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	<title>Franco Marras Archivi - Acli Sardegna</title>
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	<title>Franco Marras Archivi - Acli Sardegna</title>
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		<title>Presentato il rapporto SWG-IARES 2021 sul terzo settore in Sardegna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[silvio Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2021 19:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ACLI della Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[IARES - Istituto Acli per la Ricerca e lo Sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Marras]]></category>
		<category><![CDATA[Iares]]></category>
		<category><![CDATA[terzo settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cresce nei sardi il giudizio sull’importanza del terzo settore in Sardegna che passa dal 57% del 2020 al 71% del 2021 mentre il 72% delle persone pensano che l’importanza del&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/presentato-il-rapporto-swg-iares-2021-sul-terzo-settore-in-sardegna/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Cresce nei sardi il giudizio sull’importanza del terzo settore in Sardegna che passa dal 57% del 2020 al 71% del 2021 mentre il 72% delle persone pensano che l’importanza del ruolo sarà crescente. A Sassari la percentuale più bassa con solo il 65%.&nbsp;Sono sopratutto i giovani (sino ai 35 anni) a dare un giudizio positivo sul terzo settore anche se non sono quelli più impegnati nel donare tempo al volontariato superati dagli adulti tra i 35 e i 64 anni Sono oltre 200.000 i sardi (15% della popolazione, erano il 13% nel 2020 e l’11% nel 2017 ) donano del tempo per attività volontarie e gratuite. Il 40% dei sardi, erano il 30% nel 2020, dichiara di essere informato sulle attività del terzo settore pur riconoscendone l’importanza. Per questo motivo dona di più ad organizzazioni nazionali o internazionali e non a quelle sarde. Il 30% dei sardi (stabile rispetto al 2020)&nbsp; dichiara di aver fatto donazioni economiche al terzo settore. Solo 3,5 sardi su 10 utilizzano lo strumento del “Cinque per mille”, di questi il 21% eroga ad organizzazioni regionali il 79% a organizzazioni nazionali.</p>



<p>Effetto pandemia sul terzo settore sardo : più conosciuto, più apprezzato, più necessario ma ancora fragile e non in grado di stimolare sufficientemente le donazioni dei cittadini. Presentato in diretta Facebook sulla pagina delle ACLI della Sardegna e su Matex TV, il rapporto 2021 sul terzo settore in Sardegna realizzato da SWG, l’istituto nazionale di ricerca di Trieste, e IARES con i suoi ricercatori Antonello Caria e Vania Statzu. I dati sono numerosi e molto interessanti. Oltre 7 sardi su 10 ritengono positivo il ruolo svolto dalle organizzazioni del terzo settore in Sardegna e la stessa percentuale di rispondenti ritiene che in futuro il ruolo delle organizzazioni del terzo settore sarà non inferiore (e oltre 3 sardi su 10 ritengono che sarà superiore). Sono in maggiore percentuale i giovani dai 18 ai 34 anni ad affermare che le organizzazioni del terzo settore hanno un ruolo importante nella società sarda anche se sono soprattutto gli adulti a ritenere che le organizzazioni del terzo settore avranno un ruolo uguale o maggiore in futuro.</p>



<p>A fronte di questo, sull’80% dei rispondenti che hanno espresso un giudizio, meno di 3 rispondenti su 10 indicano di essere informati sulle attività del terzo settore in Sardegna, 3 punti percentuale meno dello scorso anno, ma più di 8 sardi su 10 che si dicono informati affermano che le attività svolte siano efficaci. Sono soprattutto gli adulti a dichiarare di essere informati sulle attività svolte dal terzo settore in Sardegna e le donne a dichiarare efficaci le attività svolte dal terzo settore in Sardegna. Continua, quindi, ad emergere la necessità che il terzo settore sardo investa in campagne informative per far conoscere meglio le attività svolte nei diversi campi di attività: considerando l’elevato valore sociale delle attività portate avanti dal terzo settore, potrebbe essere un soggetto istituzionale, come il governo regionale o nazionale, o partner come le fondazioni bancarie, a promuovere un’apposita campagna di conoscenza delle attività e dei soggetti del terzo settore al fine di valorizzare il valore intrinseco in termini di capitale sociale e beni relazionali che gli operatori di queste organizzazioni offrono alla società.&nbsp;</p>



