Grand Hotel Coronda: un momento di riflessione sulla spietata dittatura argentina

Ieri, presso la sede delle ACLI Sardegna in via Roma, si è svolto l’ultimo incontro del “Percorso di educazione alla pace”. L’evento ha visto la presentazione del libro “Grand Hotel Coronda. Racconti di prigionieri politici sotto la dittatura argentina, 1974-1979”; abbiamo avuto l’onore di ospitare Augusto Saro, co-autore del libro insieme alla moglie Ana María Egüez. L’intervento è stato moderato dal ricercatore ed ex cooperante in Argentina Enrico Vagnoni.

Il libro è stato scritto dal Collettivo El Periscopio, un’associazione civile costituita formalmente nel 2003 in Argentina da un gruppo di ex prigionieri politici detenuti tra il 1974 e il 1979 nel carcere di Coronda, nella Provincia di Santa Fe.
Molti dei membri del Collettivo sono tra i circa 70 autori di “Grande Hotel Coronda”. All’epoca, questi giovani militanti provenivano da vari movimenti popolari: operai, studenti, insegnanti, contadini, abitanti dei quartieri più umili, cristiani e agnostici, peronisti e appartenenti alla sinistra rivoluzionaria. La maggioranza di loro apparteneva a diverse organizzazioni politico-militari, una generazione che non aveva ancora conosciuto la democrazia, nata e cresciuta sotto continue dittature.
Augusto Saro ha raccontato quei terribili anni di prigionia e resistenza. Ha descritto le brutali condizioni a cui erano sottoposti: l’isolamento dai familiari, il divieto di corrispondenza, le finestre sigillate, la mancanza di cibo e la proibizione di comunicare tra di loro. In risposta a queste condizioni, i prigionieri hanno sviluppato ingegnose forme di resistenza. Oltre all’uso del codice Morse per comunicare, hanno realizzato una sorta di periscopio utilizzando la cenere delle sigarette compattata per creare degli specchi. Da qui deriva anche il nome della loro associazione, El Periscopio.
Malgrado le difficoltà, la solidarietà tra i prigionieri era palpabile: ognuno insegnava agli altri ciò che sapeva, creando un ambiente di supporto e apprendimento. Augusto ha condiviso anche aneddoti più leggeri, raccontando episodi riguardanti le guardie del carcere, e di come queste fossero veramente poco istruite.
Nonostante tutto, Augusto e gli altri detenuti non hanno mai nutrito odio verso i loro aguzzini. L’evento ha offerto un’importante riflessione sulla resilienza umana e sul valore della solidarietà e della pace, anche nelle circostanze più difficili. La testimonianza di Augusto Saro e il libro “Grande Hotel Coronda” rappresentano un potente richiamo alla memoria storica e un invito a non dimenticare le atrocità del passato per costruire un futuro migliore.
L’incontro si è concluso con un sentito applauso e un vivace dibattito tra il pubblico, segno dell’interesse e dell’impatto che le storie raccontate hanno avuto sui presenti.

Federica Secci

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