo in Italia?
Il libro in Argentina, nel suo titolo originale è stato pubblicato nel 2003. In tre edizioni sono state vendute diecimila copie in circa seicento presentazioni in tutto il Paese. La traduzione francese, Ni fous ni morts (Ne pazzi ne morti), è stata pubblicata in Svizzera nel 2018 e ha venduto 1.200 copie in una cinquantina di rappresentazioni in una ventina di città in Francia e Svizzera. Grand Hotel Coronda è stato pubblicato nel 2022 e circa 1.000 copie sono state vendute in presentazioni a Torino, Parma, Pavia, Bologna, Firenze, Pisa, Livorno, diverse cittadine della Toscana, Roma, Napoli, Palermo, Agrigento, Siracusa e altre città minori della Sicilia, Cagliari, Sassari e altre città della Sardegna, in Ticino (Bellinzona, Locarno, Mendrisio, Lugano e Biasca) e a Berna. E abbiamo inviti per il prossimo anno in Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Nell’ottobre 2023 abbiamo pubblicato l’edizione portoghese in Brasile, in accordo con la casa editrice del Movimento dei Senza Terra, con il titolo Nem Loucos nem Mortos (Ne pazzi ne morti) e abbiamo già fatto delle presentazioni a Rio de Janeiro, San Paolo e Bahia.

Quali sono gli elementi di originalità del libro?
In primo luogo, il fatto che si tratta di un libro prodotto collettivamente. Questo colpisce molto, soprattutto gli scrittori e gli insegnanti di letteratura, considerando che la scrittura è fondamentalmente un atto individuale. In secondo luogo, impressiona la natura testimoniale dei racconti, soprattutto perché sono gli stessi autori a portare il libro ai lettori. Per noi, il libro è uno strumento di militanza per la Verità, la Memoria e la Giustizia. Infine, sebbene le testimonianze denuncino il piano di annientamento dei prigionieri politici da parte della dittatura, il libro mostra come la resistenza unita e la solidarietà dei detenuti sia riuscita a spezzare questo piano di distruzione. È un messaggio-appello agli alti valori dell’umanità: la lotta unita e solidale contro ogni forma di oppressione.

Potresti descrivere il periodo storico in cui si svolgono le vicende trattate nel libro?
Il sottotitolo del libro inquadra gli eventi tra il 1974 e il 1979. Sebbene il colpo di Stato militare sia stato effettuato il 24/3/76, è importante notare che quasi due anni prima bande paramilitari di civili armati avevano iniziato a eliminare attivisti, militanti e leader politici, sociali e sindacali che si opponevano alle politiche del governo. Possiamo dire che “stavano preparando il terreno per lanciare in seguito il Terrorismo di Stato”, che fu la via scelta dalla dittatura per eliminare ogni forma di opposizione e resistenza, fino a generare un vero e proprio genocidio con 30.000 persone scomparse, circa 15.000 prigionieri, innumerevoli migliaia di esiliati e molti altri rifugiati nel nostro Paese, lontano dai luoghi di origine per non essere individuati. Ma questo piano terroristico non mirava solo a eliminare i dissidenti. In realtà, la dittatura civile-militare-ecclesiastica era la via scelta dal vero potere, cioè dalle grandi corporazioni economiche internazionali, per riformare la società argentina in tutti i suoi aspetti: economia, educazione, cultura, ecc. Per questo hanno distrutto le piccole imprese, ridotto i redditi dei lavoratori, generato più povertà, aumentato il debito estero, vietato i libri, imprigionato gli insegnanti, ecc. Questi piani dittatoriali furono applicati in quegli anni in diversi Paesi del Cono Sud dell’America Latina, coordinati dalle ambasciate statunitensi e dalla CIA in quello che fu chiamato “Piano Condor”.