<p>Le rilevanti differenze che, in alcuni casi, emergono tra le province sono lo specchio delle diverse realtà provinciali in cui le organizzazioni del terzo settore operano e che riflettono anche il deficit, in termini di servizi, che caratterizza alcune aree e che rende complesso l’operato del terzo settore. Se lo scorso anno meno di 3 sardi su 10 affermavano di conoscere organizzazioni sarde del terzo settore, nel 2021 sono quasi 4 su 10 ad indicare di conoscere organizzazioni sarde: in questo caso, le differenze provinciali sono anche specchio della capacità di un territorio di auto-organizzarsi e delle persone del territorio di mettersi assieme, in un’ottica di capitale sociale, per offrire un bene o un servizio alla società. Sono in particolare le donne a conoscere le organizzazioni sarde del terzo settore e gli adulti. A fronte di tutto ciò, 15 sardi su 100 sono attivamente impegnati in attività di volontariato o civismo, sebbene l’attività gratuita non esaurisca lo spettro dell’impegno che un soggetto può avere nell’ambito del terzo settore. </p>



<p>Se a donare tempo sono 15 sardi su 100, il doppio dei sardi effettua donazioni economiche verso il terzo settore, con un leggero aumento rispetto all’anno precedente: sono in prevalenza e donne a donare del tempo e gli uomini ad effettuare donazioni in denaro. Per quanto riguarda le fasce d’età sono gli adulti a donare percentualmente di più sia tempo che denaro, sfatando il mito che il volontariato sia appannaggio di chi ha “molto tempo libero”. A livello di singolo settore di attività, il settore socioassistenziale e quello sanitario sono quelli che ottengono il numero maggiore di donazioni, ma in termini di denaro donato, è la cooperazione internazionale che riceve le somme medie più elevate. La modalità preferita per la donazione è l’acquisto di beni che destinano una parte del ricavato in beneficenza, seguita dalla donazione con sms o telefono, dalla donazione spontanea in denaro e dal bollettino postale: la prima, la seconda e la quarta modalità sono strumenti utilizzati più da grandi associazioni che dalle piccole e probabilmente implica che siano indirizzate soprattutto ad associazioni a carattere nazionale o internazionale: infatti, solo il 40% dei rispondenti che conoscono organizzazioni regionali ha effettuato delle donazioni a favore di esse. Solo 3,5 sardi su 10 utilizzano lo strumento del “Cinque per mille”, di questi il 21% eroga ad organizzazioni regionali il 79% a organizzazioni nazionali. I sardi sono disposti a donare maggiormente alle organizzazioni sarde: al di là della maggiore disponibilità finanziaria, è l’offrire una maggiore informazioni sull’uso del denaro donato e sulle attività che potrebbe modificare le decisioni dei residenti in Sardegna.</p>



<p><strong>I dati sono stati commentati da autorevoli esponenti del settore:</strong> secondo <strong>Claudio Atzori</strong>, presidente di Legacoop, i dati dimostrano come a questa crescente responsabilità e riconoscimento da parte dei cittadini deve corrispondere una capacità di aggregazione del terzo settore e un suo essenziale coinvolgimento nei tavoli politici della programmazione. <strong>Maria Pina Casula</strong>, presidente di UISP Sardegna, ha sottolineato come la pandemia ha dato uno slancio alla conoscenza e alla visibilità del terzo settore che è arrivato in anticipo rispetto alle istituzioni e anche la dove queste non riescono ad arrivare. Il peggior impegno femminile del volontariato va analizzato perchè potrebbe essere un segnale di tempo in più per la maggiore disoccupazione femminile. <strong>Lucia Coi</strong>, presidente di Anfas, ha sottolineato come la coesione del terzo settore nel suo insieme è lo strumento per far crescere la conoscenza delle attività e della presenza da parte dei sardi, solo questo può portare ad un terzo settore che ottiene donazioni dal privato e non dipende dalla burocrazia pubblica. <strong>Stefania Gelidi</strong>, portavoce del Forum del terzo settore ha detto che dal rapporto emergono luci ed ombre ma certamente sono più evidenti le prime. Il fatto che il terzo settore spesso sostituisca i buchi delle istituzioni porta a farci confondere con le istituzioni stesse, altre volte