“Sicurezza e responsabilità pubblica”: il contributo di OPOLIS e delle ACLI di Sassari al confronto internazionale

All’Università degli Studi di Milano, il dialogo sul caso di Washington, valorizza il rapporto tra ricerca, partecipazione civile e tutela dei diritti.
Promuovere politiche di sicurezza capaci di proteggere le persone, rispettarne i diritti e rispondere ai bisogni delle comunità: è l’orizzonte nel quale si colloca il contributo di OPOLIS, rappresentato dal suo responsabile scientifico, il professor Marco Calaresu, al seminario internazionale ospitato dall’Università degli Studi di Milano lo scorso 28 settembre. L’iniziativa ha posto in dialogo la ricerca politologica, sociologica e criminologica con una questione di rilievo pubblico: comprendere quali interventi producano risultati effettivi nella prevenzione della criminalità e a quali condizioni.
Per le ACLI provinciali di Sassari, questo confronto esprime il valore di una collaborazione tra università e società civile orientata alla qualità delle decisioni pubbliche.

Svoltosi nell’Aula Passione del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, il seminario è stato presieduto dalla professoressa Paola Mattei, ordinaria di Scienza politica presso l’Università degli Studi di Milano e studiosa di politiche pubbliche comparate.
Il dottor Mirko Nazzari, ricercatore, e il professor Marco Calaresu, associato di Scienza politica, entrambi presso l’Università degli Studi di Sassari, hanno presentato la ricerca condotta con Moris Triventi, professore ordinario di Sociologia generale presso l’ateneo milanese, dedicata agli effetti del dispiegamento della Guardia Nazionale sulla criminalità a Washington.

Il confronto scientifico si è avvalso dei contributi di Brendan Dooley, professore associato di Sociologia e Giustizia penale presso la Mount St. Mary’s University, negli Stati Uniti, e di Serena Favarin, professoressa associata di Sociologia della devianza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e ricercatrice di Transcrime. La pluralità delle competenze coinvolte ha consentito di collocare la valutazione degli interventi di sicurezza in un dialogo tra discipline e contesti nazionali diversi. Al centro dello studio, l’impiego di personale militare negli spazi urbani e la sua capacità di contribuire alla prevenzione dei reati. L’analisi ha riguardato le aree circostanti dieci stazioni della metropolitana di Washington interessate dai pattugliamenti. Utilizzando serie di confronto relative a Filadelfia, gli autori hanno stimato l’andamento che la criminalità avrebbe potuto seguire in assenza dell’intervento. Nei primi sei mesi successivi al dispiegamento, i risultati indicano una riduzione stimata di circa il 31 per cento dei reati contro il patrimonio rispetto a tale scenario, mentre non emerge una diminuzione chiaramente rilevabile dei reati violenti. Si tratta di evidenze riferite alle aree esaminate, che richiedono cautela nell’estensione ad altre città e realtà istituzionali.

La rilevanza pubblica della ricerca risiede nella possibilità di distinguere gli effetti dei diversi strumenti di intervento, verificandone l’adeguatezza rispetto agli obiettivi dichiarati. Una valutazione responsabile delle politiche di sicurezza richiede inoltre attenzione alle risorse impiegate, alla tutela dei diritti e alla fiducia tra cittadini e istituzioni. Per chi opera nei territori, disporre di conoscenze accessibili e verificabili significa poter partecipare con maggiore consapevolezza al dibattito sulle scelte che incidono sulla vita collettiva. Per le ACLI provinciali di Sassari, investire in questo rapporto tra sapere e impegno civile significa contribuire a una concezione della sicurezza nella quale la prevenzione della criminalità si accompagni alla dignità della persona e alla coesione sociale. Le realtà del terzo settore, attraverso la presenza quotidiana nelle comunità, raccolgono bisogni, riconoscono fragilità e promuovono relazioni di fiducia. Il dialogo con la ricerca può rafforzarne la capacità di contribuire a politiche che tengano insieme protezione, inclusione e accesso alle opportunità.

Il seminario milanese si inserisce così in un percorso che riconosce alla conoscenza una funzione civile: rendere più consapevoli le decisioni e più aperto il confronto sulle responsabilità delle istituzioni. Attraverso OPOLIS, l’esperienza associativa maturata in Sardegna partecipa a una rete di confronto che supera i confini regionali e restituisce ai territori strumenti di comprensione e valutazione. È il contributo delle ACLI a una sicurezza intesa come bene comune, alla cui costruzione concorrono istituzioni democratiche e cittadinanza organizzata.

Mirko Nazzari è titolare di un contratto di ricerca biennale, finanziato dalle Acli provinciali di Sassari, sul progetto dal titolo “Minacce alla sicurezza pubblica e resilienza istituzionale: analisi degli atti intimidatori verso rappresentanti dello Stato e figure pubbliche”, intende indagare il fenomeno degli atti intimidatori e delle forme di violenza simbolica e materiale rivolte a figure istituzionali, tra cui amministratori locali, funzionari pubblici e operatori della sicurezza, con particolare attenzione ai contesti territoriali caratterizzati da tensioni sociali, percezione di isolamento istituzionale e fragilità economico-amministrativa.

L’Osservatorio sulle Politiche della Sicurezza e Prevenzione della Criminalità, promosso dalle ACLI della Sardegna. Sotto la responsabilità scientifica di Marco Calaresu, professore associato di Scienza politica presso l’Università degli Studi di Sassari, l’Osservatorio favorisce la collaborazione tra ricerca, istituzioni e società civile. Il suo impegno unisce l’attenzione per il contesto sardo al confronto internazionale, attraverso l’analisi delle politiche pubbliche e la condivisione delle conoscenze con amministratori, operatori e cittadini.

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