Come descriveresti l’Argentina di Milei?
Il nostro Paese sta attraversando momenti davvero drammatici. Il governo Milei sta portando avanti un vero e proprio esperimento economico, sociale e politico che risponde agli interessi del settore che oggi decide il corso dell’economia mondiale: le società finanziarie internazionali. Sotto forme democratiche a bassissima intensità, mescolate ad altre chiaramente neofasciste e a misure autoritarie e repressive, il loro progetto neoliberista e soprattutto neocoloniale mira a consegnare le risorse naturali alle multinazionali in un regime di sfruttamento con clausole contrattuali che le proteggono in modo tale che sarà impossibile per un futuro governo annullare gli accordi presi oggi. Il risultato di questo piano è un Paese che permette di vivere solo a un terzo della sua popolazione, lasciando più di 30 milioni di persone in condizioni di povertà e indigenza. Inoltre, l’apparato statale è in fase di smantellamento, soprattutto nelle aree legate alla cura delle minoranze e dei settori sociali più vulnerabili, così come nelle politiche di Memoria, Verità e Giustizia. La forza politica creata da Milei è molto piccola, senza alcuna esperienza o conoscenza del funzionamento della politica e dello Stato; non ha personale tecnico e ancor meno personale politico, al punto che ci sono già state circa 50 dimissioni da incarichi di primo, secondo e terzo livello amministrativo. Il tutto in una situazione di contenzioso tra settori del governo stesso. D’altra parte, non ci sono dubbi sul marcato squilibrio emotivo e psicologico di Milei e sulla “gestione occulta” che la sorella esercita su di lui. La resistenza popolare all’intero piano sta aumentando di settimana in settimana, ma dall’opposizione politica non è ancora emersa una vera alternativa di governo con una proposta che possa essere sostenuta da una nuova maggioranza. La crisi della leadership politica argentina e il fallimento dei due governi precedenti nel mantenere le promesse elettorali sono le due cause principali che hanno permesso a Milei di salire al potere. A ciò si aggiunge il ruolo dei media egemoni, che disinformano e sviluppano “fake news” volte a confondere la popolazione e a screditare il funzionamento dell’attività politica.

Quali sono, se ci sono, i rischi legati al negazionismo? 
Il governo di Milei mira a smantellare le politiche di Memoria, Verità e Giustizia portate avanti dallo Stato dal 2003 (con l’eccezione del mandato presidenziale di Macri), distorcendo o negando gli eventi che hanno avuto luogo durante l’ultima dittatura. Il rischio di politiche negazioniste esiste fondamentalmente in due aspetti: 1) la difficoltà di continuare a dare giustizia e condannare i responsabili di crimini contro l’umanità 2) il mancato sviluppo di politiche della Memoria che permettano alle nuove generazioni di conoscere la Verità sui tragici anni della dittatura civile-militare-ecclesiastica.

Qual è l’obiettivo di questo libro?
L’obiettivo è quello di contribuire con il nostro granello di sabbia al lungo processo di ricostruzione della memoria collettiva, nonché di presentare le nostre testimonianze di sopravvissuti nei processi contro l’umanità. A questo proposito, va ricordato che il nostro libro è stato accettato come prova testimoniale nel processo ai responsabili della prigione di Coronda durante la dittatura. A questa prova si sono aggiunte circa 70 testimonianze di prigionieri e parenti, le cui affermazioni hanno gettato le basi per la condanna di due dei direttori del carcere (il terzo era morto) a 17 e 21 anni di carcere per crimini contro l’umanità.

Come avete finanziato le vostre presentazioni?
Gli autori del libro sono riuniti in un’Associazione civile senza scopo di lucro chiamata “El Periscopio”. In essa confluiscono i nostri contributi personali, i proventi delle vendite dei libri e le collaborazioni straordinarie di solidarietà. E spesso riceviamo aiuti dagli organizzatori per coprire le spese di viaggio e di soggiorno, come ha fatto l’ACLI Cagliari, a cui siamo infinitamente grati per questo gesto di solidarietà.

Qual è il messaggio che il Collettivo El Periscopio vorrebbe lasciare alle nuove generazioni attraverso le proprie testimonianze?
Cerco di riassumerlo in due punti: 1) È necessario conoscere il passato per capire il presente e progettare il futuro. 2) I giovani sono sempre stati e sempre saranno il motore del cambiamento sociale. È fondamentale impegnarsi nella costruzione di un altro mondo possibile e più che mai necessario. Un mondo di Pace e di collaborazione tra le nazioni, con società basate sulla solidarietà, sul rispetto della dissidenza e delle minoranze e sull’aiuto alle fasce deboli. E, soprattutto, con lo sviluppo di nuovi modelli economici sostenibili che evitino l’attuale situazione di distruzione del pianeta Terra, la nostra casa comune.

Katia Luciani

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