Tutto il mondo cattolico si raccoglie in preghiera per chiedere che cessi al più presto il conflitto in Ucraina.
Papa Francesco ha ieri fatto un appello «a quanti hanno responsabilità politiche, perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio, che è Dio della pace e non della guerra; che è Padre di tutti, non solo di qualcuno, che ci vuole fratelli e non nemici». Oggi il Santo Padre ha annullato i propri impegni e si è recato personalmente dall’Ambasciatore russo presso la Santa Sede, fatto senza precedenti, per segnalare la sua preoccupazione per la guerra.
I Vescovi del Mediterraneo, riuniti a Firenze per l’incontro «Mediterraneo frontiera di pace», si uniscono per rinnovare loro vicinanza alle comunità cristiane ucraine; domani l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, e il rettore della Chiesa ortodossa russa di Bari, Viacheslav Bachin, pregheranno insieme.
E proprio domani 26 febbraio, sono previste in tutta Italia manifestazioni per chiedere l’interruzione della guerra. Alle ore 10 a Cagliari, con partenza da piazza Garibaldi, le Acli Sardegna insieme a tante realtà aderenti al Coordinamento Provinciale Prepariamo la Pace, manifesteranno pacificamente con un corteo, in contemporanea con le manifestazioni che, come detto, si svolgeranno nelle principali città italiane.
Anche Acli Sardegna, tramite il suo presidente Franco Marras, esprime “una netta condanna dell’aggressione militare Russa ai danni della sovranità della Repubblica Ucraina e una forte vicinanza sia alle famiglie sotto attacco in Ucraina che alle migliaia di lavoratrici e lavoratori ucraini che vivono e lavorano in Sardegna, svolgendo spesso lavori sensibili all’interno delle nostre case e rimanendo vicino ai nostri anziani. È anche a loro che in questi momenti vanno i nostri pensieri”.










