Leggere il mondo: “La questione salariale”

Il ciclo di appuntamenti “Leggere il mondo. Visioni, prassi, traiettorie, percorsi da costruire insieme” organizzato dalle Acli nazionali, affronta oggi il tema della questione salariale, che la pandemia provocata dal Covid 19 e poi la forte ripresa dell’inflazione nel 2022 hanno riportato alla ribalta. L’incontro si svolgerà martedì 10 febbraio alle 16.30 nella Sala da Feltre in via degli Orti di Trastevere, 6 a pochi passi dalla sede Nazionale di via Marcora e potrà anche essere seguito online in diretta collegandosi ai canali social e youtube delle Acli.
Gli autori di “La questione salariale” Andrea Garnero – economista dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo Economico) a Parigi – e Roberto Mania – giornalista esperto di lavoro e di problemi sindacali – esplorano le cause e discutono alcune soluzioni della stagnazione, ormai trentennale, dei redditi da lavoro in Italia.
Nell’occasione, Raffaella Dispenza, Vicepresidente Nazionale vicaria ACLI e Mauro Carta, presidente regionale delle Acli della Sardegna e componente delle direzione Acli con delega Lavoro, dialogheranno con gli autori.
Garnero e Mania sostengono che la questione salariale è un’anomalia assoluta tra le economie avanzate, con caratteri quasi strutturali e conseguenze negative sul piano economico e sociale. Una questione che riguarda sia il lavoro povero che la fascia medio-alta, su cui grava il grosso del carico fiscale che sostiene il nostro welfare state. Questo libro ne analizza le cause profonde: dalla fine della scala mobile al blocco della produttività; dalle trasformazioni nel mercato del lavoro al ruolo dei contratti collettivi; dagli effetti della globalizzazione alla rivoluzione tecnologica. 
Non ci sono soluzioni magiche o scorciatoie semplici per aumentare i salari, ma la stagnazione non può nemmeno essere una condanna. Si deve favorire la crescita dimensionale delle imprese, contrastare il lavoro irregolare, investire nelle competenze dei lavoratori, ribilanciare il sistema fiscale, sostenere la contrattazione tra sindacati e imprenditori ma, là dove non funziona, non avere paura di sperimentare strumenti nuovi. 

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