Presentazione XII Rapporto IARES “Le Povertà in Sardegna: dall’Analisi alla Progett-Azione”

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Presentazione XII Rapporto IARES “Le Povertà in Sardegna: dall’Analisi alla Progett-Azione”

Presentazione XII Rapporto IARES “Le Povertà in Sardegna: dall’Analisi alla Progett-Azione”. Un sardo su cinque (20,4%), nell’ultimo anno, ha incontrato difficoltà nell’acquistare beni di prima necessità. Quasi un sardo su tre (30,3%) si è dichiarato invece incapace di fronteggiare una spesa imprevista, anche se di entità modesta (800 euro). Lo rileva il XII Rapporto dell’Osservatorio sull’economia sociale e civile in iaresSardegna, che è stato appena pubblicato dallo IARES (Istituto Acli per la ricerca e lo sviluppo) e sarà presentato lunedì 21 novembre 2016, a partire dalle 16, nella sala Banca Intesa-San Paolo (ex Banca Cis) in viale Bonaria a Cagliari.

L’incontro, dal titolo “Le Povertà in Sardegna: dall’Analisi alla Progett-Azione”, sarà l’occasione per ragionare sui nuovi numeri dell’emergenza sociale nell’Isola e illustrare una proposta di intervento pensata apposta per la realtà sarda. Dopo i saluti del presidente regionale delle Acli Franco Marras e del presidente della Fondazione di Sardegna logo-acli-sardegnaAntonello Cabras, il XII Rapporto sarà presentato dai curatori Antonello Caria, Sara Frau e Vania Statzu. A seguire, porteranno il loro contributo i docenti Stefano Usai (CreNos, Università di Cagliari) ed Everardo Minardi (Università di Bologna e Teramo). Infine, la tavola rotonda dal titolo “Nuove strategie e nuove politiche per contrastare le povertà” vedrà gli interventi di don Marco Lai (Caritas), del segretario regionale della Cisl Ignazio Ganga, dei parlamentari Silvio Lai e Bruno Murgia e dei consiglieri regionali Franco Sabatini e Luca Pizzuto.

“Il concetto di povertà – spiega il Rapporto IARES – non può essere quantificato attraverso un’unica variabile di tipo monetario, né come il risultato esclusivo delle percezioni soggettive. Partendo da questo presupposto, abbiamo elaborato un indice multivariato di svantaggio economico basato su alcuni elementi che abbiamo ritenuto fondamentali: il reddito, i consumi, il risparmio, il capitale di beni durevoli e la percezione soggettiva”. Da una prima applicazione di questo indicatore a livello regionale si vede come la Sardegna sia una delle regioni italiane più complesse, in quanto presenta per alcuni aspetti (incidenza e intensità della povertà, livelli di spesa) condizioni di svantaggio economico abbastanza elevate, tipiche del Mezzogiorno, mentre per altri aspetti (dotazione di beni durevoli, risparmio delle famiglie) assomiglia di più alle regioni del Centro Nord”.

Proprio per via di questa complessità, le Acli avanzano una nuova proposta operativa di intervento sulle povertà in Sardegna, che muove dalla necessità di adattare ai singoli territori le misure di contrasto al disagio sociale, nel segno di un vero Welfare di comunità con l’integrazione a livello locale dei servizi sociali, sanitari ed educativi e il coinvolgimento di tutti i soggetti sociali e solidali (associazioni, cooperative, sindacati, patronati). Un approccio innovativo che si può sperimentare già nell’attuazione del REIS, il Reddito di inclusione sociale approvato lo scorso agosto dal Consiglio regionale, attraverso la creazione di “progetti locali che accompagnino le persone e le famiglie verso l’uscita dalla condizione di povertà, avendo ben presenti i vincoli rappresentati sia dalla cultura del sistema dei servizi, sia dallo stato della realtà socio-economica sarda”.

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