Le inquietanti condizioni della sanità isolana in cima alle preoccupazioni dei sardi

I recenti dati pubblicati dal Ministero della Sanità sui LEA, ovvero i livelli essenziali di assistenza relativi al servizio sanitario a livello regionale nell’anno 2021, mostrano un quadro preoccupante per la regione Sardegna.
La Sardegna risulta terz’ultima in Italia per l’assistenza distrettuale (quella a livello locale, a partire dai medici di base) con un punteggio di 49,34, lontano dalla soglia minima di 60, raggiunta da 16 regioni su 20, dove primeggiano Emilia-Romagna, Veneto e Toscana, tutte sopra i 95 punti. Il magro risultato la Sardegna lo ottiene a fronte di una spesa di 1307 euro per abitante, la quarta più elevata in Italia: poco sotto, con 1292 euro ad abitante, l’Emilia-Romagna (dati Sole 24Ore).
La Sardegna è inoltre quart’ultima per l’assistenza ospedaliera con un punteggio di 58,71, poco sotto la soglia: anche in questo caso sono 16 le regioni che raggiungono la soglia col primato della Provincia Autonoma di Trento che supera i 96 punti.

Non a caso, la sanità continua ad essere in cima alle preoccupazioni dei sardi.
L’indagine 2023 SWG-IARES (Istituto ACLI per la Ricerca e lo Sviluppo) ha chiesto a 1000 rispondenti maggiorenni, residenti in Sardegna, di indicare i quattro problemi sociali che più li preoccupano. Il 55% degli intervistati ha indicato la sanità come problema principale, a conferma di quanto già emerso nei risultati presentati a luglio col Termometro. A seguire, ma 19 punti percentuale più in basso, si trova l’aumento dei prezzi e la perdita del potere di acquisto, indicato dal 36% dei rispondenti, seguito dalla disoccupazione (33%) e dalle prospettive per i giovani (32%) e dallo sviluppo economico (25%). L’ambiente e l’inquinamento si trovano al sesto posto. Sotto il 20%, vi sono le tasse/il fisco (19%), la criminalità (17%), il fenomeno dell’immigrazione (13%), la scuola (13%), il sistema previdenziale (12%), la mancanza di una classe dirigente (11%). Citati da meno del 5% dei rispondenti, sono il default dell’Italia (4%), gli scandali che coinvolgono la politica (3%). Solamente il 2% degli intervistati ha affermato di non essere in grado di esprimere un giudizio.

Il dato disaggregato per genere ci dice che la sanità è la principale preoccupazione per il 59% delle donne, contro il 52% degli uomini. Al secondo posto per le donne vi è la disoccupazione (35%), che è invece al quarto posto per gli uomini (31%). Al terzo posto per le donne vi è l’aumento dei prezzi e la perdita del potere d’acquisto (34%) che è invece al secondo posto per gli uomini (37%). Le prospettive per i giovani sono al quarto posto per le donne (31%) e al terzo posto per gli uomini (32%). Numerose sono le differenze nelle risposte per quanto riguarda le classi d’età. La sanità è particolarmente rilevante per le persone dal 35 anni in su (rispettivamente 59% per chi ha più di 54 anni e 56% nella fascia 35-54 anni), mentre i giovani tra i 18 ed i 34 anni mettono al primo posto le prospettive per i giovani, al secondo la sanità e al terzo lo sviluppo economico e la scuola. L’aumento dei prezzi e la perdita del potere d’acquisto sono molto importanti per la fascia d’età tra i 35 ed i 54 anni.

I residenti nell’area metropolitana di Cagliari sono i meno preoccupati per la sanità: “appena” il 46% dei residenti lo indica contro il 60% del Sud Sardegna, il 59% della provincia di Nuoro, il 58% della Provincia di Sassari e il 57% della provincia di Oristano. I residenti nell’area metropolitana di Cagliari sono, al contrario, più preoccupati per l’aumento dei prezzi e la perdita del potere d’acquisto (46%, contro il 38% del Sud Sardegna, il 32% di Sassari, il 27% di Oristano e il 25% di Nuoro, le tasse e il fisco (26%, mentre le altre province stanno sotto il 20%) e il fenomeno dell’immigrazione (21% mentre si fermano al 12% Sud Sardegna e Oristano e all’8% Nuoro e Sassari). Questi risultati, associati a quelli emersi nel Termometro 2023, mettono in evidenza nuovamente le fragilità dell’Area Metropolitana, area più popolosa e con i redditi più elevati, ma più sofferente e preoccupata per la perdita di benessere economico, nonché più insicura, come mostra la preoccupazione per l’immigrazione. I residenti nella provincia di Oristano sono i più preoccupati per la disoccupazione (43%, mentre nelle altre province si sta sotto il 40% e a Nuoro sotto il 30%), mentre i residenti nella provincia di Nuoro temono la criminalità (23%, mentre le altre province stanno sotto il 20%).

