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	<title>emigrati sardi Archivi - Acli Sardegna</title>
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	<title>emigrati sardi Archivi - Acli Sardegna</title>
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		<title>Dal Crei una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali in Venezuela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Crei]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 10:09:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CREI ACLI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si aggrava la situazione in Venezuela. Dal Crei una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali.<br />
Nei prossimi giorni verrà avviata la raccolta di risorse per&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/dal-crei-una-raccolta-fondi-per-aiutare-le-famiglie-sarde-immigrate-e-inviare-medicinali-in-venezuela/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #000000;"><strong>Si aggrava la situazione in Venezuela. Dal Crei una raccolta fondi per aiutare le famiglie sarde immigrate e inviare medicinali.</strong></span></h3>
<p><span style="color: #000000;">Nei prossimi giorni verrà avviata la raccolta di risorse per consentire ai sardi in Venezuela che lo desiderano di ritornare in patria. <strong>Mauro Carta</strong> (Crei Acli Sardegna): “<em>raccoglieremo anche medicinali da inviare non appena si sbloccheranno le frontiere</em>”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">«<em>Con l’aggravarsi dell&#8217;instabilità politica nel Venezuela si rende necessario agire direttamente per aiutare le famiglie sarde che vogliono rientrare e non riescono a trovare le risorse per pagare il biglietto. Per questo, nei prossimi giorni, il <strong>Crei Acli</strong>, in collaborazione con <strong>Ipsia Sardegna</strong>, attiverà un programma di aiuti per i sardi emigrati nel Paese Sudamericano, un gruppo che secondo gli ultimi dati Aire, è di circa 350 persone</em>». Così il presidente del <strong>Comitato Regionale Emigrazione e Immigrazione Acli</strong> <strong>Mauro Carta </strong>sulla questione Venezuelana.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il Comitato richiede quindi alla <strong>Regione Sardegna</strong> di attivare un canale diretto con l&#8217;ambasciata italiana nel Paese Sudamericano, sia per conoscere particolari necessità dei cittadini che per facilitare il trasferimento dei fondi: «<em>Siamo già in contatto con la sede Acli di Caracas</em> – prosegue <strong>Carta</strong> –, <em>la nostra azione sarà diretta in prima istanza ad aiutare le famiglie che hanno difficoltà a rientrare in Sardegna, ma, oltre a questo &#8220;ponte umanitario</em>”, <em>avvieremo una raccolta di medicinali da inviare non appena si sbloccheranno le frontiere, in modo da soccorrere una popolazione che ha urgente</em><em> bisogno di assistenza sanitaria</em>».</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Per informazioni sulla raccolta e per dare il proprio contributo è possibile inviare una mail a: emergenzavenezuela@gmail.com</span></strong></p>
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		<title>L&#8217;Sos dei sardi in Venezuela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Crei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 10:57:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CREI ACLI Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Zoccheddu]]></category>
		<category><![CDATA[emigrati sardi]]></category>
		<category><![CDATA[emigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[La Nuova Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal quotidiano &#8220;La Nuova Sardegna&#8221; di oggi 01 febbraio 2019, riportiamo l’interessante articolo di Claudio Zoccheddu sulla situazione dei sardi residenti in Venezuela, in seguito all&#8217;Sos lanciato dal CREI Sardegna.&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/646/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/646/">L&#8217;Sos dei sardi in Venezuela</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Dal quotidiano &#8220;<strong>La Nuova Sardegna</strong>&#8221; di oggi <strong>01 febbraio 2019</strong>, riportiamo l’interessante <strong>articolo</strong> di <strong>Claudio Zoccheddu</strong> sulla situazione dei sardi residenti in Venezuela, in seguito all&#8217;Sos lanciato dal <strong>CREI Sardegna</strong>.</span></p>
<h5><span style="color: #000000;"><strong>L’appello degli emigrati sardi: “Non si trovano medicine e cibo”</strong></span></h5>
