Punto Famiglia online. La giostra delle emozioni: felicità e gioia

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emozioni
Vignetta di Massimo Cavezzali

Questa settimana la dott.ssa Serra, Psicologa del Punto Famiglia delle Acli di Cagliari, affronterà il tema delle diverse emozioni che ci accompagnano a fasi alterne nelle nostre giornate, soprattutto in questo periodo. Imparare a riconoscerle ci aiuterà anche a comprenderle.

In questo periodo particolare possiamo aver fatto esperienza di un turbinio di emozioni e visto persone manifestare emozioni tra loro molte diverse.

Così, a partire da oggi, l’idea è quella di condividere con voi alcuni articoli su questo tema iniziando da questa domanda: cosa sono l’emozioni?

Un’emozione è un’esperienza che include tre componenti:

  1. una valutazione cognitiva dello stimolo, il significato dato ad un evento presente nell’ambiente;
  2. un’esperienza soggettiva, ciò che una persona sente quando prova un’emozione;
  3. una reazione fisiologica con impulso all’azione, un esempio di reazione fisiologica e l’aumento del battito cardiaco che ci prepara a scappare via da uno stimolo valutato come pauroso;
  4. un comportamento manifesto, una reazione motoria e l’espressione del volto che accompagnano un’emozione.

L’emozioni hanno la funzione di preparaci ad affrontare un evento inatteso, pericoloso o piacevole, così, anche se a volte abbiamo l’impressione che le emozioni costituiscono un elemento di disturbo, in realtà svolgono una funzione adattiva.

Nel corso del nostro sviluppo cognitivo e sociale, diventiamo più consapevoli dell’esperienza emotiva: parliamo di “competenza emotiva”, della capacità di riconoscere e comprendere le emozioni proprie e altrui, di mettere in relazione circostanze esterne con stati emotivi, di condividere le proprie emozioni e di sviluppare strategie di autocontrollo e autoregolazione.

È però con l’apprendimento delle “regole di ostentazione” che impariamo a regolare la manifestazione delle emozioni sulla base degli standard del gruppo socio-culturale di appartenenza.

La maggior parte degli studiosi ritiene che esistano sei emozioni primarie[1] la cui espressione è considerata universale, spontanea e innata.

Queste sono: felicità, paura, rabbia, tristezza, sorpresa e disgusto.

Oggi iniziamo con il conoscere la prima emozione primaria, forse quella che in un periodo come questo richiede da parte nostra un impegno maggiore nel coltivarla, nel volgere l’attenzione verso ciò per cui proviamo felicità.

La felicità viene definita come una condizione di appagamento nei riguardi della vita. È uno stato emotivo di benessere legato agli eventi positivi che ognuno di noi vive nel corso della sua esistenza. Ma se è vero che ogni emozione svolge una funzione adattiva, qual è quella della felicità? Secondo la Fredrickson (2001) la sua funzione è quella di permettere al nostro organismo di “ricaricarsi”, di recuperare le risorse necessarie per poi poter affrontare gli eventi sfavorevoli della vita.

Molti studiosi sostengono una differenza tra felicità e gioia. Quest’ultima è vista come un’emozione improvvisa, piuttosto intensa e caratterizzata da un forte stato di attivazione del nostro corpo (respirazione, battito cardiaco, e così via), mentre la felicità non è tanto legata all’attimo di un evento quanto a un senso più generale di realizzazione della propria esistenza.

Ora non resta che aspettare per poter conoscere tutte le altre emozioni primarie!”

Dott.ssa Nicoletta Serra
Psicologa Psicoterapeuta Punto Famiglia Acli
Bibliografia
Schaffer R. H. (2005), Psicologia dello sviluppo. Un’ introduzione, Rffaello Cortina Editore
Gavazzi I. G. (2009), Psicologia dello sviluppo emotivo, il Mulino
Rollo D. (2005), Breve dizionario di psicologia dello sviluppo e dell’educazione, Carocci editore

 

[1] Diverse sono le emozioni complesse, invece, sono il risultato di un processo basato sull’esperienza, sulle informazioni ambientali e culturali, sullo sviluppo cognitivo, comunicativo e sociale, come ad esempio la vergogna, la colpa

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