Buona Festa del Lavoro

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Festa del lavoro

Quello di quest’anno è un Primo Maggio diverso, particolare: senza cortei, senza manifestazioni, con le piazze vuote.

Sicuramente la dimensione sociale del lavoro ne verrà fuori rafforzata: nel proprio intimo ogni lavoratore, ogni italiano, si dimostrerà capace di riscoprire il proprio valore, per poi promuoverlo e tutelarlo.

Il lavoro dovrà ritrovare la centralità nella politica, nell’economia, nel sociale.

Non è più così da qualche decennio purtroppo.

Davanti a questa situazione viene spontaneo domandarsi se questa necessaria centralità del lavoro possa ancora interessare le forze sociali e politiche.

La poca considerazione della rilevanza del lavoro ha creato impressionanti conseguenze politiche e sociali: crisi del sindacato, la grande frattura tra partiti e lavoratori, la crisi sociale del lavoro stesso.

Ecco perché è assolutamente necessario definire un nuovo approccio,  tutti insieme: lavoratori, parti sociali e politica devono guardare nella stessa direzione.

Nella Costituzione italiana, il secondo termine più ricorrente dopo “legge” è “ lavoro” quindi  “lavoratori”.

La Repubblica  “è fondata sul lavoro”.

Il significato del lavoro rimanda al significato della dignità della persona e alla sua concreta realizzazione come mezzo di libertà, di crescita, di emancipazione e di inclusione sociale.

Il lavoro prima di essere un principio è un valore che la Repubblica riconosce.

E’ necessario dare al lavoro un nuovo volto, un volto umano, si deve trovare l’“ umanesimo del lavoro”.

Sul lavoro, ma soprattutto sul lavoro che non c’è, occorre aprire una sfida, sicuramente ardua e difficile: non esistono soluzioni facili e demagogiche, come qualche populista vorrebbe far credere attraverso l’uso di capri espiatori di circostanza come lo straniero arrivato in terra italica per rubare il lavoro agli autoctoni, o attraverso l’accusa di ostracismo all’Europa, ad esempio.

La soluzione potrebbe essere quella di stipulare un nuovo patto sociale: impegno comune, con passione e fatica, per aprire una nuova fase politica e sociale.

Nella prossima stagione che ci attende scopriremo se il nostro Paese, con società e classe politica insieme, avrà la capacità e la maturità per farlo.

Buon primo maggio.
Buona festa del lavoro.

Salvatore Urru, Presidente Provinciale delle Acli di Nuoro

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