Lavoro e cittadinanza: è il momento dei referendum

Oggi a Cagliari il segretario nazionale della CGIL Maurizio Landini ha presentato la campagna referendaria.
Nei prossimi mesi saremo infatti chiamati come cittadini a rispondere all’appello al voto per 4 referendum sul tema lavoro e per un referendum sul riconoscimento della cittadinanza italiana. Il primo quesito sul lavoro riguarda la disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti del Jobs act; il secondo quesito concerne l’abrogazione del tetto massimo di indennizzo fissato per legge nei licenziamenti ingiustificati nelle piccole e medie imprese; il terzo quesito è relativo all’abolizione delle norme che hanno liberalizzato i contratti a tempo determinato; il quarto quesito riguarda infine riguarda il tema degli appalti, con l’abrogazione delle norme che escludono la responsabilità solidale dell’impresa committente in appalti e subappalti, che fanno riferimento al danno differenziale derivante da infortuni. Per quanto riguarda invece la cittadinanza italiana, il referendum è l’espressione di un tentativo di semplificare il percorso di riconoscimento agli stranieri che risiedono nel nostro territorio italiano, riducendo a 5 anni di residenza il requisito necessario.

Pur non avendo partecipato alla raccolta firme per la presentazione dei quesiti referendari, le ACLI pensano che si tratti di una sfida importante per riportare il tema del lavoro dignitoso e del riconoscimento dei diritti di cittadinanza agli stranieri sia al centro delle agende politiche, sia della nostra attivazione sociale e politica nei territori, anche al fine di stimolare successivamente interventi legislativi più articolati e complessi, che il referendum abrogativo come strumento di democrazia diretta non può evidentemente assicurare.

La Direzione Nazionale delle ACLI si è espressa nella seduta del 20 febbraio appoggiando il Referendum sulla cittadinanza, per il quale dunque vi invitiamo a votare SI, in quanto riteniamo che attraverso il riconoscimento dei diritti di cittadinanza le persone provenienti da altri Paesi possano diventare parte attiva della nostra società, contribuendo alla costruzione del bene comune.
La Direzione Nazionale ACLI ha inoltre ritenuto di non indicare una preferenza di voto per gli altri referendum sul lavoro, per i quali le ACLI avevano scelto lo scorso anno di non essere tra i promotori, ma di sottolineare molto l’importanza di andare a votare, invitando i soci, le strutture di base e i cittadini a dedicare le prossime settimane e mesi ad un lavoro di informazione e studio delle questioni.

“Oggi a Cagliari si è parlato di temi che ci stanno a cuore e per i quali ci battiamo da tempo -così Mauro Carta presidente regionale delle ACLI della Sardegna intervenuto all’evento della CGIL-; pace, lavoro e dignità sono tre punti che consideriamo elementi fondamentali da promuovere in ogni modo. Per questo crediamo sia importante informarsi e andare a votare, perché la partecipazione sociale e politica è essenziale”

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