La giostra delle emozioni: la rabbia

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rabbia
Punto famiglia online : continuiamo l’esame delle emozioni con la psicologa del nostro sportello d’ascolto.

“Un’altra emozione della giostra è la rabbia, la cui origine alcuni autori la collocano nel primo semestre di vita riconoscendo come suo precursore la reazione alla frustrazione.

Vediamo meglio cosa si intende.

Nei primi giorni di vita se il bambino viene bloccato in un suo movimento manifesta una risposta diffusa di agitazione, determinata da un elevato accumulo di attivazione. Tuttavia non si può parlare di vera e propria rabbia poiché manca il “criterio di significato”, ovvero l’attribuzione di significato al contesto e all’esperienza vissuta. Per arrivare a questo, sarà necessario lo sviluppo di competenze cognitive che permettano al bambino di fare una valutazione della situazione vissuta.

Questo aspetto è molto importante, poiché i vissuti di rabbia insorgono quando la persona percepisce una precisa intenzionalità e responsabilità in chi gli ha provocato il danno. È chiaro, quindi, che la rabbia, cosi come ogni emozione, non sia direttamente influenzata dagli eventi esterni, ma deriva dal significato che gli attribuiamo.

Ne consegue l’importanza degli stili di attribuzione delle persone (cioè le spiegazioni che si danno di un evento), i loro pensieri automatici negativi, le credenze rigide e generalizzate con cui interpretano le situazioni e gli eventi. Per questo motivo, nella gestione della rabbia diviene rilevante riconoscere questi pensieri per poi procedere ad una verifica della veridicità, un confronto con i dati di realtà. Altri interventi importanti nella gestione della rabbia sono: training sulle abilità di problem solving e di identificazione di comportamenti alternativi, sulla capacità di assumere il punto di vista dell’altro (perspective taking) e insegnamento delle tecniche di rilassamento per controllare l’attivazione fisiologica.

Dunque, la funzione adattiva della rabbia risiede nell’istinto di difendersi, nel rispondere ad un’ingiustizia subita o percepita, alla percezione della violazione dei propri diritti e può indicare la presenza di un ostacolo al raggiungimento degli scopi che l’individuo si prefigge.

La rabbia diviene disfunzionale per la persona se la sua espressione ne compromette le relazioni sociali o la porta a compiere azioni dannose verso sé, gli altri, oppure verso le cose. 

 

La rabbia
dai Peanuts di Charles Monroe Schulz

Chi conosce i Peanuts, sa che Lucy è convinta di esser stata declassata ad un ruolo di secondo piano in famiglia e considera il fratello il principale colpevole, reo di esser nato.

Lucy, inoltre, come si vede dalla vignetta, ha delle grosse difficoltà nella gestione della rabbia.

Pare che tra l’individuazione di modi alternativi di esprimere la rabbia e pensieri disfunzionali da confutare, Lucy abbia un bel po’ di lavora da fare su di sé.”

 

 

Dott.ssa Nicoletta Serra
Psicologa Psicoterapeuta Punto Famiglia Acli
Bibliografia
Schaffer R. H. (2005), Psicologia dello sviluppo. Un’ introduzione, Rffaello Cortina Editore
Gavazzi I. G. (2009), Psicologia dello sviluppo emotivo, il Mulino
Rollo D. (2005), Breve dizionario di psicologia dello sviluppo e dell’educazione, Carocci editore

 

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