
In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, l’Assessorato del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna, in collaborazione con CREI Acli, Acli Sardegna e Spazi di Ascolto, promuove una serie di iniziative di sensibilizzazione, con l’obiettivo di informare, educare e coinvolgere la comunità nella lotta contro ogni forma di violenza.
Attraverso attività online e offline, lavoriamo insieme per creare consapevolezza e incoraggiare il cambiamento culturale necessario per costruire una società più equa e rispettosa.
In Italia, i dati parlano chiaro. Dal 2020 ad oggi, centinaia di donne hanno perso la vita per mano di qualcuno che spesso conoscevano bene. Solo nel 2024, fino ad ottobre, si contano già 104 vittime. Più del 90% di questi omicidi è stato commesso da persone con un legame personale con la vittima: mariti, partner attuali, ex partner e persino familiari stretti.
Anche a livello locale, come in Sardegna, il numero di femminicidi resta allarmante, oscillando tra 2 e 6 casi all’anno negli ultimi cinque anni. Sono numeri che ci impongono di non distogliere lo sguardo.
Ma la violenza non si manifesta solo con gli omicidi. Negli ultimi anni, moltissime donne tra i 14 e i 70 anni hanno subito almeno una molestia fuori dall’ambiente lavorativo. Questo fenomeno varia da regione a regione, ma non risparmia nessun territorio. In alcune aree, come la Campania, le percentuali sono particolarmente alte.
A ciò si aggiunge il tema della percezione di sicurezza. Molte donne si sentono vulnerabili camminando da sole di notte, un dato che sottolinea quanto ci sia ancora da fare per garantire ambienti sicuri e liberi dalla paura. È importante notare che queste paure non sono infondate, ma sono il riflesso di esperienze concrete che troppe donne vivono.
Un altro aspetto che non possiamo ignorare è quello della tratta e dello sfruttamento. L’Italia rimane, purtroppo, un paese di destinazione e transito per la tratta di esseri umani. Ogni anno, tra le 2.100 e le 3.800 persone vengono identificate come possibili vittime, e la maggioranza sono donne. Lo sfruttamento sessuale resta predominante, ma cresce anche quello lavorativo, che colpisce settori come l’agricoltura, il tessile, l’edilizia e i servizi domestici.
Un sentito grazie a tutte le associazioni che, con il loro impegno, cuore e dedizione, hanno reso possibile questa iniziativa. Insieme dimostriamo che la forza della comunità può generare il cambiamento e abbattere ogni forma di violenza.
Nello specifico ci teniamo a ringraziare:
