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	<title>crisi Archivi - Acli Sardegna</title>
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	<title>crisi Archivi - Acli Sardegna</title>
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		<title>Sardi in Venezuela: resta attivo il conto aperto dal Crei per raccogliere aiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Contu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 08:40:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non accenna a migliorare la situazione in Venezuela: le ultime testimonianze provenienti dal Sudamerica parlano di iperinflazione, difficoltà nell’accedere ai beni di prima necessità e di uno scontro sempre più&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/sardi-in-venezuela-resta-attivo-il-conto-aperto-dal-crei-per-raccogliere-aiuti/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/sardi-in-venezuela-resta-attivo-il-conto-aperto-dal-crei-per-raccogliere-aiuti/">Sardi in Venezuela: resta attivo il conto aperto dal Crei per raccogliere aiuti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non accenna a migliorare la situazione in Venezuela: le ultime testimonianze provenienti dal Sudamerica parlano di iperinflazione, difficoltà nell’accedere ai beni di prima necessità e di uno scontro sempre più acceso tra i sostenitori del presidente Nicolas Maduro e l’opposizione guidata da Juan Guaidò.</p>
<p>Nel paese sudamericano, secondo gli ultimi dati Aire disponibili, vivono oltre 350 sardi residenti. Rappresentano solo una parte della vastissima comunità di italiani pienamente inseriti nella società venezuelana che, dopo anni di crisi economica e sociale, vivono in una situazione di precarietà e di povertà. Con il Paese sull’orlo della guerra civile, sostiene il <strong><a href="https://www.creiaclisardegna.it/">Crei Acli</a>, </strong>è necessario fare qualcosa per aiutare i sardi immigrati, i nostri connazionali e il popolo venezuelano.</p>
<p>Per questo rimane attivo il conto corrente dedicato aperto dal Crei per raccogliere contributi da utilizzare per portare aiuti umanitari in Venezuela. Per donare è sufficiente effettuare un versamento sul conto intestato a “<strong>Comitato reg. Acli della Sardegna per l’emergenza in Venezuela” IBAN IT72P0760104800001046531180</strong>.</p>
<p>Si rinnova la richiesta alla Regione Sarda di impegnarsi presso i competenti Ministeri per ottenere notizie certe sulla condizione dei nostri conterranei nel paese Sudamericano, verificare se esistano situazioni di bisogno o pericoli per la comunità sarda ed eventualmente promuovere ogni iniziativa di solidarietà utile ad aiutare i nostri corregionali in Venezuela e le loro famiglie.</p>
<p>Leggi gli articoli precedenti:</p>
<h5 class="article__title article__title--single">&#8211; <a href="https://www.aclicagliari.it/2019/05/09/raccolta-fondi-per-aiutare-le-famiglie-sarde-del-venezuela/">Raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde del Venezuela</a></h5>
<h5><a href="https://www.aclicagliari.it/2019/03/06/emergenza-venezuela-la-crisi-il-rischio-di-una-guerra-civile-e-la-situazione-dei-sardi-nel-paese/">&#8211; Emergenza Venezuela: la crisi, il rischio di una guerra civile e la situazione dei sardi nel Paese</a></h5>
<h5><a href="https://www.aclicagliari.it/2019/01/31/sardi-in-venezuela-tra-crisi-e-il-rischio-di-una-guerra-civile/">&#8211; Sardi in Venezuela tra crisi e il rischio di una guerra civile</a></h5>
<p><a href="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2019/07/emergenza-venezuela-5.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-4000" src="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2019/07/emergenza-venezuela-5-300x251.png" alt="" width="300" height="251" /></a></p>
<p><em>8 luglio 2019</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/sardi-in-venezuela-resta-attivo-il-conto-aperto-dal-crei-per-raccogliere-aiuti/">Sardi in Venezuela: resta attivo il conto aperto dal Crei per raccogliere aiuti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
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		<title>Sardi in Venezuela: resta attivo il conto aperto dal Crei per raccogliere aiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Contu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 08:40:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non accenna a migliorare la situazione in Venezuela: le ultime testimonianze provenienti dal Sudamerica parlano di iperinflazione, difficoltà nell’accedere ai beni di prima necessità e di uno scontro sempre più&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/sardi-in-venezuela-resta-attivo-il-conto-aperto-dal-crei-per-raccogliere-aiuti/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non accenna a migliorare la situazione in Venezuela: le ultime testimonianze provenienti dal Sudamerica parlano di iperinflazione, difficoltà nell’accedere ai beni di prima necessità e di uno scontro sempre più acceso tra i sostenitori del presidente Nicolas Maduro e l’opposizione guidata da Juan Guaidò.</p>
<p>Nel paese sudamericano, secondo gli ultimi dati Aire disponibili, vivono oltre 350 sardi residenti. Rappresentano solo una parte della vastissima comunità di italiani pienamente inseriti nella società venezuelana che, dopo anni di crisi economica e sociale, vivono in una situazione di precarietà e di povertà. Con il Paese sull’orlo della guerra civile, sostiene il <strong><a href="https://www.creiaclisardegna.it/">Crei Acli</a>, </strong>è necessario fare qualcosa per aiutare i sardi immigrati, i nostri connazionali e il popolo venezuelano.</p>
<p>Per questo rimane attivo il conto corrente dedicato aperto dal Crei per raccogliere contributi da utilizzare per portare aiuti umanitari in Venezuela. Per donare è sufficiente effettuare un versamento sul conto intestato a “<strong>Comitato reg. Acli della Sardegna per l’emergenza in Venezuela” IBAN IT72P0760104800001046531180</strong>.</p>
<p>Si rinnova la richiesta alla Regione Sarda di impegnarsi presso i competenti Ministeri per ottenere notizie certe sulla condizione dei nostri conterranei nel paese Sudamericano, verificare se esistano situazioni di bisogno o pericoli per la comunità sarda ed eventualmente promuovere ogni iniziativa di solidarietà utile ad aiutare i nostri corregionali in Venezuela e le loro famiglie.</p>
<p>Leggi gli articoli precedenti:</p>
<h5 class="article__title article__title--single">&#8211; <a href="https://www.aclicagliari.it/2019/05/09/raccolta-fondi-per-aiutare-le-famiglie-sarde-del-venezuela/">Raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde del Venezuela</a></h5>
<h5><a href="https://www.aclicagliari.it/2019/03/06/emergenza-venezuela-la-crisi-il-rischio-di-una-guerra-civile-e-la-situazione-dei-sardi-nel-paese/">&#8211; Emergenza Venezuela: la crisi, il rischio di una guerra civile e la situazione dei sardi nel Paese</a></h5>
<h5><a href="https://www.aclicagliari.it/2019/01/31/sardi-in-venezuela-tra-crisi-e-il-rischio-di-una-guerra-civile/">&#8211; Sardi in Venezuela tra crisi e il rischio di una guerra civile</a></h5>
<p><a href="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2019/07/emergenza-venezuela-5.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-4000" src="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2019/07/emergenza-venezuela-5-300x251.png" alt="" width="300" height="251" /></a></p>
<p><em>8 luglio 2019</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/sardi-in-venezuela-resta-attivo-il-conto-aperto-dal-crei-per-raccogliere-aiuti/">Sardi in Venezuela: resta attivo il conto aperto dal Crei per raccogliere aiuti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
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		<item>
		<title>In Venezuela 350 sardi. Acli: &#8220;Riportiamoli a casa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Crei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 09:35:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CREI ACLI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Zoccheddu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riportiamo l&#8217;articolo di Claudio Zoccheddu pubblicato su &#8220;La Nuova Sardegna&#8221; del  08 luglio 2019 sulla situazione dei sardi residenti in Venezuela, in seguito all&#8217;iniziativa di raccolti fondi da parte del&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/in-venezuela-350-sardi-acli-riportiamoli-a-casa/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/in-venezuela-350-sardi-acli-riportiamoli-a-casa/">In Venezuela 350 sardi. Acli: &#8220;Riportiamoli a casa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Riportiamo l&#8217;articolo di <strong>Claudio Zoccheddu</strong> pubblicato su &#8220;<strong>La Nuova Sardegna</strong>&#8221; del  <strong>08 luglio 2019</strong> sulla situazione dei sardi residenti in Venezuela, in seguito all&#8217;iniziativa di raccolti fondi da parte del Crei Acli Sardegna.</span></p>
<h4><strong><span style="color: #000000;">Sempre più grave la situazione nella nazione ormai sull&#8217;orlo di una della guerra civile. L&#8217;associazione ha aperto un conto corrente per finanziare i rimpatri immediati.</span></strong></h4>
<p><span style="color: #000000;">La situazione è drammatica e sembra destinata a peggiorare. Il Venezuela è una nazione allo sbando da cui arrivano pochissime informazioni e tutte molto preoccupanti. Per questo motivo il comitato regionale emigrazione &#8211; immigrazione delle Acli sta programmando i primi rimpatri degli emigrati sardi in Venezuela che hanno chiesto aiuto direttamente all&#8217;associazione. Per farlo, però, serve denaro e quindi è iniziata una raccolta di contributi a cui è possibile contribuire attraverso un conto corrente dedicato.</span></p>
<h4><span style="color: #000000;"><strong>La Situazione</strong></span></h4>
<p><span style="color: #000000;">Le ultime testimonianze provenienti dal Sudamerica parlano di Iperinflazione, difficoltà nell&#8217;accedere ai beni di prima necessità e di uno scontro sempre più acceso tra i sostenitori del presidente Nicolas Maduro e quelli dell&#8217;opposizione guidata da Juan Guidò. Una situazione confermata dall&#8217;Alto Commissario dell&#8217;ONU per i diritti umani, <strong>Michelle Bachelet</strong>, e condensata in una dichiarazione rilasciata davanti alla sessione del Consiglio dei diritti umani a Ginevra. Secondo Michelle Bachelet &#8221; <em>le principali istituzioni e lo stato di diritto in Venezuela sono stati erosi e vengono attuati attacchi contro oppositori e difensori dei diritti umani che comprendono minacce, detenzioni arbitrarie, tortura, violenze sessuali, uccisioni e sparizioni</em>&#8220;.</span></p>
<h4><strong><span style="color: #000000;">I sardi in Venezuela</span></strong></h4>
<p><span style="color: #000000;">Ai margini di una situazione esplosiva dove anche solo trovare un pezzo di carne commestibile diventa una missione impossibile, vivono, secondo gli ultimi dati Aire disponibili, oltre 350 sardi residenti. Rappresentano una parte della vastissima comunità di italiani inseriti nella società venezuelana che, dopo anni di crisi economica e sociale, vivono una situazione di precarietà e povertà. Con il Paese sull&#8217;orlo della guerra civile, sostiene il Crei Acli, è necessario fare qualcosa per aiutare i sardi immigrati, i nostri connazionali ed il popolo venezuelano. &#8220;<em>Stiamo programmando i primi rimpatri di coloro che ci hanno chiesto aiuto direttamente</em> &#8211; conferma il presidente del Comitato, <strong>Mauro Carta</strong> &#8211; ,<em> rimane attivo il conto corrente dedicato aperto dal Crei per raccogliere contributi da utilizzare per portare aiuti umanitari in Venezuela</em>&#8220;.<strong> Per donare è sufficiente effettuare un versamento sul conto intestato a &#8220;Comitato reg. Acli della Sardegna per l&#8217;emergenza in Venezuela&#8221;.. IBAN IT 72P0760104800001046531180.</strong> &#8220;<em>Rinnoviamo la richiesta alla Regione &#8211; </em>conclude Carta <em>&#8211; di impegnarsi i competenti Ministeri per ottenere notizie certe sulla condizione di tutti i nostri conterranei, verificare se esistono situazioni di bisogno o pericoli con la comunità sarda ed eventualmente promuovere ogni iniziativa di solidarietà per aiutare i nostri corregionali</em>&#8220;.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Fonte &#8220;Claudio Zoccheddu &#8211; La Nuova Sardegna&#8221;</span></strong></p>
<p><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/Foto-Articolo-Zoccheddu.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-1453 size-large" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/Foto-Articolo-Zoccheddu-800x1024.jpg" alt="" width="800" height="1024" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/in-venezuela-350-sardi-acli-riportiamoli-a-casa/">In Venezuela 350 sardi. Acli: &#8220;Riportiamoli a casa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La crisi della cultura italiana in Turchia</title>
		<link>https://www.aclisardegna.it/la-crisi-della-cultura-italiana-in-turchia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-crisi-della-cultura-italiana-in-turchia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Crei]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 10:28:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CREI ACLI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cultura italiana in Turchia ha goduto nel tempo di una posizione di prestigio rispetto a tutte le altre culture che operano nel paese. Attualmente, però, la comunità italiana residente&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/la-crisi-della-cultura-italiana-in-turchia/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/la-crisi-della-cultura-italiana-in-turchia/">La crisi della cultura italiana in Turchia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">La cultura italiana in Turchia ha goduto nel tempo di una posizione di prestigio rispetto a tutte le altre culture che operano nel paese. Attualmente, però, la comunità italiana residente ad Istanbul lamenta problemi riguardanti le scuole italiane e gli Istituti Italiani di Cultura in Turchia ed il conseguente pericolo di perdita della posizione e di immagine dell&#8217;Italia nel paese.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il governo turco, negli ultimi anni, ha stabilito che gli studenti turchi e stranieri residenti nel paese debbano frequentare le scuole dell&#8217;obbligo turche. Per garantire un&#8217;istruzione conforme a quella del paese d&#8217;origine le istituzioni consolari straniere hanno acconsentito al trasferimento di alcune delle scuole entro i confini delle sedi diplomatiche.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">I cittadini italiani residenti stabilmente o temporaneamente ad Istanbul hanno accesso <strong>all’IMI</strong>, <strong>Istituti medi italiani</strong>, scuole secondarie di I grado (ex scuole medie) e scuole secondarie di II grado (liceo scientifico). <strong>L&#8217;IMI è una scuola statale italiana riconosciuta dal MIUR</strong>, gli studenti che la frequentano acquisiscono un titolo legalmente riconosciuto dallo Stato italiano. Il MIUR cita la Galileo Galilei (Liceo Scientifico), tra le scuole paritarie italiane . Non esiste una scuola elementare statale o paritaria italiana che consenta l’accesso diretto all&#8217;IMI. <strong>La  <a href="https://web86228.wixsite.com/marcopoloistanbul" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marco Polo</a> è l&#8217;unica scuola italiana presente ad Istanbul per i livelli di Scuola dell&#8217;Infanzia e Scuola primaria</strong> ma, contrariamente all&#8217;IMI e alla Galileo Galilei, <strong>non è elencata tra le scuole riconosciute dal MIUR e quindi dal sistema di istruzione italiano</strong>.</span></p>
<figure id="attachment_1396" aria-describedby="caption-attachment-1396" style="width: 930px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/239454F0-78F2-4B6E-A9C5-B560E0B37D5A-441-000000362777A748-1.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="wp-image-1396 " src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/239454F0-78F2-4B6E-A9C5-B560E0B37D5A-441-000000362777A748-1-768x1024.jpg" alt="" width="930" height="1239" /></a><figcaption id="caption-attachment-1396" class="wp-caption-text">Scuola Marco Polo di Istanbul</figcaption></figure>
<p><span style="color: #000000;">Ad ora il governo turco tollera la frequenza della Marco Polo qualora almeno uno dei genitori dello studente sia cittadino italiano o europeo. Non è consentito ad un bambino che sia figlio di due cittadini turchi frequentare la Marco Polo.  Attualmente <strong>la Marco Polo è frequentata da 80 bambini italiani, di cui almeno 2 di origine sarda e vi operano 3 insegnanti sardi</strong>.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">La Marco Polo è situata all&#8217;interno dei confini delle sedi diplomatiche italiane. È una scuola gestita da un&#8217;associazione turca legalmente registrata in Turchia, perciò sottoposta alla legge turca in base alla quale, per ogni cittadino straniero assunto, l&#8217;azienda deve assumere cinque cittadini turchi. La scuola, dunque, per 9 dipendenti dovrebbe assumere altri 45 turchi.</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Per il genitore italiano che scelga per i propri ragazzi una formazione i cui programmi si colleghino alla scuola media statale IMI, si pone la criticità di non far assolvere, al proprio figlio, gli obblighi scolastici poiché, attualmente, <strong>la Marco Polo è un&#8217;azienda privata non elencata nel MIUR il cui titolo non è legalmente </strong></span><span style="color: #000000;"><strong>riconosciuto e quindi non spendibile in Italia.</strong></span></p>
<p><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/83DD2B38-6EE2-47B1-87FD-85E2CFC20ABB-441-00000035D6A34F40.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1395 size-medium" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/83DD2B38-6EE2-47B1-87FD-85E2CFC20ABB-441-00000035D6A34F40-300x166.jpg" alt="" width="300" height="166" /></a><span style="color: #000000;">Per questa ragione i cittadini italiani, rappresentati dall&#8217;Associazione italo-turca &#8211; Türk İtalyan Derneǧi, richiedono che la scuola Marco Polo, unica scuola italiana presente ad Istanbul per i livelli di Scuola dell&#8217;Infanzia e Scuola primaria, venga riconosciuta dal Ministero come scuola statale o paritaria. Tra i requisiti richiesti nella domanda per il riconoscimento del Miur sarebbe necessario ampliare gli spazi della scuola. I genitori dei bambini che frequentano la scuola si sono già organizzati presentando 3 diversi progetti di ampliamento ma sarebbe necessaria la volontà politica, da parte del corpo diplomatico, di porre in essere il progetto al fine del riconoscimento al MIUR.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le problematiche poste dal mancato riconoscimento da parte del MIUR non si limitano all&#8217;assolvimento dell’obbligo scolastico degli alunni ma riguardano anche la situazione di precarietà degli insegnanti e dei dipendenti della scuola. Essendo la Marco Polo una scuola che fa capo ad un’associazione turca segue la legge turca. Pertanto, per evitare un ingestibile sovradimensionamento del personale, è complicato contrattualizzare i dipendenti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La mancata contrattualizzazione comporta l&#8217;impossibilità ai dipendenti italiani di richiedere il visto per lavoro. Sino ad ora i docenti, pagando, sono riusciti ad ottenere il visto turistico lungo valido per 3 anni. Ultimamente, tuttavia, il governo turco è restio a concedere ai cittadini europei questo genere di visto e non è semplice ottenere un visto se non per coloro che sposano un cittadino turco o sono proprietari d’immobili in Turchia. La situazione di precarietà contrattuale determina un continuo ricambio della classe docente e fa venir meno il diritto alla continuità didattica degli studenti.</span></p>
<figure id="attachment_1399" aria-describedby="caption-attachment-1399" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/C81E017B-9533-4F62-89E5-D5100603BCC9-441-000000362CAF3DBF.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1399 size-medium" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/C81E017B-9533-4F62-89E5-D5100603BCC9-441-000000362CAF3DBF-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><figcaption id="caption-attachment-1399" class="wp-caption-text">Aula magna scuola Marco Polo</figcaption></figure>
<p><span style="color: #000000;">La situazione sarebbe diversa se la Marco Polo venisse riconosciuta come scuola statale o paritaria. Agli studenti verrebbe garantita la continuità didattica, la classe docente e gli amministrativi verrebbero selezionati dal ministero e godrebbero di maggiori tutele lavorative, inclusa la possibilità di entrare in Turchia con passaporto diplomatico o con regolare contratto e visto per motivi di lavoro, così come avviene per i docenti dell’IMI.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla comunità italiana non interessa la gratuità della scuola Marco Polo  ma il riconoscimento da parte del MIUR al fine di dare la possibilità ai ragazzi di assolvere all&#8217;obbligo scolastico e ai dipendenti della scuola di sanare la condizione lavorativa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>I problemi segnalati dalla comunità italiana non riguardano solo le scuole ma anche gli Istituti Italiani di Cultura</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <strong>Già ad Ankara ed ad Izmir gli istituti di cultura, e di conseguenza i corsi di lingua italiana, sono stati chiusi. Izmir è la città nella quale risiede la  maggior parte dei membri della comunità italiana in Turchia (oltre 5000 persone iscritte all’AIRE)</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Rimane operativo solo l&#8217;Istituto Italiano di cultura di Istanbul, sorto nel 1951, che impiega </strong></span><span style="color: #000000;"><strong>complessivamente 7 dipendenti</strong>.</span></p>
<figure id="attachment_1393" aria-describedby="caption-attachment-1393" style="width: 640px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/4D219B93-9506-411D-A383-194E39440832-441-00000034292989CC.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-1393 size-full" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/4D219B93-9506-411D-A383-194E39440832-441-00000034292989CC.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a><figcaption id="caption-attachment-1393" class="wp-caption-text">Le classi della Marco Polo</figcaption></figure>
<p><span style="color: #000000;"><strong>La l.401/90 sugli IIC stabilisce che uno dei principali obbiettivi di questi istituti sia la promozione all&#8217;estero della lingua e della cultura italiana</strong>.<strong>Sino al 2018 l&#8217;Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, si occupava della promozione della lingua italiana tramite dei corsi ai quali erano iscritti in media 800-900 studenti ogni trimestre</strong>. La quota di iscrizione ad ogni livello di corso è pari a 150 euro; i corsi di lingua, dunque, costituivano la maggiore fonte di finanziamento per l&#8217;attività dell&#8217;Istituto. <strong>Per l&#8217;anno 2018/19 i corsi sono stati chiusi senza che questa decisione venisse giustificata</strong>. I docenti dei corsi, cittadini italiani e sardi che hanno collaborato con l&#8217;istituto per oltre 10 anni, sono stati licenziati e non è stato loro corrisposto il TFR come previsto da contratto. Lo stipendio veniva corrisposto in lire turche e non in euro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/B43B24E5-F043-4C8B-93EF-149D1B658E57-441-000000363152880B-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1398 alignleft" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/B43B24E5-F043-4C8B-93EF-149D1B658E57-441-000000363152880B-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Gli insegnanti non risultano essere dipendenti dell&#8217;Istituto ma assunti tramite appalto da una società turca perciò il contratto segue la legge turca. Il Consolato, nel contratto, si è impegnato ad onorare i pagamenti da corrispondere agli insegnanti qualora l&#8217;associazione turca appaltatrice, destinataria di una risibile percentuale degli introiti derivanti dai corsi, non fosse in grado di onorare i debiti con gli insegnanti (TFR, contributi).</span></p>
<figure id="attachment_1394" aria-describedby="caption-attachment-1394" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/022ADD0C-A830-47D7-965D-C4A53D140A1B-441-00000034148D5711.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1394" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/07/022ADD0C-A830-47D7-965D-C4A53D140A1B-441-00000034148D5711-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><figcaption id="caption-attachment-1394" class="wp-caption-text">Facciata della Marco Polo</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Gli insegnanti, prima di far causa al Consolato, hanno chiesto una conciliazione ma gli avvocati della controparte non si sono presentati. I 5 insegnanti, perciò, intraprenderanno a malincuore la causa contro il Consolato in difesa dei propri diritti anche se questo crea loro rammarico per il danno d&#8217;immagine che potrebbe derivare agli istituti diplomatici e allo Stato italiano qualora la questione venisse divulgata dalla stampa turca.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>I lavoratori coinvolti in questa vertenza chiedono ai nostri rappresentanti in Parlamento di indagare presso l’addetto culturale del Consolato sulle motivazioni che hanno portato alla chiusura dei corsi</strong>. Prima che il caso divenga di dominio pubblico, sperano che si giunga a mediazione finalizzata al raggiungimento di una soluzione di buonsenso che preveda l&#8217;ottemperamento degli impegni presi dalle sedi diplomatiche.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Michaela Nioi</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde del Venezuela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Contu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 12:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attività sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[aolidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta fondi]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si aggrava la situazione in Venezuela. Dal Crei Acli una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali.<br />
Nei prossimi giorni verrà avviata la raccolta di risorse&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/raccolta-fondi-per-aiutare-le-famiglie-sarde-del-venezuela/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Si aggrava la situazione in Venezuela. Dal Crei Acli una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali.</h5>
<p>Nei prossimi giorni verrà avviata la raccolta di risorse per consentire ai sardi in Venezuela che lo desiderano di ritornare in patria. Mauro Carta (Crei Acli): “raccoglieremo anche medicinali da inviare non appena si sbloccheranno le frontiere”.</p>
<p>«Con l&#8217;aggravarsi dell’instabilità politica nel Venezuela si rende necessario agire direttamente per aiuta<span class="text_exposed_show">re le famiglie sarde che vogliono rientrare e non riescono a trovare le risorse per pagare il biglietto. Per questo, nei prossimi giorni, il Crei Acli, in collaborazione con Ipsia Sardegna, attiverà un programma di aiuti per i sardi emigrati nel Paese Sudamericano, un gruppo che secondo gli ultimi dati Aire, è di circa 350 persone». Così il presidente del Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione Acli Mauro Carta sulla questione venezuelana.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Il Comitato richiede quindi alla Regione Sardegna di attivare un canale diretto con l&#8217;ambasciata italiana nel Paese Sudamericano, sia per conoscere particolari necessità dei cittadini che per facilitare il trasferimento dei fondi: «Siamo già in contatto con la sede Acli di Caracas – prosegue Carta –, la nostra azione sarà diretta in prima istanza ad aiutare le famiglie che hanno difficoltà a rientrare in Sardegna, ma, oltre a questo &#8220;ponte umanitario”, avvieremo una raccolta di medicinali da inviare non appena si sbloccheranno le frontiere, in modo da soccorrere una popolazione che ha urgente bisogno di assistenza sanitaria».</p>
<p>Per informazioni sulla raccolta e per segnalazioni è possibile inviare una mail a: emergenzavenezuela@gmail.com</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Dal Crei una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali in Venezuela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Crei]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 10:09:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CREI ACLI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[ipsia acli]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Carta]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta fondi]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si aggrava la situazione in Venezuela. Dal Crei una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali.<br />
Nei prossimi giorni verrà avviata la raccolta di risorse per&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/dal-crei-una-raccolta-fondi-per-aiutare-le-famiglie-sarde-immigrate-e-inviare-medicinali-in-venezuela/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;"><strong>Si aggrava la situazione in Venezuela. Dal Crei una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali.</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Nei prossimi giorni verrà avviata la raccolta di risorse per consentire ai sardi in Venezuela che lo desiderano di ritornare in patria. <strong>Mauro Carta</strong> (Crei Acli Sardegna): “<em>raccoglieremo anche medicinali da inviare non appena si sbloccheranno le frontiere</em>”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">«<em>Con l’aggravarsi dell&#8217;instabilità politica nel Venezuela si rende necessario agire direttamente per aiutare le famiglie sarde che vogliono rientrare e non riescono a trovare le risorse per pagare il biglietto. Per questo, nei prossimi giorni, il <strong>Crei Acli</strong>, in collaborazione con <strong>Ipsia Sardegna</strong>, attiverà un programma di aiuti per i sardi emigrati nel Paese Sudamericano, un gruppo che secondo gli ultimi dati Aire, è di circa 350 persone</em>». Così il presidente del <strong>Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione Acli</strong> <strong>Mauro Carta </strong>sulla questione Venezuelana.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il Comitato richiede quindi alla <strong>Regione Sardegna</strong> di attivare un canale diretto con l&#8217;ambasciata italiana nel Paese Sudamericano, sia per conoscere particolari necessità dei cittadini che per facilitare il trasferimento dei fondi: «<em>Siamo già in contatto con la sede Acli di Caracas</em> – prosegue <strong>Carta</strong> –, <em>la nostra azione sarà diretta in prima istanza ad aiutare le famiglie che hanno difficoltà a rientrare in Sardegna, ma, oltre a questo &#8220;ponte umanitario</em>”, <em>avvieremo una raccolta di medicinali da inviare non appena si sbloccheranno le frontiere, in modo da soccorrere una popolazione che ha urgente</em><em> bisogno di assistenza sanitaria</em>».</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Per informazioni sulla raccolta e per dare il proprio contributo è possibile inviare una mail a: emergenzavenezuela@gmail.com</span></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/dal-crei-una-raccolta-fondi-per-aiutare-le-famiglie-sarde-immigrate-e-inviare-medicinali-in-venezuela/">Dal Crei una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali in Venezuela</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
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		<title>Seminario &#8220;Emergenza Venezuela: la crisi e il rischio di una guerra civile&#8221;.</title>
		<link>https://www.aclisardegna.it/seminario-emergenza-venezuela-la-crisi-e-il-rischio-di-una-guerra-civile/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=seminario-emergenza-venezuela-la-crisi-e-il-rischio-di-una-guerra-civile</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Crei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2019 21:29:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CREI ACLI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Seminari]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ipsia Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Carta]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Svoltosi sabato mattina, il seminario ha voluto sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica, in particolare le istituzioni, sull&#8217;attuale emergenza in Venezuela.<br />
Uno degli obiettivi principali dell&#8217;incontro è quello di aprire ad eventuali collaborazioni&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/seminario-emergenza-venezuela-la-crisi-e-il-rischio-di-una-guerra-civile/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Svoltosi sabato mattina, il seminario ha voluto sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica, in particolare le istituzioni, sull&#8217;attuale emergenza in Venezuela.<a style="color: #000000;" href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/03/DSC_0001.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-937 alignright" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/03/DSC_0001-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Uno degli obiettivi principali dell&#8217;incontro è quello di aprire ad eventuali collaborazioni con il paese venezuelano, sia per i forti legami che uniscono l&#8217;Italia al Venezuela (basti pensare al flusso migratorio avvenuto dopo la seconda guerra mondiale) sia per la presenza nel paese venezuelano di tanti cittadini sardi (350 secondo i dati AIRE) .<br />
</span><br />
<span style="color: #000000;">“<em>Come Crei</em> – spiega il presidente del Crei,<strong> Mauro Carta</strong>&#8211; <em>abbiamo il dovere di aprire un legame di collaborazione per far capire che come associazione di tutela siamo presenti. Ovviamente la situazione è difficilissima, oltre a non arrivare gli aiuti umanitari sta diventando sempre più difficoltoso  comunicare con loro. In questi giorni si è provato a contattare tanti cittadini sardi iscritti all&#8217;Aire ma da parte loro nessuna risposta</em>”. </span><br />
<span style="color: #000000;"><br />
<a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/03/Screenshot-2019-03-11-20.53.50.png" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-934 size-thumbnail" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/03/Screenshot-2019-03-11-20.53.50-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Ricordiamoci che il paese sudamericano in questi giorni sta vivendo il più lungo blackout della sua storia, con conseguenze gravissime  sia a livello di  telecomunicazioni (reti telefoniche ed internet fuori uso) sia a livello ospedaliero( 80 bambini morti nel reparto neonatale di un ospedale di Maracaibo, come riporta un tweet del canale tv venezuelano  EN VIVO).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="Venezuela, il paese con la più grande riserva petrolifera del mondo è alla fame" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/R17hEaaNH-Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="color: #000000;">La sanità pubblica venezuelana  è praticamente al collasso. Gli ospedali  soffrono di carenze di forniture base: guanti, garze, siringhe, kit chirurgici, acqua corrente, elettricità . Mancano  farmaci generici quali analgesici, antistaminici, vitamine e collirio, ma anche  antibiotici, antidolorifici ed  insulina. </span><br />
<span style="color: #000000;">Se un paziente dovesse aver bisogno di un determinato farmaco e non è disponibile, allora dovrà procurarselo da solo. Chi chiede aiuto alla famiglia e chi si rivolge al mercato nero.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Uno degli obiettivi prefissati dal Crei è aprire un canale umanitario coinvolgendo le farmacie di Cagliari ed hinterland per una raccolta di medicinali. </span><br />
<span style="color: #000000;">Coinvolgere l’ong  IPSIA delle Acli per  attivare dei canali diplomatici per capire quali sono le principali esigenze rispetto alle priorità. </span><br />
<span style="color: #000000;">Diverse sono le  ipotesi che si potrebbero studiare insieme alle tante altre organizzazioni presenti nel territorio italiano che si occupano di queste emergenze.</span></p>
<p><iframe title="Cosa succede in VENEZUELA -  Spiegato semplicemente" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/6lvcvQWwIyc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/seminario-emergenza-venezuela-la-crisi-e-il-rischio-di-una-guerra-civile/">Seminario &#8220;Emergenza Venezuela: la crisi e il rischio di una guerra civile&#8221;.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
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		<title>Emergenza Venezuela: la crisi, il rischio di una guerra civile e la situazione dei sardi nel Paese</title>
		<link>https://www.aclisardegna.it/emergenza-venezuela-la-crisi-il-rischio-di-una-guerra-civile-e-la-situazione-dei-sardi-nel-paese/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=emergenza-venezuela-la-crisi-il-rischio-di-una-guerra-civile-e-la-situazione-dei-sardi-nel-paese</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Contu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 13:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attività sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Seminari e Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si terrà il prossimo sabato 9 marzo a partire dalle ore 10.30 nella sede di viale Marconi 4 a Cagliari, l’incontro di approfondimento sulla difficile situazione venezuelana con un focus&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/emergenza-venezuela-la-crisi-il-rischio-di-una-guerra-civile-e-la-situazione-dei-sardi-nel-paese/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Si terrà il prossimo sabato 9 marzo a partire dalle ore 10.30 nella sede di viale Marconi 4 a Cagliari, l’incontro di approfondimento sulla difficile situazione venezuelana con un focus sulla situazione dei nostri conterranei nel paese del Sud America. Nel corso della mattinata porteranno la loro testimonianza alcuni immigrati sardo-venezuelani.</h5>
<p>Una situazione potenzialmente esplosiva, tra crisi economica e squilibri politici. Il Venezuela vive oggi una fase difficile della sua storia che si riflette sulle condizioni di vita non soltanto dei venezuelani, ma anche degli oltre 350 sardi (dati AIRE) residenti nel paese Sudamericano.</p>
<p><strong>Sabato 9 marzo</strong>, a partire dalle <strong>10.30</strong>, nella sede provinciale delle <strong>Acli</strong> di <strong>viale Marconi 4 </strong>a<strong> Cagliari</strong>, il <strong>Crei</strong> Acli (Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione) organizza un incontro di approfondimento sul tema. Obiettivo dell’incontro è sensibilizzare la popolazione, ma soprattutto le istituzioni, sulle condizioni di vita quotidiana in Venezuela.</p>
<p>Prenderanno parte alla mattinata di studio anche alcuni sardo-venezuelani, attualmente in Italia ma che ancora mantengono uno stretto legame con il Sud America.</p>
<p>“Già a fine gennaio abbiamo chiesto alle istituzioni regionali di mobilitarsi per attivare dei canali diretti e per fornire sostegno alla popolazione venezuelana e alla vasta comunità di sardi residenti – spiega il presidente regionale di Crei <strong>Mauro Carta</strong> –, risulta però necessario insistere in questo senso. Da parte nostra, già da tempo forniamo supporto a diverse famiglie arrivate in Sardegna con l’aggravarsi della crisi ma rimane tanto da fare”.</p>
<p>L’ingresso al seminario è gratuito ma è richiesta l’iscrizione che può essere effettuata chiamando lo 07043039 o scrivendo a: acliprovincialicagliari@gmail.com</p>
<p><a href="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2019/03/seminario-sul-venezuela.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-3538" src="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2019/03/seminario-sul-venezuela-212x300.png" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>6 marzo 2019</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/emergenza-venezuela-la-crisi-il-rischio-di-una-guerra-civile-e-la-situazione-dei-sardi-nel-paese/">Emergenza Venezuela: la crisi, il rischio di una guerra civile e la situazione dei sardi nel Paese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
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		<title>Emergenza Venezuela: la crisi, il rischio di una guerra civile, e la situazione dei sardi nel Paese.  Sabato l&#8217;incontro del Crei.</title>
		<link>https://www.aclisardegna.it/emergenza-venezuela-la-crisi-il-rischio-di-una-guerra-civile-e-la-situazione-dei-sardi-nel-paese-sabato-lincontro-del-crei/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=emergenza-venezuela-la-crisi-il-rischio-di-una-guerra-civile-e-la-situazione-dei-sardi-nel-paese-sabato-lincontro-del-crei</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Crei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2019 09:19:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CREI ACLI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Carta]]></category>
		<category><![CDATA[seminario]]></category>
		<category><![CDATA[sud america]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si terrà il prossimo sabato 9 marzo a partire dalle ore 10.30 nella sede di viale Marconi 4 a Cagliari, l&#8217;incontro di approfondimento sulla difficile situazione venezuelana con un focus&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/emergenza-venezuela-la-crisi-il-rischio-di-una-guerra-civile-e-la-situazione-dei-sardi-nel-paese-sabato-lincontro-del-crei/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-text-color has-very-dark-gray-color"><span style="color: #000000;">Si terrà il prossimo <strong>sabato 9 marzo</strong> a partire dalle ore <strong>10.30</strong> nella sede di <strong>viale Marconi 4 </strong>a <strong>Cagliari</strong>, l&#8217;incontro di approfondimento sulla difficile situazione venezuelana con un focus sulla situazione dei nostri conterranei nel paese del Sud America. Nel corso della mattinata porteranno la loro testimonianza alcuni cittadini sardo-venezuelani.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una situazione potenzialmente esplosiva, tra crisi economica e squilibri politici. Il Venezuela vive oggi una fase difficile della sua storia che si riflette sulle condizioni di vita non soltanto dei venezuelani, ma anche degli oltre 350 sardi (dati AIRE) residenti nel paese Sudamericano.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Sabato 9 marzo</strong>, a partire dalle <strong>10.30</strong>, nella sede provinciale delle <strong>Acli</strong> di <strong>viale Marconi 4 </strong>a<strong> Cagliari</strong>, il <strong>CREI</strong> <strong>Acli</strong> (Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione) organizza un incontro di approfondimento sul tema. Obiettivo dell&#8217;incontro è sensibilizzare la popolazione, ma soprattutto le istituzioni, sulle condizioni di vita quotidiana in Venezuela.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Prenderanno parte alla mattinata di studio anche alcuni sardo-venezuelani, attualmente in Italia ma che ancora mantengono uno stretto legame con il Sud America.</p>
<p>“<em>Già a fine gennaio abbiamo chiesto alle istituzioni regionali di mobilitarsi per attivare dei canali diretti e per fornire sostegno alla popolazione venezuelana e alla vasta comunità di sardi residenti </em>– spiega il presidente regionale del Crei <strong>Mauro Carta</strong> – <em>risulta però necessario insistere in questo senso. Da parte nostra, già da tempo forniamo supporto a diverse famiglie arrivate in Sardegna con l&#8217;aggravarsi della crisi ma rimane tanto da fare</em>”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;ingresso al seminario è gratuito ma è richiesta l&#8217;iscrizione che può essere effettuata chiamando lo 070 43039 o scrivendo a: acliprovincialicagliari@gmail.com</strong></span></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/emergenza-venezuela-la-crisi-il-rischio-di-una-guerra-civile-e-la-situazione-dei-sardi-nel-paese-sabato-lincontro-del-crei/">Emergenza Venezuela: la crisi, il rischio di una guerra civile, e la situazione dei sardi nel Paese.  Sabato l&#8217;incontro del Crei.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
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		<title>Sardi in Venezuela tra crisi e il rischio di una guerra civile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Contu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2019 15:29:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attività sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[acli cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[crei]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[sardi nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Crei alla Regione: non abbandoniamoli, è necessario aiutarli<br />
Sono oltre 350, secondo i dati Aire, i sardi residenti in Venezuela. Fanno parte della vastissima comunità di italiani pienamente inseriti&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/sardi-in-venezuela-tra-crisi-e-il-rischio-di-una-guerra-civile/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/sardi-in-venezuela-tra-crisi-e-il-rischio-di-una-guerra-civile/">Sardi in Venezuela tra crisi e il rischio di una guerra civile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5><b>Il Crei alla Regione: non abbandoniamoli, è necessario aiutarli</b></h5>
<p>Sono oltre 350, secondo i dati Aire, i sardi residenti in Venezuela. Fanno parte della vastissima comunità di italiani pienamente inseriti nella società venezuelana e che, dopo anni di crisi economica e sociale, vivono in una situazione di precarietà e di povertà. Oggi poi, con il paese sull’orlo della guerra civile, non ci sono notizie certe sulla loro condizione: in questa situazione non bastano le politiche dirette alla promozione culturale-commerciale della Sardegna – sostiene <b>Crei Acli</b> (Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione) –, ma è necessario attivare dei canali diretti per portare aiuti umanitari e sostenere i nostri emigrati.</p>
<p>I sardi in Venezuela sono una comunità numerosa ed organizzata e un loro rappresentante ha fatto parte della Consulta Regionale per l’emigrazione. In questi giorni, il Crei Acli si sta impegnando per sostenere diverse famiglie che sono arrivate in Sardegna con l’aggravarsi della crisi.</p>
<p>Alla <b>Regione Sarda</b> si chiede di <b>impegnarsi presso i competenti Ministeri</b> per ottenere <b>notizie certe</b> sulla condizione dei nostri conterranei nel paese Sudamericano, verificare se esistano <b>situazioni di bisogno</b> o <b>pericoli</b> per la comunità sarda ed eventualmente <b>promuovere ogni iniziativa di solidarietà utile</b> ad aiutare i nostri corregionali in Venezuela e le loro famiglie.</p>
<p><em>31 gennaio 2019</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/sardi-in-venezuela-tra-crisi-e-il-rischio-di-una-guerra-civile/">Sardi in Venezuela tra crisi e il rischio di una guerra civile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
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