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	<title>mediterraneo Archivi - Acli Sardegna</title>
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	<title>mediterraneo Archivi - Acli Sardegna</title>
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		<title>&#8220;Fermiamo la strage subito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Landis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 09:34:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dalle Acli Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Acli hanno firmato l&#8217;appello &#8220;Fermiamo la strage subito&#8221; che invita tutte le forze politiche e sociali alla mobilitazione per fermare le tragiche morti dei migranti nel mar Mediterraneo.<br />
Il&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/fermiamo-la-strage-subito/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le Acli hanno firmato l&#8217;appello &#8220;</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="http://fermiamolastragesubito.blogspot.it/p/blog-page_31.html">Fermiamo la strage subito</a></b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8221; che invita tutte le forze politiche e sociali alla mobilitazione per fermare le tragiche morti dei migranti nel mar Mediterraneo. </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il 20 giugno 2015, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato – istituita dall&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite – i promotori dell&#8217;appello hanno indetto una manifestazione nazionale che si terrà a Roma alle ore 15:00, con partenza presso il Colosseo.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;appello &#8220;</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="http://fermiamolastragesubito.blogspot.it/p/blog-page_31.html">Fermiamo la strage subito</a></b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8221; recita:</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8220;L’Europa nasce o muore nel Mediterraneo.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Pace, sicurezza, benessere sociale ed economico si raggiungono solamente se si rispettano l’universalità dei diritti umani di ogni donna e di ogni uomo.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La regione del Mediterraneo è una polveriera ed il mare è oramai un cimitero a cielo aperto. Dall’inizio del 2015 nel mediterraneo sono morte più di 1700 persone. L&#8217;Europa, per storia, per cultura, per geografia, per il commercio, è parte integrante di questa regione ma sembra averne perso memoria.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il dramma di profughi e migranti, il loro abbandono in mano alle organizzazioni criminali, il dibattito su come, dove e chi colpire per impedire l’arrivo di uomini e donne che cercano rifugio o una vita dignitosa in Europa, non è altro che l&#8217;ultimo atto che testimonia l’assenza di visione politica da parte dei governi dell’UE.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Questa drammatica situazione ha responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi europei che non consentono nessuna via d&#8217;accesso sicura e legale nel territorio dell’UE e costruiscono di fatto quelle barriere che provocano migliaia di morti nel Mediterraneo, nel Sahara, nei paesi di transito, nella sacca senza uscita che si è creata in Libia. Scelte coscienti e volute che configurano un crimine contro l&#8217;umanità.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La risposta dell’Ue, confermata nell’Agenda europea sull’immigrazione, ripropone soluzioni che hanno già dimostrato di essere miopi e di produrre effetti opposti agli obiettivi dichiarati.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Aumentare le risorse per avere più controlli e più mezzi per pattugliare le frontiere, anziché salvare vite umane, è sbagliato e non fermerà le persone che vogliono partire per l’Europa.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">I conflitti irrisolti e le guerre hanno prodotto ad oggi, oltre 4 milioni di profughi palestinesi, circa 200.000 saharawi accampati nel deserto algerino, 9 milioni di siriani tra sfollati e profughi, 2 milioni di iracheni sfollati. Il flusso di uomini e donne dall’Afghanistan e dall’inferno della Libia, le persone in fuga dalla Somalia, dall&#8217;Eritrea, dal Sudan e da altri paesi africani, da anni è continuo.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dietro le storie di queste persone oltre a povertà, malattie, dittature e guerre, ci sono interessi politici ed economici internazionali.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Guerre, povertà, saccheggio delle risorse naturali, sfruttamento economico e commerciale, dittature, sono le cause all&#8217;origine delle migrazioni contemporanee. Essere liberi di muoversi, migrare, deve essere una conquista dell’umanità non una costrizione.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;Europa deve costruire una risposta di pace, di convivenza, di democrazia, di benessere sociale ed economico, ispirandosi al principio di solidarietà e abbandonando le politiche securitarie, dell&#8217;austerità, degli accordi commerciali neolibertisti., di privatizzazione dei beni comuni. L&#8217;Europa deve investire sul lavoro dignitoso, sulla giustizia sociale, sulla democrazia e sulla sovranità dei popoli.