Dallo scorso 14 giugno è partita una raccolta firme che ha l’obiettivo prioritario di portare all’attenzione della politica, e al centro del dibattito mediatico, il tema del recupero del rapporto di fiducia tra elettori ed istituzioni.
Sono stati infatti proposti due disegni di legge di iniziativa popolare per la creazione di un Registro nazionale dei partiti, per la possibilità di ricevere un finanziamento pubblico diretto per le attività relative alla partecipazione alle elezioni politiche e per la creazione Assemblee partecipative le cui decisioni devono essere prese in considerazione dal decisore politico. “Nell’ideare queste proposte sulla partecipazione dei cittadini alla vita politica e sulla trasparenza dei partiti siamo partiti da un concetto e cioè che la scarsa partecipazione è un problema della democrazia”. Così Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale delle Acli, durante il suo intervento nel corso della presentazione delle due proposte di legge di iniziativa popolari a Trieste, all’interno della Settimana Sociale dei Cattolici italiani. “Come ha detto anche il Presidente della Repubblica Mattarella, citando Don Milani, servono parole nuove per la democrazia, dobbiamo abituarci a ristudiare la democrazia e a non darla mai per scontata, dobbiamo allenarci ad esercitarla altrimenti anche lo strumento del voto diventa un esercizio vuoto. Per questa ragion abbiamo proposto questi temi; la raccolta firme è partita e oltre all’obiettivo di arrivare alle 50mila firme entro l’inizio di dicembre vogliamo soprattutto provocare un dibattito interrogando ogni cittadino, da chi siede in Parlamento a chi ha appena acquisito il diritto di voto”.
Parallelamente, le Acli sono anche tra i proponenti del referendum per l’abrogazione della autonomia differenziata; una legge che va abrogata perché spaccherà l’Italia in tante piccole patrie, aumenterà i divari territoriali e peggiorerà le già insopportabili diseguaglianze sociali, a danno di tutta la collettività e, in particolare, di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, giovani e donne.
Fare politica vuol dire prendersi cura del proprio paese e le Acli non possono non farlo.











