Si è svolto ieri pomeriggio, nella sede delle Acli della Sardegna a Cagliari, l’incontro “Isole d’Europa, isole del Mediterraneo: insularità, politiche e sviluppo”, promosso da Acli della Sardegna, IARES, CREI Sardegna e EURINSULA. Un momento di approfondimento e confronto dedicato alle prospettive delle regioni insulari europee, alla luce delle nuove strategie adottate dall’Unione europea il 10 giugno 2026 e delle sfide che attendono la Sardegna nei prossimi anni.
Ad aprire i lavori è stato Mauro Carta, presidente di Acli Sardegna, che ha richiamato l’importanza di affrontare il tema dell’insularità non soltanto come condizione geografica, ma come questione politica, economica e sociale sulla quale costruire nuove opportunità di crescita e coesione.
Nel corso dell’incontro Silvia Talana, ricercatrice IARES – Acli Sardegna, ha presentato il report “Isole d’Europa, isole del Mediterraneo: insularità, politiche e sviluppo”, uno studio comparativo che analizza la Sardegna insieme ad altre nove realtà insulari europee – Creta, Sicilia, Malta, Cipro, Corsica, Baleari, Canarie, Madeira e Azzorre – attraverso indicatori demografici, economici, occupazionali e sociali riferiti al periodo 2015-2025.
L’analisi ha restituito l’immagine di una Sardegna che continua a confrontarsi con fragilità strutturali, dalla crisi demografica alla bassa incidenza dei laureati, fino ai livelli di povertà ancora elevati. Allo stesso tempo sono emersi segnali incoraggianti, come la riduzione della disoccupazione e la crescita del PIL, che testimoniano un percorso di miglioramento da consolidare attraverso politiche mirate e una maggiore capacità di cogliere le opportunità offerte dall’Europa. I risultati della ricerca hanno fatto da cornice a una tavola rotonda che ha arricchito il dibattito con competenze ed esperienze internazionali.
Carlo Sanna, professore presso l’Università degli Studi di Sassari, ricercatore in Studi Internazionali e del Mediterraneo, ha approfondito il ruolo delle isole nello scenario geopolitico contemporaneo; Ante Ivčević, esperto di adattamento ai cambiamenti climatici e responsabile di programma presso il PAP/RAC dell’UNEP/MAP di Spalato, ha evidenziato le sfide che il cambiamento climatico pone ai territori costieri e insulari; Isabel Vera, consulente turistica e fondatrice di EURINSULA, ha posto l’accento sul valore della cooperazione tra le isole europee e del dialogo interculturale come leve di sviluppo; Vania Statzu, direttrice scientifica di IARES, ha infine sottolineato il ruolo della ricerca nel fornire strumenti di analisi utili a orientare le politiche pubbliche.
Numerosi gli interventi del pubblico, che hanno animato il confronto con riflessioni e proposte, confermando l’interesse verso un argomento sempre più centrale per il futuro della Sardegna. Tra i temi è emersa la preoccupazione che la futura Strategia dell’Unione europea per le Isole possa rimanere un enunciato di principio, senza tradursi in misure concrete e realmente efficaci. Nel dibattito è stato inoltre evidenziato come, nel corso degli anni, le realtà insulari – e la Sardegna in particolare – abbiano spesso faticato a far valere con sufficiente incisività le proprie istanze nelle sedi decisionali europee.
L’evento è stato realizzato con il finanziamento delle risorse del 5×1000 IRPEF – anno 2024, nell’ambito dell’impegno delle Acli della Sardegna a promuovere occasioni di ricerca, e approfondimento sui temi dello sviluppo sostenibile e della coesione territoriale.
Giovanni Chierroni













