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	<title>emozioni Archivi - Acli Sardegna</title>
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	<title>emozioni Archivi - Acli Sardegna</title>
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		<title>La giostra delle emozioni: la rabbia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberta.argiolas]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 15:51:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ACLI Cagliari]]></category>
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		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Punto famiglia online : continuiamo l’esame delle emozioni con la psicologa del nostro sportello d’ascolto.<br />
“Un’altra emozione della giostra è la rabbia, la cui origine alcuni autori la collocano nel&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/la-giostra-delle-emozioni-la-rabbia/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/la-giostra-delle-emozioni-la-rabbia/">La giostra delle emozioni: la rabbia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Punto famiglia online : continuiamo l’esame delle emozioni con la psicologa del nostro sportello d’ascolto.</h5>
<p>“Un’altra emozione della giostra è la rabbia, la cui origine alcuni autori la collocano nel primo semestre di vita riconoscendo come suo precursore la reazione alla frustrazione.</p>
<p>Vediamo meglio cosa si intende.</p>
<p>Nei primi giorni di vita se il bambino viene bloccato in un suo movimento manifesta una risposta diffusa di agitazione, determinata da un elevato accumulo di attivazione. Tuttavia non si può parlare di vera e propria rabbia poiché manca il “criterio di significato”, ovvero l’attribuzione di significato al contesto e all’esperienza vissuta. Per arrivare a questo, sarà necessario lo sviluppo di competenze cognitive che permettano al bambino di fare una valutazione della situazione vissuta.</p>
<p>Questo aspetto è molto importante, poiché i vissuti di rabbia insorgono quando la persona percepisce una precisa intenzionalità e responsabilità in chi gli ha provocato il danno. È chiaro, quindi, che la rabbia, cosi come ogni emozione, non sia direttamente influenzata dagli eventi esterni, ma deriva dal significato che gli attribuiamo.</p>
<p>Ne consegue l’importanza degli stili di attribuzione delle persone (cioè le <strong>spiegazioni che si danno di un evento)</strong>, i loro pensieri automatici negativi, le credenze rigide e generalizzate con cui interpretano le situazioni e gli eventi. Per questo motivo, nella gestione della rabbia diviene rilevante riconoscere questi pensieri per poi procedere ad una verifica della veridicità, un confronto con i dati di realtà. Altri interventi importanti nella gestione della rabbia sono: training sulle abilità di problem solving e di identificazione di comportamenti alternativi, sulla capacità di assumere il punto di vista dell’altro (perspective taking) e insegnamento delle tecniche di rilassamento per controllare l’attivazione fisiologica.</p>
<p>Dunque, la funzione adattiva della rabbia risiede nell’istinto di difendersi, nel rispondere ad un’ingiustizia subita o percepita, alla percezione della violazione dei propri diritti e può indicare la presenza di un ostacolo al raggiungimento degli scopi che l’individuo si prefigge.</p>
<p>La <strong>rabbia</strong> diviene disfunzionale per la persona se la sua espressione ne compromette le relazioni sociali o la porta a compiere azioni dannose verso sé, gli altri, oppure verso le cose.<em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_4703" aria-describedby="caption-attachment-4703" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2020/09/la-rabbia.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-4703" src="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2020/09/la-rabbia-300x267.jpg" alt="La rabbia" width="300" height="267" /></a><figcaption id="caption-attachment-4703" class="wp-caption-text">dai Peanuts di Charles Monroe Schulz</figcaption></figure>
<p>Chi conosce i Peanuts, sa che Lucy è convinta di esser stata declassata ad un ruolo di secondo piano in famiglia e considera il fratello il principale colpevole, reo di esser nato.</p>
<p>Lucy, inoltre, come si vede dalla vignetta, ha delle grosse difficoltà nella gestione della rabbia.</p>
<p>Pare che tra l’individuazione di modi alternativi di esprimere la rabbia e pensieri disfunzionali da confutare, Lucy abbia un bel po&#8217; di lavora da fare su di sé.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6></h6>
<h6></h6>
<h6>Dott.ssa Nicoletta Serra<br />
Psicologa Psicoterapeuta Punto Famiglia Acli</h6>
<h6>Bibliografia</h6>
