I vescovi italiani in difesa del lavoro

Una forte preoccupazione per l’assenza di lavoro, e per la conseguente assenza di speranza per il futuro. Questi i contenuti del messaggio dei vescovi della CEI per la festa dei lavoratori del 1° maggio 2023 dal titolo: “Giovani e lavoro per nutrire la speranza”. Una assenza di lavoro che obbliga a rimandare le proprie decisioni e le scelte di vita e che dunque va ad ampliare la crisi demografica del nostro paese.  

I vescovi hanno poi ricordato anche che Papa Francesco, in relazione al tema dei giovani, ha più volte parlato di un’«unzione», di un dono di grazia, manifestazione dell’intrinseca dignità della persona, fonte e strumento di gratuità. Senza il lavoro non viene infatti a mancare solamente una fonte di reddito – peraltro importantissima – ma i giovani disoccupati «crescono senza dignità, perché non sono “unti” dal lavoro che è quello che dà la dignità» (visita pastorale a Genova, Incontro con il mondo del lavoro, 27 maggio 2017). La CEI prende una posizione chiara e forte: “Vorremmo che le comunità cristiane fossero sempre più luoghi di incontro e di ascolto, soprattutto dei giovani e delle loro aspirazioni, dei loro sogni, come anche delle difficoltà che essi si trovano ad affrontare. Ci impegniamo a condividere la bellezza e la fatica del lavoro, la gioia di poterci prendere davvero cura gli uni degli altri, la fatica dei momenti in cui gli ostacoli rischiano di far perdere la speranza, i legami profondi di chi collabora al bene in uno sforzo comune. Sollecitiamo la politica nazionale e territoriale a favorire l’occupazione giovanile e facciamo sì che il rapporto scuola-lavoro, garantito nella sua sicurezza, aiuti a frenare l’esodo e lo spopolamento, soprattutto nei territori con maggiore tasso di disoccupazione”.

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