appariamo solo come erogatori di servizi, spesso sostitutivi, ma senza far emergere il valore aggiunto. Carlo Mannoni, diretto della Fondazione di Sardegna ha ricordato come la pandemia ha fatto emergere tra i cittadini cose che erano sempre date per scontate, come un sistema sanitario pubblico, e in qualche modo anche la presenza e il valore del terzo settore. Le urgenze che emergono dal rapporto è la necessità di rafforzare la visibilità del terzo settore sardo non solo comunicando ma anche aggregando il sistema per renderlo palese e forte come le grandi organizzazioni. Infine Mauro Carta, vipresidente regionale ACLI che, raccogliendo le questioni emerse ha rafforzato l’impegno a proseguire nell’osservatorio di SWG e Iares e ha proposto la costruzione di un tavolo insieme al Forum per implementare le proposte emerse su comunicazione, aggregazione e rapporto con le istituzioni alla luce della riforma del codice del terzo settore.</p>
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		<title>Tonino Tidu, un’anima cattolica dentro la politica e l’associazionismo.  Le ACLI sarde piangono la scomparsa dello storico dirigente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[silvio Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 17:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ACLI della Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[decimomannu]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Marras]]></category>
		<category><![CDATA[politica regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Tonino Tidu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È scomparso nelle scorse ore a Decimomannu, il paese dove è cresciuto e che ha sempre amato,Tonino Tidu, consigliere regionale della Democrazia Cristiana per tre legislature e storico dirigente delle&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/tonino-tidu-unanima-cattolica-dentro-la-politica-e-lassociazionismo-in-sardegna-le-acli-sarde-piangono-la-scomparsa-dello-storico-dirigente-nazionale-e-regionale/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È scomparso nelle scorse ore a Decimomannu, il paese dove è cresciuto e che ha sempre amato,Tonino Tidu, consigliere regionale della Democrazia Cristiana per tre legislature e storico dirigente delle ACLI Sarde e Italiane.</p>
<p>Nato a Bortigiadas il 18 ottobre del 1932, rimasto fin da giovanissimo orfano di padre, educato in seminario, direttore regionale dell’ENAIP, l’Ente nazionale di formazione professionale delle ACLI, era stato da subito impegnato nell’associazionismo e in politica con una scelta di campo netta, nel mondo cattolico e nella dimensione solidale e democratica.</p>
<p>In politica dagli anni 70, aveva scelto la DC come luogo del proprio impegno, diventando assessore provinciale di Cagliari prima di compiere i 40 anni, e poi consigliere regionale per tre legislature, dal 1979 al 1994. Scelto da Antonello Cabras, allora presidente della Regione, per fare l’assessore ai trasporti, aveva rinunciato per non tradire la fiducia e la condivisione dell&#8217;impegno con l&#8217;amico Eusebio Baghino, recentemente scomparso, riferimento insieme a lui della corrente democristiana che faceva riferimento al presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Le materie legislative nelle quali era impegnato andavano dalla sanità ai servizi sociali, alla formazione ai trasporti, con il cuore sempre verso la questione sociale, i suoi mantra erano “salute, casa, lavoro”. Ma era la politica pura, quella necessaria a costruire la condivisione, il consenso e le decisioni la sua passione, l’impegno del partito, nei suoi organismi dirigenti e nelle sezioni.</p>
<p>Lasciata la politica attiva ha accompagnato in Sardegna la nascita del Partito Popolare, della Margherita e poi del Partito Democratico con una militanza attiva e partecipata, sempre impegnato nel sostegno di coloro che si candidavano, con una sensibilità rara e una disponibilità verso i giovani che era un esempio.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Le ACLI ricordano come “Tonino Tidu fosse un forte assertore dell’autonomia dell’associazionismo dalla politica e, da consigliere regionale non ha mai fatto parte degli organismi dirigenti regionali e nazionali delle ACLI, come prescrive lo Statuto”. Una volta lasciata la politica istituzionale, è tornato ad impegnarsi nelle ACLI, diventandone Presidente Regionale dal 99 al 2004 e membro della direzione nazionale, promuovendo sempre giovani dirigenti nei ruoli di responsabilità.