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;Europa siamo noi. Noi dobbiamo fare l&#8217;Europa sociale solidale.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le nostre dieci priorità per uscire dall&#8217;emergenza e costruire l&#8217;Europa del futuro sono:</b></span></span></span></strong></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">1. La Ue attivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">2. Si ritiri immediatamente ogni ipotesi di intervento armato contro i barconi che, oltre a non avere alcuna legittimità, come ribadito dal Segretario dell&#8217;ONU Ban Ki-Moon, rischia di produrre solo altri morti e alimentare ulteriori conflitti. Si rinunci all’ennesimo strumento di una più ampia strategia di esternalizzazione delle frontiere europee.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">3. Si aprano subito canali umanitari e vie d’accesso legali al territorio europeo, unico modo realistico per evitare i viaggi della morte e combattere gli scafisti. Si attivi contestualmente la Direttiva 55/2001, garantendo così uno strumento europeo di protezione che consenta la gestione dei flussi straordinari e la circolazione dei profughi nell’UE.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">4. Si sospenda il regolamento Dublino e si consenta ai profughi di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente, con un fondo europeo ad hoc, l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi. Ciò nella prospettiva di arrivare presto ad un sistema europeo unico d’asilo e accoglienza condiviso da tutti i Paesi membri.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">5. In attesa di un sistema unico europeo, si metta in campo, in tutti i Paesi membri, un sistema stabile d’accoglienza, unitario e diffuso, per piccoli gruppi, chiudendo definitivamente la stagione dell’emergenza permanente e dei grandi centri, che ha prodotto e produce corruzione e malaffare. Un sistema pubblico che metta al centro la dignità delle persone, con il coinvolgimento dei territori, dei comuni, con soggetti competenti, procedure trasparenti e controlli indipendenti.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">6. Si intervenga nelle tante aree di crisi per trovare soluzioni di pace, senza alimentare ulteriori guerre, o sostenere nuovi e vecchi dittatori, promuovendo concretamente i processi di composizione dei conflitti e le transizioni democratiche, la difesa civile e non armata, le azioni nonviolente, i corpi civili di pace, il dialogo tra le diverse comunità.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">7. Si sospendano accordi – come i processi di Rabat e di Khartoum &#8211; con governi che non rispettano i diritti umani e le libertà, bloccando subito le forniture di armamenti.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">8. Si programmino interventi di Cooperazione per lo sviluppo locale sostenibile nelle zone più povere, dove lo spopolamento e la migrazione sono endemici e non si consenta alle multinazionali di usare per interessi privati i programmi europei di aiuto allo sviluppo.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">9. Si sostenga un grande piano di investimenti pubblici per l&#8217;economia di pace, per il lavoro dignitoso e per la riconversione ecologica.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">10. Si sostenga la rinegoziazione dei dei debiti pubblici ed annullamento dei debiti pubblici non esigibili o prodotti da accordi e gestioni clientelari o di corruzione.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Salvare vite umane, proteggere le persone, non i confini!&#8221;</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><br />
Fonte: www.acli.it</span></span></span></p>
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		<title>Veglia di preghiera per i migranti morti nel Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Landis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 12:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie dalla regione]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Acli della Sardegna partecipano alla veglia di preghiera e riflessione per i migranti morti nel Mediterraneo che si terrà sabato 25 aprile 2015 alle ore 21 presso il sagrato&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/veglia-di-preghiera-per-i-migranti-morti-nel-mediterraneo/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le Acli della Sardegna partecipano alla veglia di preghiera e riflessione per i migranti morti nel Mediterraneo che si terrà sabato 25 aprile 2015 alle ore 21 presso il sagrato della Basilica di N.S. di Bonaria a Cagliari. La veglia sarà guidata dall&#8217;arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio e sarà seguita, alle ore 22, da una fiaccolata silenziosa che concluderà la veglia con un omaggio floreale alle vittime del mare. La fiaccolata seguirà il percorso:</p>
<p>&#8211; sagrato della Basilica, scalinata di Bonaria, viale Diaz, via Caboto, Banchina-Pineta di Su Siccu.</p>
<p>Il raduno è previsto per le 20.30 presso il sagrato della Basilica.</p>
<p>L’evento è promosso dalla Caritas diocesana in collaborazione con la Consulta diocesana delle associazioni di volontariato, CSV Sardegna solidale, Acli di Cagliari, Cisl-Cgil-Uil, Emergency, Coldiretti Cagliari, Confcooperative.</p>
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