<p><span style="color: #000000;">Un paese in ginocchio dove il conto più salato viene pagato dai cittadini, tra cui tantissimi immigrati costretti a convivere con la fame e con tutte le difficoltà che stanno trasformando il Venezuela in una terra dove le certezze durano un attimo e le incertezze non hanno la data di scadenza.<br />
In mezzo a d una situazione che definire complicata non è altro che un eufemismo ci sono anche 350 sardi, tra cui emigrati arrivati in Sud America subito dopo la seconda guerra mondiale e quelli che invece hanno cercato la fortuna in tempi più recenti.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Isabel Carbajal</strong> è una delle centinaia di emigrate che hanno le radici in Sardegna, nonostante le generalità possano sembrare prettamente autoctone. Isabel, infatti, è italiana e nella sua vita la Sardegna ha avuto un ruolo fondamentale: “<em>Mia madre è nata a Palermo ma poi si è trasferita in Sardegna, a Samassi, prima di partire in Venezuela insieme alla sua famiglia</em> &#8211; spiega Isabel che adesso vive in Sardegna dopo essere riuscita ad abbandonare il Venezuela qualche anno fa. I suoi parenti, tra cui altri sardo-venezuelani, non hanno avuto la sua fortuna: “<em>Mio cugino è ancora in Venezuela. Ha la doppia cittadinanza perché il padre era di Sestu e grazie a questo è riuscito a far arrivare il figlio in Sardegna, dove ha ottenuto il permesso di soggiorno come figlio di italiano</em>”.<br />
Le notizie che arrivano dal padre in Venezuela, però, sono tutt&#8217;altro che rassicuranti: “<em>Stiamo parlando di un paese in cui è difficile trovare da mangiare, dove la moneta non vale nulla ma, anche avendo la disponibilità economica, non è comunque possibile trovare cibo perché non se ne trova, i supermercati sono vuoti. Lui</em> <em>mi dice che mangia carne una volta al mese, se va bene. Per questo è costretto ad arrangiarsi come fanno tante persone che pur dimettere qualcosa sotto i denti sono costrette a rovistare nella spazzatura. Poi c’è la situazione di tanti emigrati, anche sardi, che sono costretti a tirare avanti con una pensione. Io vi dico che è impossibile e quindi la situazione sarà complicatissima</em>”.<br />
</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Se trovare il cibo è un’impresa, raccattare medicinali è praticamente impossibile anche per gli anziani: “<em>Proprio cosi, lo dimostra anche la mia storia. Noi siamo andati via dal Venezuela quando ci siamo</em><em> accorti che la situazione stava precipitando</em>&#8211; spiega Isabel- <em>Chavez stava per lasciare il paese in mano a Maduro e noi abbiamo fatto le valigie per ritornare in Sardegna. I nostri parenti, invece, sono rimasti. Avevano la casa, il lavoro, i figli che andavano a scuola. Purtroppo non hanno avuto fortuna</em>”.<br />
Il racconto di Isabel spiega alla perfezione il male di cui soffre il Venezuela: “<em><span style="color: #000000;">Quando si è ammalata mia sorella è stata visitata in ospedale e rimandata a casa dicendo che non aveva nulla. Quando siamo riusciti a farla arrivare in Sardegna i medici hanno scoperto un enorme carcinoma all&#8217;utero, purtroppo già in metastasi. I medici sardi ci hanno chiesto come fosse possibile che in Venezuela non se ne fosse accorto nessuno, dato che la diagnosi era evidente. Ma la realtà è che se ti ammali in Venezuela e non hai soldi, sei morto</span></em>”. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Isabel, ha anche una cugina, che fa il medico: “<em>Ma si è ammalata e ad agosto del 2018 gli abbiamo mandato 800 euro. Sono stati inutili perché non ci sono medicine e purtroppo è morta. In Venezuela si  muore di diabete ma anche di pressione alta. Racconto una storia: in un reparto di ostetrica in un ospedale di Caracas sono morti 15 neonati di influenza. Sembra assurdo, vero? Invece è cronaca</em>”. Scappare dall&#8217;inferno del Venezuela è un desiderio difficile da realizzare. Chi ci riesce, però, spesso è solo a metà dell’opera. “ <em>I miei parenti non hanno trovato lavoro in Sardegna</em>&#8211; conclude Isabel- <em>vivono in 7 con una pensione minima. Non è facile, speriamo che qualcuno ci possa aiutare</em>”.</span></p>
<h6><span style="color: #000000;"><strong>Fonte &#8220;</strong></span><span style="color: #000000;"><strong>Claudio Zoccheddu &#8211;</strong><strong>La Nuova Sardegna-&#8220;</strong></span></h6>
<p><a href="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190201-WA0000.jpg" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-647 size-full" src="https://www.creiaclisardegna.it/wp-content/uploads/2019/02/IMG-20190201-WA0000.jpg" alt="" width="733" height="519" /></a></p>
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