Punto famiglia online: come organizzare le giornate in quarantena

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giornate in quarantena

Questa settimana la dott.ssa Serra, Psicologa del Punto Famiglia delle Acli di Cagliari, affronterà il tema della difficoltà che si possono incontrare a trascorrere il tempo durante la quarantena.

Ormai è passato circa un mese e abbiamo avuto modo di incontrare diversi suggerimenti su come organizzare le nostre giornate.

L’idea è quella di fare il punto della situazione, per cogliere l’occasione di fermarci e vedere cosa stiamo già facendo (e premiarci per questo) e cosa possiamo ancora fare per restituire un tempo a dei giorni che sembrano non averlo più, un tempo che sia, per quanto possibile, di qualità e di cura per noi.

Organizziamo la nostra giornata in modo da mantenere le routine e crearne delle nuove, dando ad ogni parte della nostra giornata un valore.

Il momento della colazione, del pranzo, della cena, dell’esercizio fisico, del lavoro, dello svago e del riposo: ognuna di queste parti va tutelata.

È importante curare noi stessi, la nostra immagine e le nostre giornate. Saltare la colazione, sostituire il pranzo con un panino e passare le giornate in pigiama, sono aspetti che hanno un effetto negativo sulla nostra salute fisica e psicologica.

Per chi ne ha la possibilità, quando lavoriamo scegliamo uno spazio della casa che sia separato dagli altri ambienti, cosicché quando finiamo di lavorare possiamo “staccare” a tutti gli effetti. Per lo stesso motivo è importante definire e mantenere degli orari di lavoro circoscritti per poi dedicarci ad altro.

E l’importanza dell’attività fisica, quante volte lo abbiamo sentito ripetere? Questo perché ha benefici sulla nostra capacità di concentrarci, sull’umore e sul sonno. Aiuta a scaricare la tensione e spostando l’attenzione dal rimuginio (“tizio va a fare la spesa tutti i giorni non è giusto”) alle sensazioni corporee.

Infine, svago e riposo, parole che con la vita frenetica a cui eravamo abituati ci risuonavano spesso lontane lontane nella nostra testa. Ora è il momento, è il momento di imparare che ci si può fermare, che il mondo continua ad esistere anche se dedichiamo il nostro tempo a imparare cose nuove, a bere una bella tisana prime di andare a letto, magari con la tv spenta;

Atteniamoci ai dati oggettivi. Inseguire le informazioni, alcune non veritiere, ha come rischio quello di aumentare il senso di ansia, con il conseguente bisogno di fare qualcosa per far calare il livello di angoscia aumentando la probabilità di mettere in atto comportamenti irrazionali (quante bottiglie di alcool denaturato avete preso appena siete riusciti a trovarne? E quanta farina? E quanta pasta?);

Cerchiamo le informazioni di base da fonti attendibili in modo da avere tutto ciò che ci serve sapere per proteggerci e evitando di lasciarci sommergere da una “valanga” di dati e numeri. Questo significa aggiornarsi una/due volte al giorno sull’evolversi della situazione e praticare quella che il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi chiama “dieta digitale”;

Curiamo la socializzazione. Sembra strano dirlo in un periodo in cui il distanziamento sociale sembra essere uno dei modi principali per uscire da questa emergenza, ed è anche vero che si può essere vicini all’altro in molti modi. Ho trovato in questo senso molte iniziative, come quella del Comune di Tissi che prende il nome di “Racconti al balcone” e consiste nel leggere ogni sera da un balcone una favola della buonanotte ai bambini (https://www.facebook.com/events/2568731336711412/). Usiamo la tecnologia per condividere le nostre giornate, i nostri pensieri ed emozioni con le persone con cui ci sentiamo a nostro agio, questo può aiutarci a far in modo che il momentaneo isolamento sociale non si trasformi anche in isolamento psicologico. Questo è ancora più vero per gli anziani: abituati ai propri spazi e tempi, si trovano catapultati in un contesto di nuove regole da apprendere e attuare in tempi brevissimi;

Per chi ha bambini è importante dare loro lo spazio e il tempo per parlare di quello che stanno vivendo e di come lo stanno affrontando. Credo che sia fondamentale che si sentano liberi di poter condividere con voi come si sentono: ogni emozione (rabbia, paura, tristezza) è importante che abbia il suo spazio.

