Benessere Equo e Solidale in Sardegna: un’analisi dei dati ISTAT

A pochi giorni dal Congresso Regionale delle Acli Sardegna, durante i quali il presidente uscente Mauro Carta ha delineato il quadro delle criticità dell’isola, escono i dati aggiornati del Rapporto BES (Benessere Equo e Solidale) dell’ISTAT sui territori.
Si tratta di un focus a livello provinciale su una selezione di indicatori del più ampio BES regionale. Il dato proposto da ISTAT tiene in considerazione la precedente definizione provinciale.
Diversi degli indicatori presenti mostrano una Sardegna in linea col resto d’Italia; altri mostrano ancora un gap da recuperare e altri cominciano a segnalare delle criticità.
Per quanto riguarda la salute, i dati aggiornati al 2021, indicano che la mortalità per tumore nella fascia d’età tra i 20 ed i 64 anni è in diminuzione in Sardegna come in Italia, rispetto al 2004. Tuttavia, la Sardegna registra tassi superiori a quelli nazionali e una crescita nel 2020 e 202.

Se andiamo a vedere la graduatoria regionale, la Sardegna è al secondo posto in Italia, insieme alla Sicilia, per incidenza di questa patologia come causa di morte, seconda solamente alla Campania.

Rispetto al 2004, si registra una crescita generalizzata della mortalità per demenze e malattie del sistema nervoso negli over 64, ma con un dato sardo ampiamente superiore a quello medio nazionale, segnale dell’aumento della quota di over 64 tra la popolazione, ma che potrebbe essere legato sia ad una maggiore incidenza tra la popolazione sarda che ad una minore capacità di gestione di queste patologie.

A livello territoriale, vediamo che la Sardegna ha un tasso di mortalità del 42% a fronte di un 335 a livello nazionale, con Oristano e Nuoro che registrano i valori inferiori, rispettivamente 37 e 38 per centro, mentre il Sud Sardegna registra un dato di 12 punti superiore al dato medio nazionale.

Per quanto riguarda l’ambito dell’istruzione, l’Italia e la Sardegna registrano una crescita della percentuale di residenti tra i 25 ed i 39 anni con laurea o altri titoli di studio terziari. La Sardegna, tuttavia, continua a registrare livelli inferiori a quelli nazionali di ben 5 punti percentuale, col Sud Sardegna che registra un tasso di laureati che è la metà di quello nazionale, a fronte di un’area metropolitana di Cagliari che invece registra valori superiori al dato medio nazionale.
L’indicatore sui giovani che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in attività di formazione professionale vede la Sardegna migliorare le sue prestazioni rispetto al 2018, con un dato che è inferiore a quello della media delle regioni del Mezzogiorno, ma nuovamente superiore alla media, nazionale, dopo che nel 2021 il dato sardo si era attestato in linea con quest’ultimo.

Se andiamo a vedere il dettaglio, notiamo la forte differenza tra Nord e Mezzogiorno, con la Sardegna che si mantiene sotto, ma vicina al resto delle regioni meridionali: sono soprattutto la provincia del Sud Sardegna (23%) e quella di Sassari (21%) a registrare valori elevati, mentre Cagliari (17), Oristano (18) e Nuoro (19) registrano valori leggermente migliori.

Per quanto riguarda gli aspetti qualitativi, i due indicatori sulle competenze degli studenti delle scuole secondarie di primo grado indicano che la percentuale di studenti che non riescono ad avere una competenza adeguata è di 7 punti percentuale superiore alla media nazionale per quanto riguarda la competenza alfabetica e di ben 14 punti percentuale per quanto riguarda la competenza numerica.

Continua la crescita del tasso di occupazione sia a livello nazionale che regionale, con la Sardegna distante dal dato medio nazionale di 6 punti percentuale.

A livello provinciale, spicca l’area metropolitana di Cagliari con un valore prossimo al dato nazionale mentre il Sud Sardegna si discosta di 10 punti percentuale.

In crescita anche il tasso di occupazione femminile, che vede la Sardegna distante 5 punti percentuale dal dato medio nazionale, ma con una situazione più omogenea tra le province. Spicca anche qui l’area metropolitana di Cagliari con un tasso di due punti percentuale superiore alla media nazionale.

Cresce anche il dato dell’occupazione giovanile tra i residenti nella fascia d’età 15-29 anni, che vede la Sardegna sempre distanziata di 5 punti percentuale dal dato medio nazionale, con Oristano in linea con quest’ultimo dato, mentre Nuoro e Sud Sardegna stanno rispettivamente 7 e 12 punti percentuale sotto tale valore.

Risulta in ripresa il dato dell’occupazione giovanile femminile, dopo il drastico calo registrato nel 2020, con la Sardegna distante 5 punti percentuale dalla media nazionale, ma con un preoccupante -13% del Sud Sardegna.

Analisi a cura di Vania Statzu

Facebooktwitter