La due giorni della Carovana della Pace sono stati ricchi di momenti intensi.
Li ripercorriamo con degli articoli per ogni tappa, cominciando al contrario, da Cagliari.
La Carovana della Pace delle Acli ha fatto tappa in Sardegna il 29 settembre a Sassari e Oristano il 30 settembre a Cagliari, portando con sé un messaggio di impegno e speranza sotto il motto che la guida: “Peace at work”. Il vice presidente nazionale delle Acli Pierangelo Milesi e Matteo Bracciali, vicepresidente della Federazione Acli Internazionali, arrivati in Sardegna con due furgoni carichi di olivi, sono stati accompagnati durante le tappe dai presidenti provinciali (e nel capoluogo anche da quello regionale).
A Cagliari hanno accompagnato gli ospiti, Giacomo Carta, presidente provinciale e Mauro Carta, presidente regionale.
L’intera giornata è stata attraversata da un forte spirito di riflessione e condivisione.
Come ha affermato Pierangelo Milesi: “Le esperienze di oggi sono piccole luci in un futuro che sembra tenebroso.”
La giornata si è aperta con la visita al carcere minorile di Quartucciu, dove le responsabili dell’istituto hanno accolto il gruppo della Carovana, composto da una trentina di giovani.
I partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino la realtà quotidiana dei ragazzi detenuti -una dozzina in tutto-, il più giovane di soli 15 anni.
Un momento particolarmente significativo è stato la consegna simbolica della pianta di ulivo, che verrà piantumata in carcere, gesto che accompagna ogni tappa della Carovana come segno di speranza e impegno verso un futuro di pace.
La Carovana ha poi fatto visita all’associazione Domus de Luna, all’Exmè di Pirri.
Nata nel 2005, l’organizzazione è oggi un punto di riferimento fondamentale per il territorio: gestisce un centro diurno, un centro di aggregazione, varie case di accoglienza, un’officina creativa, una fattoria sociale e garantisce ogni settimana generi alimentari a circa 700 famiglie. Inoltre, a Quartu Sant’Elena ha aperto il “Non Negozio”, dove viene donato abbigliamento a chi si trova in condizione di povertà assoluta. Attualmente, sono oltre 9.000 le persone iscritte all’associazione. A pochi passi dall’Exmè si trova Codice Segreto, che in collaborazione con Casa Futuro accoglie giovani con disabilità che hanno concluso il percorso scolastico. Qui vengono coinvolti in attività di giardinaggio, spesa, gestione domestica, laboratori artistici, sport e soprattutto percorsi di educazione all’autonomia.
L’ultima tappa della giornata è stata il Centro Emiliani dei Padri Somaschi a Elmas.
Ad accogliere il gruppo è stato Padre Elia, che ha raccontato la storia della comunità, attiva dal 1984. Nata per accogliere un numero limitato di giovani, nel tempo ha ampliato le sue attività grazie al coinvolgimento di varie figure professionali. Il centro ospita minori maschi tra gli 8 e i 18 anni, provenienti da situazioni di fragilità, disagio sociale e maltrattamento.
Inoltre, gestisce un centro diurno a Sant’Elia e partecipa a progetti di inclusione sociale e a percorsi di messa alla prova per adulti, in collaborazione con il Tribunale.
A chiudere, un passaggio in Consiglio Regionale dove il presidente Piero Comandini ha voluto incontrare Milesi, Bracciali, Giacomo e Mauro Carta.
La giornata ha rappresentato non solo un’importante occasione formativa per i giovani impegnati nel loro anno di servizio civile universale alle Acli, ma anche un momento di dialogo e collaborazione tra realtà associative che, insieme, possono davvero contribuire alla costruzione di un futuro di pace. Come ha sottolineato il vicepresidente Milesi: “Le interconnessioni aumentano le possibilità di conflitto, ma noi dobbiamo imparare a gestirlo.”
Stefania Cadoni