Ricordiamoci che quando ascoltiamo la tv, la radio o leggiamo i giornali ci sono anche loro a casa: ascoltano e ci osservano. Sentono parole come “è una guerra” e vedono come reagite alle notizie, ricordiamocelo… ricordiamo che loro non hanno le nostre stesse competenze cognitive ed emotive per dare senso a quello che vedono e sentono. Quindi condividere con lo loro la verità usando parole e i mezzi che siano adeguati all’età del bambino: “parole semplici, immagini, giochi, filmati appropriati possono aiutare i bambini a elaborare la situazione in base alle proprie capacità di comprensione” (Fonte: Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi).

Anche gli adolescenti sono impegnati come tutti noi a trovare un equilibrio in questa situazione fuori dal comune. Penso che sia importante responsabilizzarli aiutandoli a individuare le fonti di informazioni più attendibili, spronandoli a svolgere alcuni compiti utili alla vita famigliare, lasciandogli degli spazi per svolgere i loro compiti, realizzare alcuni hobbies e per poter trascorrere del tempo in solitudine. Ho trovato molto carino che alcuni Dirigenti Scolastici scrivessero ai loro alunni per dirgli che si era consapevoli che gli si stesse chiedendo un enorme sacrificio e che il loro contributo era indispensabile: riconoscere e comprendere il loro stato emotivo e aiutarli a vedere come anche loro siano soggetti attivi e parte integrante di questa comunità.

Infine, per quanto l’emergenza sanitaria sia un aspetto primario e pregnante, non c’è solo il coronavirus: parliamo anche di altro di un film visto, di un libro che state leggendo… e mentre le giornate scorrono ricordiamoci che, come per ogni tempesta, anche questa passerà.

 Alcuni spunti per approfondire l’argomento:

– L’opuscolo per la gestione dello stress realizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi: (https://www.psy.it/psicologicontrolapaura-una-guida-antistress-per-i-cittadini.html)

– L’opuscolo per la gestione della paura realizzato dall’Ordine degli Psicologi della Sardegna: (https://psicosardegna.it/news/vademecum_psicologico_coronavirus_per_i_cittadini–592.html)
Lo stesso opuscolo è stato tradotti in lingua sarda:
(https://psicosardegna.it/news/guida_psicol__gica_a_su_coronavirus_pro_is_tzitadinos–601.html)

– Nel sito dell’Associazione EMDR Italia (https://emdr.it/) troverete numerosi consigli come un libro destinato ai bambini (https://emdr.it/index.php/libro-sul-coronavinus-per-i-bambini-fatto-da-ana-gomez/) e uno destinato agli adolescenti (https://emdr.it/index.php/libro-sul-coronavinus-per-gli-adolescenti-fatto-da-a-verardo-e-g-lauretti/), entrambi scritti da figure esperte e resi accessibili in modo gratuito all’intera collettività

– Nella pagina Facebook della stessa Associazione (https://www.facebook.com/AssociazioneEMDRItalia/) troverete articoli e video utili, come consigli per anziani e pazienti fragili (https://www.facebook.com/AssociazioneEMDRItalia/photos/pcb.2573587379548788/2573585756215617/?type=3&theater)

e consigli per i bambini e gli adulti (https://www.facebook.com/AssociazioneEMDRItalia/photos/pcb.2573587379548788/2573585742882285/?type=3&theater)”

 

Dott.ssa Nicoletta Serra
Psicologa Psicoterapeuta Punto Famiglia Acli

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