“InPari per gli Ucraini”: un finale a tutta vela!

Con una tre giorni di vela nella rada di Cagliari si è concluso il progetto del CREI ACLI Sardegna “InPari per gli Ucraini”, progetto cofinanziato da UEFA Foundation for Children ed EPIC (European Platform of Integrating Cities) in collaborazione con la Regione Sardegna.
Per tre giorni, nelle acque del golfo di Cagliari, sono state svolte attività di introduzione allo sport della vela per bambini e ragazzi ucraini in fuga dalla guerra che va avanti da oramai più di due anni. L’evento è stato organizzato in collaborazione con New Sardiniasail, un’associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale fondata da Simone Camba che dal 2013 si occupa di sviluppare progetti di inclusione attraverso lo sport della vela e il mare, e ha coinvolto 3 gruppi di 14 persone tra minori e mamme.

Gli oltre due anni di attività svolte -il progetto è iniziato con fondi propri nel marzo del 2022- hanno dato luogo a un processo importante e articolato nel quale sono stati coinvolti oltre cento bambini e adolescenti (ed altrettanti adulti) e sono stati promossi scambi e opportunità di interazione interculturale, favorendo il dialogo e rafforzando il senso comune di appartenenza per garantire anche a queste persone in fuga dalla guerra opportunità di crescita e di sviluppo personale, ridurre le disuguaglianze e sradicare le discriminazioni.

L’obiettivo è stato favorire l’integrazione sociale di adulti e bambini nei contesti sociali, scolastici, lavorativi e garantire i diritti fondamentali dei bambini svantaggiati e fragili rispetto all’accesso allo sport e all’istruzione. Si è considerato che lo sviluppo del potenziale personale potesse aiutare l’effettiva inclusione come parti attive della realtà sociale locale. Inizialmente è stato fornito supporto psicologico e linguistico ad adulti e minori rifugiati volto al superamento delle difficoltà dovute alla guerra, al trasferimento forzato e alla separazione dalla propria terra. In seguito si è operato con attività di orientamento e inserimento nei contesti sportivi, artistici e culturali, scolastici e socio-lavorativi. Inoltre, nel corso di quasi due anni, sono state svolte attività socio-culturali, ludiche, laboratoriali e ricreative e visite guidate insieme a giovani sardi rafforzando così le fondamenta di una società coesa e multiculturale.
“Non è stato semplice portare avanti azioni coordinate e continue per oltre due anni -commenta il presidente regionale delle Acli Mauro Carta- ma siamo molto soddisfatti del lavoro fatto. Il CREI-ACLI ha svolto un ruolo importante per permettere a tanti bambini, giovani e famiglie di ritornare ad avere una vita più normale. Sono azioni formative anche per chi lavora a questi progetti perché gli scambi con persone provenienti da situazioni terribili sono importanti momenti di crescita personale”.

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