Anno nuovo, problemi vecchi: la riapertura della scuola in Sardegna

Un altro anno scolastico ha preso avvio anche in Sardegna e con esso si sono riaccese le polemiche. In primis, quella sulla qualità degli edifici scolastici.
I dati ISTAT raccolti sull’Indagine sul Benessere Equo e Sostenibile e sull’Indagine sugli Indicatori di Sviluppo Sostenibile al 2030 indicano che la percentuale di scuole accessibili in Sardegna – cioè le scuole che offrono servizi di base – è di appena il 39,3%: quindi 6 scuole su 10 non offrono tutti i servizi considerati di base. Il dato è, tuttavia, superiore alla media nazionale 35,8%.
Sono 137.924 i giovani sardi tra i 6 ed il 16 anni e altri 41.011 hanno tra i 17 ed i 19 anni. I dati sull’apprendimento e quelli sull’abbandono riescono bene a rappresentare le difficoltà che caratterizzano il percorso formativo a livello regionale: l’abbandono scolastico rimane ancora più elevato rispetto alla media nazionale (14,7% contro l’11,5%) e il tasso di dispersione implicita (cioè la percentuale di che al termine del percorso scolastico raggiungono competenze minime) è il doppio rispetto alla media nazionale (18,7% e 9,7%).
I dati INVALSI mostrano che oltre la metà degli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado (55,3%) hanno una competenza numerica non adeguata, contro il 43,6%; 4 studenti su 10 della medesima classe non hanno competenza alfabetica adeguata (44,2% contro il 38,6% a livello nazionale). L’abbandono scolastico diventa un problema ancora più rilevante in una regione nella quale appaiono limitate le opportunità lavorative per i più giovani. I dati ci indicano che il 21,4% dei giovani sardi, contro il 19% della media nazionale, non studia e non lavora (NEET) e il tasso di mancata partecipazione al lavoro giovanile, nella fascia 15-19 anni, è del 42,1% in Sardegna contro il 29,5%.

ISTAT fornisce alcuni degli indicatori analizzati sopra anche a livello provinciale. Emerge che nelle province di Oristano e Sassari quasi sei studenti su dieci non raggiungono competenze numeriche adeguate, contro i quattro su dieci a livello nazionale, e sono, rispettivamente, il 47% e il 46,5% gli studenti che non raggiungono competenze alfabetiche adeguate contro il 38,6% a livello nazionale. L’area metropolitana di Cagliari presenta una ridotta percentuale di NEET, appena il 15,2% rispetto al 19% della media nazionale, ma nel Sud Sardegna questo dato sfiora il 25% e tutte le province sarde hanno valori superiori al 20%. È possibile che ciò sia dovuto anche al fatto che delle 2.169 scuole presenti in Sardegna, ben 420 si trovino nei 16 comuni dell’area metropolitana di Cagliari.
Tutte le province sarde registrano un tasso di mancata partecipazione al lavoro giovanile superiore alla media nazionale del 29,5%: la provincia di Nuoro registra la performance migliore col 36,3%, seguita dall’Area Metropolitana di Cagliari (38,8%). Tutte le altre province si situano sopra il 40%: Sassari al 44,6%, Oristano al 45,1% e il Sud Sardegna al 46,9%.

Nel complesso, l’analisi sembra richiamare alla necessità di un forte impegno da parte di tutte le istituzioni che si occupano di giovani per ridurre i deficit evidenziati. È evidente che servono analisi approfondite per capire ciò che ha portato a questi esiti per costruire politiche e mettere in pratica strumenti che possano portare ad un progressivo miglioramento degli indicatori analizzati.

Vania Statzu

Facebooktwitter