A “Valori in campo” si è parlato di zone umide con Vania Statzu

La ricercatrice CREI-Acli Vania Statzu è intervenuta stamattina su Radio Mater a “Valori in campo”, il programma ideato e curato da Acli Terra. La trasmissione, condotta da Francesco Vitale insieme al presidente nazionale Acli Terra Nicola Tavoletta, ha affrontato vari temi; l’argomento sul quale Vania è stata chiamata a interloquire sono state le zone umide.

La Sardegna è circondata da lagune -ha esordito Vania-. Quando si atterra a Cagliari si arriva a Santa Gilla, poi c’è Molentargius col suo parco dietro alla spiaggia del Poetto. Entrambe sono caratterizzate dalla produzione di sale e dalla presenza di una ricca fauna selvatica nella quale spiccano i fenicotteri oramai stanziali e regolarmente nidificanti. Poi abbiamo altre lagune verso il Sulcis e poi, salendo dal lato Ovest, c’è l’oristanese che è tutta una laguna (con 6 siti naturalistici Unesco). C’è poi lo stagno di Calich verso Alghero, e poi ci sono altre lagune tra Stintino e Porto Torres. In buona sostanza si può dire ben che tutta la Sardegna è attorniata da lagune”.
“Lagune che soffrono anche loro per il cambiamento climatico. Prima di tutto per il ciclo delle precipitazioni (piove troppo o in stagioni differenti dal solito) che altera la qualità delle acque salmastre rendendola troppo salata nel caso di assenza di apporti di acque dolci o al contrario troppo dolce in caso di eccessi di precipitazioni. C’è poi l’invasione delle specie aliene quali il granchio blu e la noce di mare (Mnemiopsis), una specie originaria dell’Atlantico introdotta con l’acqua di zavorra delle navi cisterna che nel corso degli anni ha purtroppo colonizzato anche il Mediterraneo; questo ospite sgradito si nutre delle uova di molluschi tipici che sono una forte risorsa economica; anche per questa ragione, ad esempio, si va verso la produzione di ostriche, perché sono più resistenti al clima”.
A farle compagnia sul tema zone umide c’era Giuseppe Peralta, vice presidente nazionale Acli Terra nonché amministratore locale a Trapani, che ha parlato dello stagnone di Marsala, di Mozia e dei suoi ruderi fenici, della grande produzione di sale e dello sviluppo recente delle attività di kitesurf. Ha anche parlato della bottarga di tonno che si produce a Trapani dopo che Vania aveva ben spiegato, per gli ascoltatori non provenienti dalle due isole, di cosa si trattasse: “La bottarga è il caviale del muggine, ossia la sacca ovarica del muggine che è un pesce della famiglia dei cefali. Le uova vengono disidratate e salate; è una ricetta vecchissima, anche i fenici la conoscevano ed è diffusa, in vari modi, in tutto il Mediterraneo”.

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