Memoria, identità e futuro: al via il progetto “2026 – Anno dell’Emigrazione Sarda in Germania”

Si è svolto mercoledì 29 luglio, presso la MEM – Mediateca del Mediterraneo di Cagliari, l’evento di avvio ufficiale del progetto “2026 – Anno dell’Emigrazione Sarda in Germania”, promosso dall’Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale della Regione Autonoma della Sardegna in collaborazione con il CREI ACLI – Comitato Regionale Emigrazione Immigrazione ACLI.

Un appuntamento che ha dato ufficialmente il via a un percorso destinato ad accompagnare l’intero 2026 e che nasce con l’obiettivo di raccontare e valorizzare la storia dell’emigrazione sarda in Germania, mettendo in relazione la memoria delle generazioni che hanno lasciato l’Isola con le nuove esperienze migratorie e con le prospettive future delle comunità sarde oltreconfine.

La scelta della Germania non è casuale. Il Paese rappresenta da decenni una delle principali destinazioni dell’emigrazione dalla Sardegna e continua ancora oggi a essere un punto di riferimento importante sia per le comunità storiche sia per i giovani sardi che si trasferiscono all’estero per motivi di studio, formazione e lavoro. La Regione ha inserito il progetto all’interno del Programma annuale per l’emigrazione 2026, individuando proprio nella comunità sarda in Germania una realtà strategica da sostenere e valorizzare.

Un percorso tra memoria e nuove generazioni

Nel corso dell’anno sono previste diverse iniziative sul territorio regionale, con momenti istituzionali, incontri e attività dedicate alla conoscenza del fenomeno migratorio.

Uno degli elementi centrali sarà la realizzazione di un archivio digitale di video-interviste, pensato per raccogliere le testimonianze degli emigrati sardi di ieri e di oggi. Un patrimonio di voci e di esperienze destinato a diventare uno strumento di conservazione della memoria collettiva, ma anche una risorsa per comprendere come sia cambiata l’esperienza migratoria nel corso delle generazioni.

L’evento del 29 luglio alla MEM

La giornata del 29 luglio alla MEM ha rappresentato quindi il momento ufficiale di presentazione del programma. L’appuntamento ha messo in evidenza una dimensione fondamentale del progetto: l’emigrazione non viene considerata soltanto come una pagina della storia sarda, ma come una realtà ancora pienamente attuale, capace di generare relazioni, scambi culturali e nuove opportunità tra l’Isola e l’Europa.

“Oltre i muri: l’Inno alla Gioia”

A chiudere l’incontro è stata l’inaugurazione della mostra “Oltre i muri: l’Inno alla Gioia”, dedicata all’opera dell’artista sardo Fulvio Pinna.

La scelta dell’opera assume un significato particolarmente forte all’interno di un progetto dedicato all’emigrazione in Germania. Fulvio Pinna, originario di Furtei, è infatti l’unico artista italiano e sardo ad aver realizzato un’opera sul Muro di Berlino. Il suo intervento, realizzato dopo la caduta del Muro, è diventato negli anni uno dei simboli del rapporto tra l’artista, la Sardegna e la storia contemporanea della Germania.

Il murale di Pinna si trova nell’area dell’East Side Gallery e rappresenta, attraverso il linguaggio dell’arte, il superamento delle divisioni e il valore della libertà.

La prima tappa della mostra è stata allestita presso i locali della MEM ed era possibile visitarla gratuitamente dal 27 luglio al 2 agosto 2026.

Sito ufficiale: https://sites.google.com/view/creiacli-emigrazione-germania/home?authuser=0
Rassegna stampa: https://sites.google.com/view/creiacli-emigrazione-germania/press

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