Sono le persone che godono di una condizione economica buona ad essere più preoccupate per le condizioni della sanità (59% contro il 53% di coloro che sono in una condizione economia media e il 51% di chi indica di avere difficoltà economiche). Le persone in difficoltà economica sono particolarmente preoccupate per l’aumento dei prezzi e la perdita del potere d’acquisto (52% contro il 37% di chi sta in una condizione media e appena il 29% di chi sta in buone condizioni) e per la disoccupazione (42%, contro il 37% della condizione media e il 28% di chi sta in buone condizioni).

La sanità preoccupa tutte le famiglie, tuttavia, sono le persone che vivono sole o con un’altra persona ad essere le più preoccupate (58%), seguite dalle persone che vivono con altre due persone (56%) ad essere particolarmente preoccupate: sembra che la presenza di una famiglia numerosa e quindi la possibilità di ricevere supporto in famiglia renda meno temibile la malattia. Le persone che vivono sole sono anche quelle che nutrono le preoccupazioni maggiori per gli aspetti economici: il 36% teme l’aumento dei prezzi e la perdita di potere d’acquisto e la disoccupazione, il 32% teme per lo sviluppo economico (le altre dimensioni famigliari stanno tutte sotto il 30%) e il 25% per le tasse ed il fisco (le famiglie con due componenti indicano il 20%, quelle con tre componenti al 17% e le più numerose al 19%).

Sono gli elettori di sinistra/centrosinistra a mostrare particolare preoccupazione per la sanità: ben il 61% contro il 54% di coloro che si collocano al centro o non si collocano e il 50% di chi si colloca a destra/centrodestra. Gli elettori di sinistra/centrosinistra ad essere più preoccupati della disoccupazione sono il 36%, contro il 34% di centro/non collocati e il 28% di destra/centrodestra), il 35% delle prospettive dei giovani (33% e 29% rispettivamente le altre appartenenze), il 28% per l’ambiente e l’inquinamento (22% indicato dal centro/non collocati e il 14% – la metà – indicato dalla destra/centrodestra), il 18% per la scuola (11% e 10% rispettivamente le altre appartenenze) e il 15% che indica la mancanza di una classe dirigente (contro 11% e 9% rispettivamente degli altri schieramenti).
Gli elettori di destra/centrodestra sono i più preoccupati per le tasse/il fisco con il 26%, contro il 18% di chi si dichiara di centro o non si colloca nella tradizionale tripartizione e il 17% degli elettori di sinistra/centrosinistra, per la criminalità con il 22% contro il 19% e il 12% rispettivamente per centro e sinistra, e per il fenomeno dell’immigrazione che preoccupa il 21% degli elettori di destra/centro destra, ma solo il 13% degli elettori di centro e i non collocati ed appena il 7% degli elettori di sinistra.

In sintesi, benché con alcune differenze di età, collocazione politica e geografica, la sanità è il tema che preoccupa maggiormente i sardi, molto di più dell’aumento dei prezzi e della perdita di potere d’acquisto. Ad essere molto preoccupate per la sanità sono soprattutto le donne, chi ha più di 35 anni e in particolare la fascia degli over 54, chi vive solo, chi indica di avere una buona condizione economica e gli elettori di sinistra/centrosinistra. I residenti nell’area metropolitana di Cagliari sono i meno preoccupati per la sanità (probabilmente effetto della presenza di maggiori servizi o della maggiore facilità a spostarsi verso altre regioni per curarsi). Questi ultimi sono però i più preoccupati per gli aspetti economici, così come coloro che vivono da soli, chi dichiara di vivere in difficoltà economica, le persone con un titolo di studio medio-basso e gli elettori di sinistra.

Vania Statzu

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