L’obesità e altre abitudini alimentari degli italiani e dei sardi

Oggi, 4 marzo, ricorre la Giornata Internazionale di sensibilizzazione sull’obesità.
Gli ultimi dati disponibili in Italia a livello regionale risalgono al 2021 e sono forniti dall’Indagine multiscopo sugli “Aspetti della Vita Quotidiana” pubblicati dall’ISTAT a maggio 2022.
Il 12% degli italiani maggiorenni soffre di obesità e il 34,2% è sovrappeso.

L’Italia è divisa esattamente in due dal dato sull’obesità: 10 regioni registrano un dato più elevato e 10 un dato inferiore. Il valore più elevato si registra in Molise (15,8%), seguita dalla Basilicata (15,6%), dalla Sicilia (14,8%) e dalla Campania (14,2%). La Sardegna, col suo 10%, è l’unica regione del Meridione che si pone al di sotto della media nazionale, preceduta a livello nazionale, solamente dal Trentino Alto-Adige (9,5%) e in pari posizione con la Liguria. A livello nazionale, percentuali superiori di obesi e sovrappeso si registrano tra gli uomini (rispettivamente 12,9% e 42,1%) rispetto alle donne (11,1% e 26,8%). Nella fascia di età 18-24 anni non si registrano differenze sostanziali tra uomini e donne. Nella fascia di età 25-34 anni, la percentuale di obesi aumenta al diminuire il titolo di studio.

La Sardegna si pone sotto la media nazionale anche per quanto riguarda i maggiorenni sovrappeso: sono il 33,9% della popolazione, valore anche in questo caso, inferiore ai valori registrati nelle regioni del Meridione, ma sotto tutte le regioni del Nord e Centro Italia. Risultano sottopeso solamente il 2, 7% dei sardi contro il 2,9% degli italiani. Il 26,3% dei minorenni italiani (di età compresa tra i 3 e i 17 anni) risultano obesi o in sovrappeso, contro il 22,1% dei minorenni residenti in Sardegna. A livello nazionale, anche per le classi di età più giovani sono soprattutto i maschi ad avere difficoltà col peso (29,2%, contro il 23,2% delle femmine). Solo cinque regioni italiane registrano percentuali inferiori (Valle d’Aosta, Liguria, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Lazio). La regione che registra la percentuale superiore è la Campania col 39,1%. Tuttavia, il 15,7% dei residenti in Sardegna di 11 anni e più ha un comportamento a rischio nel consumo di sostanze alcoliche, contro il 14,2% della media nazionale e solo il 22,3% dei residenti dai 3 anni in su pratica attività sportiva in modo continuativo (sono il 23,6% a livello nazionale).

Le ACLI Regionali della Sardegna e Blue Sardinia, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma della Sardegna e la collaborazione di un team di professionisti, hanno elaborato un programma di ricerche sull’educazione alimentare incentrata sulle abitudini alimentari in Sardegna, con particolare attenzione alla dieta mediterranea e agli stili di vita della popolazione. Il progetto -di cui si è parlato in dettaglio nel numero di Da Capo di dicembre 2022 e diffusamente sul nostro sito Acli Sardegna- si chiama “Eat Sardegna” e ha come obiettivo quello di indagare le abitudini alimentari e lo stile di vita della popolazione nel periodo pre-covid con lo scopo di andare a vedere se, rispetto all’alimentazione e allo stile di vita, fosse cambiato qualcosa durante il periodo delle restrizioni. Dai risultati sembrerebbe emergere che nonostante l’alta percentuale di persone che valuta il proprio peso corporeo come inadeguato (nella prima ricerca addirittura la maggioranza), un elevato numero di persone non segue una dieta scelta per lui dai un professionista. Il percorso di Blue Sardinia, parallelamente alla ricerca, punta anche alla promozione di una alimentazione e uno stile di vita sano, coinvolgendo varie squadre sportive della regione sono state coinvolte per veicolare messaggi positivi sulla attività fisica e sulla buona alimentazione.

Vania Statzu

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