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	<title>turchia Archivi - Acli Sardegna</title>
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		<title>La crisi della cultura italiana in Turchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Crei]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 10:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CREI ACLI Sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cultura italiana in Turchia ha goduto nel tempo di una posizione di prestigio rispetto a tutte le altre culture che operano nel paese. Attualmente, però, la comunità italiana residente&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/la-crisi-della-cultura-italiana-in-turchia/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">La cultura italiana in Turchia ha goduto nel tempo di una posizione di prestigio rispetto a tutte le altre culture che operano nel paese. Attualmente, però, la comunità italiana residente ad Istanbul lamenta problemi riguardanti le scuole italiane e gli Istituti Italiani di Cultura in Turchia ed il conseguente pericolo di perdita della posizione e di immagine dell&#8217;Italia nel paese.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il governo turco, negli ultimi anni, ha stabilito che gli studenti turchi e stranieri residenti nel paese debbano frequentare le scuole dell&#8217;obbligo turche. Per garantire un&#8217;istruzione conforme a quella del paese d&#8217;origine le istituzioni consolari straniere hanno acconsentito al trasferimento di alcune delle scuole entro i confini delle sedi diplomatiche.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">I cittadini italiani residenti stabilmente o temporaneamente ad Istanbul hanno accesso <strong>all’IMI</strong>, <strong>Istituti medi italiani</strong>, scuole secondarie di I grado (ex scuole medie) e scuole secondarie di II grado (liceo scientifico). <strong>L&#8217;IMI è una scuola statale italiana riconosciuta dal MIUR</strong>, gli studenti che la frequentano acquisiscono un titolo legalmente riconosciuto dallo Stato italiano. Il MIUR cita la Galileo Galilei (Liceo Scientifico), tra le scuole paritarie italiane . Non esiste una scuola elementare statale o paritaria italiana che consenta l’accesso diretto all&#8217;IMI. <strong>La  <a href="https://web86228.wixsite.com/marcopoloistanbul" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marco Polo</a> è l&#8217;unica scuola italiana presente ad Istanbul per i livelli di Scuola dell&#8217;Infanzia e Scuola primaria</strong> ma, contrariamente all&#8217;IMI e alla Galileo Galilei, <strong>non è elencata tra le scuole riconosciute dal MIUR e quindi dal sistema di istruzione italiano</strong>.</span></p>
<figure id="attachment_1396" aria-describedby="caption-attachment-1396" style="width: 930px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/239454F0-78F2-4B6E-A9C5-B560E0B37D5A-441-000000362777A748-1.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-1396 " src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/239454F0-78F2-4B6E-A9C5-B560E0B37D5A-441-000000362777A748-1-768x1024.jpg" alt="" width="930" height="1239" /></a><figcaption id="caption-attachment-1396" class="wp-caption-text">Scuola Marco Polo di Istanbul</figcaption></figure>
<p><span style="color: #000000;">Ad ora il governo turco tollera la frequenza della Marco Polo qualora almeno uno dei genitori dello studente sia cittadino italiano o europeo. Non è consentito ad un bambino che sia figlio di due cittadini turchi frequentare la Marco Polo.  Attualmente <strong>la Marco Polo è frequentata da 80 bambini italiani, di cui almeno 2 di origine sarda e vi operano 3 insegnanti sardi</strong>.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">La Marco Polo è situata all&#8217;interno dei confini delle sedi diplomatiche italiane. È una scuola gestita da un&#8217;associazione turca legalmente registrata in Turchia, perciò sottoposta alla legge turca in base alla quale, per ogni cittadino straniero assunto, l&#8217;azienda deve assumere cinque cittadini turchi. La scuola, dunque, per 9 dipendenti dovrebbe assumere altri 45 turchi.</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Per il genitore italiano che scelga per i propri ragazzi una formazione i cui programmi si colleghino alla scuola media statale IMI, si pone la criticità di non far assolvere, al proprio figlio, gli obblighi scolastici poiché, attualmente, <strong>la Marco Polo è un&#8217;azienda privata non elencata nel MIUR il cui titolo non è legalmente </strong></span><span style="color: #000000;"><strong>riconosciuto e quindi non spendibile in Italia.</strong></span></p>
<p><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/83DD2B38-6EE2-47B1-87FD-85E2CFC20ABB-441-00000035D6A34F40.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-1395 size-medium" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/83DD2B38-6EE2-47B1-87FD-85E2CFC20ABB-441-00000035D6A34F40-300x166.jpg" alt="" width="300" height="166" /></a><span style="color: #000000;">Per questa ragione i cittadini italiani, rappresentati dall&#8217;Associazione italo-turca &#8211; Türk İtalyan Derneǧi, richiedono che la scuola Marco Polo, unica scuola italiana presente ad Istanbul per i livelli di Scuola dell&#8217;Infanzia e Scuola primaria, venga riconosciuta dal Ministero come scuola statale o paritaria. Tra i requisiti richiesti nella domanda per il riconoscimento del Miur sarebbe necessario ampliare gli spazi della scuola. I genitori dei bambini che frequentano la scuola si sono già organizzati presentando 3 diversi progetti di ampliamento ma sarebbe necessaria la volontà politica, da parte del corpo diplomatico, di porre in essere il progetto al fine del riconoscimento al MIUR.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le problematiche poste dal mancato riconoscimento da parte del MIUR non si limitano all&#8217;assolvimento dell’obbligo scolastico degli alunni ma riguardano anche la situazione di precarietà degli insegnanti e dei dipendenti della scuola. Essendo la Marco Polo una scuola che fa capo ad un’associazione turca segue la legge turca. Pertanto, per evitare un ingestibile sovradimensionamento del personale, è complicato contrattualizzare i dipendenti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La mancata contrattualizzazione comporta l&#8217;impossibilità ai dipendenti italiani di richiedere il visto per lavoro. Sino ad ora i docenti, pagando, sono riusciti ad ottenere il visto turistico lungo valido per 3 anni. Ultimamente, tuttavia, il governo turco è restio a concedere ai cittadini europei questo genere di visto e non è semplice ottenere un visto se non per coloro che sposano un cittadino turco o sono proprietari d’immobili in Turchia. La situazione di precarietà contrattuale determina un continuo ricambio della classe docente e fa venir meno il diritto alla continuità didattica degli studenti.</span></p>