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>“Una delicatezza che era rispetto per la democrazia e insegnamento per i più giovani, e sono davvero tanti i dirigenti delle ACLI e i politici, sindaci e consiglieri regionali che devono a Tonino Tidu il loro percorso di crescita e la loro formazione” scrive il presidente regionale Franco Marras a nome della presidenza regionale e di tutto il gruppo dirigente sardo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>“Impegnato sino a poche settimane fa nella vita associativa, ha continuato sino all’ultimo giorno ad impegnarsi per le cose che amava, la famiglia e le ACLI, che tanto tempo e passione hanno avuto da un dirigente unico e insostituibile.</p>
<p>Ciao Tonino. E grazie.”</p>
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		<title>Appello delle ACLI al presidente della Regione: riportare subito i ragazzi a scuola</title>
		<link>https://www.aclisardegna.it/appello-delle-acli-al-presidente-della-regione-riportare-subito-i-ragazzi-a-scuola/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=appello-delle-acli-al-presidente-della-regione-riportare-subito-i-ragazzi-a-scuola</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pier Mario Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2021 16:25:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ACLI della Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Acli sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Cristian Solinas]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Marras]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Regione]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il Presidente della regione riveda la sua decisione sul rinvio della riapertura delle scuole al 31 gennaio. Siamo molto preoccupati per questo ulteriore slittamento della data che rischia di avere&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/appello-delle-acli-al-presidente-della-regione-riportare-subito-i-ragazzi-a-scuola/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Il Presidente della regione riveda la sua decisione sul rinvio della riapertura delle scuole al 31 gennaio. Siamo molto preoccupati per questo ulteriore slittamento della data che rischia di avere effetti ancora più negativi sugli studenti sardi, già penalizzati da molte altre condizioni.” È un vero appello quello rivolto dal Presidente regionale delle Acli Franco Marras che chiede un’immediata revisione dell’ordinanza firmata la scorsa notte dal Presidente Solinas.</p>
<p>“La Sardegna è una delle regioni Gialle e dunque ci sono i margini per organizzare al meglio e in sicurezza sia il trasporto degli studenti negli istituti che lo svolgimento delle lezioni. Sono disponibili risorse regionali e nazionali per utilizzare, in caso di necessità, il trasporto privato e gli autobus turistici e affiancarlo a quello pubblico per evitare il pericolo di assembramenti nei mezzi. Non abbiamo contesti metropolitani da gestire e abbiamo la possibilità di far fronte a questa emergenza. Questo lavoro andava fatto già nelle scorse settimane per arrivare preparati all’11 gennaio ma si può fare anche a partire da oggi in tempi più rapidi di quelli che sono stati previsti con lo slittamento al 31 gennaio.</p>
<p>Non è un capriccio irresponsabile, basta vedere i nuovi dati ISTAT con la nostra regione continua ad avere dati più che preoccupanti sul livello di istruzione, per rendersi conto che non possiamo perdere altro tempo. I numeri della dispersione scolastica, quelli dei diplomati e dei laureati ci relegano nelle zone più basse delle classifiche italiane e non possiamo neanche contare su un sistema di formazione professionale stabile e adeguato per gli over 14. La sostanza è che non siamo nelle condizioni di rallentare ulteriormente il percorso formativo dei nostri ragazzi, anzi, al contrario dobbiamo trovare tutte le soluzioni e gli strumenti necessari per sostenerlo e potenziarlo.</p>
<p>Per quanto riguarda me e l’Associazione che rappresento, conclude Marras, siamo pronti ad offrire ogni tipo di contributo utile per consentire agli studenti delle scuole superiori sarde di poter rientrare prima possibile in aula.”</p>
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