Dare spazio agli anziani e attivarli nella società

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Dare spazio agli anziani e attivarli nella società

Dare spazio agli anziani e attivarli nella società.

L’attivazione civica della persona e il suo sviluppo sociale sono da sempre i punti cardine dell’impegno delle Acli per la società e per l’essere umano. Con questa premessa, Gaetano Tufariello – Segretario regionale della Fap Acli – ha incastonato la presentazione della proposta di legge sul Servizio civile degli anziani, avvenuta  nel corso del convegno “Anziani risorsa sociale” tenutosi sabato 11 giugno 2016, a Cagliari.

La proposta di legge per la “Promozione della cittadinanza attiva e del servizio civile delle persone anziane in Sardegna” nasce in un contesto di studi e di riflessioni nell’ambito del Welfare, nel quale le Acli della Sardegna si sono fatte portavoce a più riprese di diverse istanze. In particolare, l’analisi dei dati attuali relativi alla popolazione anziana sarda e la presenza costante nel territorio da parte dell’associazione hanno fatto emergere la necessità di un intervento rivolto a questa fascia debole della popolazione, spesso trascurata dalle politiche locali di sviluppo. Si calcola che nel 2030 in Sardegna gli over 60 saranno il 33, 8% a della popolazione; nel 2065 saranno il 38,63%.

Di fronte a questi dati, è inevitabile una riflessione sul ruolo che gli anziani devono avere nella nostra società. Gli anziani devono, infatti, essere visti come una risorsa e non come un peso; devono poter trasmettere alla società le esperienze e il saper fare dei quali con il tempo non si avrà più memoria. Si tratta di individui che hanno ancora qualcosa da offrire agli altri e hanno bisogno degli altri per vivere ancora pienamente la propria vita.

Lavorare sull’invecchiamento attivo della popolazione, promuovere delle iniziative socialmente utili che mirano a riattivare la popolazione anziana, sono quindi alla base della proposta di legge che nei prossimi mesi sarà presentata in Consiglio Regionale per la sua discussione. Concretamente, la bozza del testo prevede che a partire dagli ambiti operativi indicati dalla legge, le organizzazioni del Terzo Settore siano chiamate a presentare dei progetti in diversi settori, dall’orticoltura sociale, all’assistenza ai minori o disabili, fino all’assistenza culturale in ospedali e carceri.

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