L’otto e il nove giugno si vota SÌ: un incontro presso le Acli della Sardegna per parlare dei cinque quesiti referendari

L’otto e il nove giugno ci sono i referendum.
Sono cinque i quesiti sui quali si voterà.
Quattro sono sul lavoro: per ripristinare l’articolo 18, reintrodurre le causali nei contratti a tempo, abolire il limite massimo di sei mesi di risarcimento nei licenziamenti, affidare alle committenti e non a micro imprese in subappalto la responsabilità della salute e sicurezza.
Il quinto quesito mira invece a ridurre da dieci a cinque anni la soglia entro la quale i tanti cittadini e cittadine che vivono in Sardegna e in Italia possono fare richiesta di cittadinanza.

Per parlare degli importanti temi dei referendum, lunedì 19 maggio alle 10 presso la sede delle Acli in via Roma 173, dopo l’introduzione di Simona Fanzecco (segretaria generale CGIL Cagliari) interverranno Mauro Carta (presidente delle Acli regionali), Maria Francesca Chiappe (Assessora Cultura, Spettacolo e Turismo del Comune di Cagliari), Don Marco Lai (Caritas), Silvio Lai (deputato PD). A coordinare gli interventi la giornalista Roberta Secci.

Dopo la locandina si possono leggere i quesiti per esteso.

QUESITO 1. STOP AI LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI
«Contratto di lavoro a tutele crescenti – Disciplina dei licenziamenti illegittimi: Abrogazione» «Volete voi l’abrogazione del d.lgs. 4 marzo 2015, n. 23, recante “Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” nella sua interezza?»
Se vuoi che i lavoratori assunti dopo il 2015 che hanno subito un licenziamento illegittimo abbiano gli stessi diritti di tutti gli altri lavoratori, l’8 e 9 giugno vota sì!

QUESITO 2. PIU’ TUTELE PER I LAVORATORI DELLE PICCOLE IMPRESE
«Piccole imprese – Licenziamenti e relativa indennità: Abrogazione parziale»
«Volete voi l’abrogazione dell’articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604, recante “Norme sui licenziamenti individuali”, come sostituito dall’art. 2, comma 3, della legge 11 maggio 1990, n. 108, limitatamente alle parole: “compreso tra un”, alle parole “ed un massimo di 6” e alle parole “La misura massima della predetta indennità può essere maggiorata fino a 10 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai dieci anni e fino a 14 mensilità per il prestatore di lavoro con anzianità superiore ai venti anni, se dipendenti da datore di lavoro che occupa più di quindici prestatori di lavoro”?»
Se vuoi che per i lavoratori di imprese fino a 15 dipendenti licenziati illegittimamente possa essere aumentato il numero di mensilità di indennizzo per il licenziamento, l’8 e 9 giugno vota sì!

QUESITO 3. RIDUZIONE DEL LAVORO PRECARIO
«Abrogazione parziale di norme in materia di apposizione di termine al contratto di lavoro subordinato, durata massima e condizioni per proroghe e rinnovi»
«Volete voi l’abrogazione dell’articolo 19 del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81 recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”, comma 1, limitatamente alle parole “non superiore a dodici mesi. Il contratto può avere una durata superiore, ma comunque”, alle parole “in presenza di almeno una delle seguenti condizioni”, alle parole “in assenza delle previsioni di cui alla lettera a), nei contratti collettivi applicati in azienda, e comunque entro il 31 dicembre 2025, per esigenze di natura tecnica, organizzativa e produttiva individuate dalle parti;” e alle parole “b bis)”; comma 1 -bis , limitatamente alle parole “di durata superiore a dodici mesi” e alle parole “dalla data di superamento del termine di dodici mesi”; comma 4, limitatamente alle parole “,in caso di rinnovo,” e alle parole “solo quando il termine complessivo eccede i dodici mesi”; articolo 21, comma 01, limitatamente alle parole “liberamente nei primi dodici mesi e, successivamente”?»
Se vuoi rendere il lavoro più stabile, l’8 e 9 giugno vota sì e ripristiniamo le causali per i contratti a termine!

QUESITO 4. PIU’ SICUREZZA NEL LAVORO
«Esclusione della responsabilità solidale del committente, dell’appaltatore e del subappaltatore per infortuni subiti dal lavoratore dipendente di impresa appaltatrice o subappaltatrice, come conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici: Abrogazione»
«Volete voi l’abrogazione dell’art. 26, comma 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” come modificato dall’art. 16 del decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106, dall’art. 32 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modifiche dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, nonché dall’art. 13 del decreto legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2021, n. 215, limitatamente alle parole “Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o subappaltatrici”?»
Se vuoi ridurre morti e infortuni sul lavoro nella catena degli appalti, facciamo sì che l’impresa committente sia responsabile in caso di incidenti sul lavoro! L’8 e 9 giugno vota sì!

QUESITO 5. PIU’ INTEGRAZIONE CON LA CITTADINANZA ITALIANA
«Cittadinanza italiana: Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana».
«Volete voi abrogare l’articolo 9, comma 1, lettera b), limitatamente alle parole “adottato da cittadino italiano” e “successivamente alla adozione”; nonché la lettera f), recante la seguente disposizione: “f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica.”, della legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza”?»
Se vuoi che le persone straniere che vivono e lavorano onestamente possano fare domanda di cittadinanza dopo 5 anni di residenza in Italia, l’8 e 9 giugno vota sì!

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