<figure id="attachment_1399" aria-describedby="caption-attachment-1399" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/C81E017B-9533-4F62-89E5-D5100603BCC9-441-000000362CAF3DBF.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-1399 size-medium" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/C81E017B-9533-4F62-89E5-D5100603BCC9-441-000000362CAF3DBF-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><figcaption id="caption-attachment-1399" class="wp-caption-text">Aula magna scuola Marco Polo</figcaption></figure>
<p><span style="color: #000000;">La situazione sarebbe diversa se la Marco Polo venisse riconosciuta come scuola statale o paritaria. Agli studenti verrebbe garantita la continuità didattica, la classe docente e gli amministrativi verrebbero selezionati dal ministero e godrebbero di maggiori tutele lavorative, inclusa la possibilità di entrare in Turchia con passaporto diplomatico o con regolare contratto e visto per motivi di lavoro, così come avviene per i docenti dell’IMI.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla comunità italiana non interessa la gratuità della scuola Marco Polo  ma il riconoscimento da parte del MIUR al fine di dare la possibilità ai ragazzi di assolvere all&#8217;obbligo scolastico e ai dipendenti della scuola di sanare la condizione lavorativa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>I problemi segnalati dalla comunità italiana non riguardano solo le scuole ma anche gli Istituti Italiani di Cultura</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <strong>Già ad Ankara ed ad Izmir gli istituti di cultura, e di conseguenza i corsi di lingua italiana, sono stati chiusi. Izmir è la città nella quale risiede la  maggior parte dei membri della comunità italiana in Turchia (oltre 5000 persone iscritte all’AIRE)</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Rimane operativo solo l&#8217;Istituto Italiano di cultura di Istanbul, sorto nel 1951, che impiega </strong></span><span style="color: #000000;"><strong>complessivamente 7 dipendenti</strong>.</span></p>
<figure id="attachment_1393" aria-describedby="caption-attachment-1393" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/4D219B93-9506-411D-A383-194E39440832-441-00000034292989CC.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1393 size-full" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/4D219B93-9506-411D-A383-194E39440832-441-00000034292989CC.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a><figcaption id="caption-attachment-1393" class="wp-caption-text">Le classi della Marco Polo</figcaption></figure>
<p><span style="color: #000000;"><strong>La l.401/90 sugli IIC stabilisce che uno dei principali obbiettivi di questi istituti sia la promozione all&#8217;estero della lingua e della cultura italiana</strong>.<strong>Sino al 2018 l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, si occupava della promozione della lingua italiana tramite dei corsi ai quali erano iscritti in media 800-900 studenti ogni trimestre</strong>. La quota di iscrizione ad ogni livello di corso è pari a 150 euro; i corsi di lingua, dunque, costituivano la maggiore fonte di finanziamento per l&#8217;attività dell&#8217;Istituto. <strong>Per l&#8217;anno 2018/19 i corsi sono stati chiusi senza che questa decisione venisse giustificata</strong>. I docenti dei corsi, cittadini italiani e sardi che hanno collaborato con l&#8217;istituto per oltre 10 anni, sono stati licenziati e non è stato loro corrisposto il TFR come previsto da contratto. Lo stipendio veniva corrisposto in lire turche e non in euro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/B43B24E5-F043-4C8B-93EF-149D1B658E57-441-000000363152880B-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1398 alignleft" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/B43B24E5-F043-4C8B-93EF-149D1B658E57-441-000000363152880B-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Gli insegnanti non risultano essere dipendenti dell&#8217;Istituto ma assunti tramite appalto da una società turca perciò il contratto segue la legge turca. Il Consolato, nel contratto, si è impegnato ad onorare i pagamenti da corrispondere agli insegnanti qualora l&#8217;associazione turca appaltatrice, destinataria di una risibile percentuale degli introiti derivanti dai corsi, non fosse in grado di onorare i debiti con gli insegnanti (TFR, contributi).</span></p>
<figure id="attachment_1394" aria-describedby="caption-attachment-1394" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/022ADD0C-A830-47D7-965D-C4A53D140A1B-441-00000034148D5711.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1394" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/022ADD0C-A830-47D7-965D-C4A53D140A1B-441-00000034148D5711-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><figcaption id="caption-attachment-1394" class="wp-caption-text">Facciata della Marco Polo</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Gli insegnanti, prima di far causa al Consolato, hanno chiesto una conciliazione ma gli avvocati della controparte non si sono presentati. I 5 insegnanti, perciò, intraprenderanno a malincuore la causa contro il Consolato in difesa dei propri diritti anche se questo crea loro rammarico per il danno d&#8217;immagine che potrebbe derivare agli istituti diplomatici e allo Stato italiano qualora la questione venisse divulgata dalla stampa turca.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>I lavoratori coinvolti in questa vertenza chiedono ai nostri rappresentanti in Parlamento di indagare presso l’addetto culturale del Consolato sulle motivazioni che hanno portato alla chiusura dei corsi</strong>. Prima che il caso divenga di dominio pubblico, sperano che si giunga a mediazione finalizzata al raggiungimento di una soluzione di buonsenso che preveda l&#8217;ottemperamento degli impegni presi dalle sedi diplomatiche.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Michaela Nioi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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