<h6>Schaffer R. H. (2005), Psicologia dello sviluppo. Un’ introduzione, Rffaello Cortina Editore</h6>
<h6>Gavazzi I. G. (2009), Psicologia dello sviluppo emotivo, il Mulino</h6>
<h6>Rollo D. (2005), Breve dizionario di psicologia dello sviluppo e dell’educazione, Carocci editore</h6>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Punto famiglia online. La giostra delle emozioni: la tristezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberta.argiolas]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 16:38:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ACLI Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[acli cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche questa settimana la nostra Psicologa affronterà il tema delle emozioni.<br />
&#160;<br />
Charles M. Schulz, &#8220;Il bracchetto è Charlie Brown!&#8221; n°13, Baldini Castoldi Dalai editore.<br />
&#8220;Continuando il nostro giro sulla&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/punto-famiglia-online-la-giostra-delle-emozioni-la-tristezza/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Anche questa settimana la nostra Psicologa affronterà il tema delle <strong>emozioni.</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_4635" aria-describedby="caption-attachment-4635" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2020/06/rimedi-contro-la-tristezza-l-v47_p9.jpeg"><img decoding="async" class="wp-image-4635 size-medium" src="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2020/06/rimedi-contro-la-tristezza-l-v47_p9-300x258.jpeg" alt="rimedi-contro-la-tristezza" width="300" height="258" /></a><figcaption id="caption-attachment-4635" class="wp-caption-text">Charles M. Schulz, &#8220;Il bracchetto è Charlie Brown!&#8221; n°13, Baldini Castoldi Dalai editore.</figcaption></figure>
<p><em><span style="font-size: 16px;">&#8220;</span><em style="font-size: 16px;">Continuando il nostro giro sulla giostra dell’emozioni, questa settimana è il turno della tristezza. </em>Solitamente considerata come una delle emozioni a valenza negativa per le condizioni psicologiche spiacevoli che l’accompagnano, la tristezza ha un’importante funzione di adattamento all’ambiente.</em></p>
<p><em>La tristezza viene collegata a vissuti di perdita, solitudine e sconfitta, ad alcune tipiche reazioni fisiologiche, quali aumento della pressione arteriosa e diminuzione della frequenza cardiaca, e ad aspetti corporali come eloquio rallentato e postura accasciata.</em></p>
<p><em>Sebbene non sia proprio piacevole sentirsi triste, è molto importante darsi il permesso di sentirsi e mostrarsi triste: come mai?<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><sup>[1]</sup></a></em></p>
<p><em>La tristezza ci consente di segnalare all’altro che abbiamo</em> <em>bisogno </em>della<em> sua presenza e sostegno, in un momento per noi difficile; alcuni segnali corporei, e lo stesso pianto, permettono di esprimere agli altri ciò che proviamo e segnalano loro il bisogno di vicinanza e aiuto.</em></p>
<p><em>Inoltre, ci permette di prendere una pausa dagli avvenimenti esterni per attivare un percorso di riflessione sugli eventi dolorosi che abbiamo vissuto così da potergli dare un senso, elemento fondamentale nel processo di elaborazione degli eventi spiacevoli.</em></p>
<p><em>La tristezza ci segnala che qualcosa non va e rifletterci e capire cosa sia è anche uno stimolo al cambiamento: se sto soffrendo per questo, cosa mi serve di diverso per stare bene?</em></p>
<p><em>A volte pur di evitare di sentirci tristi, siamo disposti a metter in atto una serie di strategie con cui ci allontaniamo da questa emozione: dal riempirci l’agenda di cose da fare così da non avere tempo per esser in contatto con la tristezza, all’uso di farmaci. La conseguenza è che ci priviamo della possibilità sia di capire cosa vogliamo cambiare da questo momento in poi nella nostra vita, sia di apprendere strategie utili per gestire e vivere la tristezza. Quest’ultimo aspetto è molto importante, perché la vita è fatta anche di esperienze tristi che fanno parte dell’esistenza umana e che facendo così non impareremo mai ad affrontare.</em></p>
<p><em>Nella vignetta che ho scelto per accompagnare questo pezzo, io credo che Lucy trovi conforto non tanto nella toffoletta, quanto nel fatto che ha l’occasione di sedersi vicino ad un fuoco con un amico, entrambe esperienze molto calde e piacevoli&#8221;.</em></p>
<p>Dott.ssa Nicoletta Serra<br />
Psicologa Psicoterapeuta Punto Famiglia Acli</p>
<p>Bibliografia</p>
<p>Schaffer R. H. (2005), Psicologia dello sviluppo. Un’ introduzione, Rffaello Cortina Editore</p>
<p>Gavazzi I. G. (2009), Psicologia dello sviluppo emotivo, il Mulino</p>
<p>Rollo D. (2005), Breve dizionario di psicologia dello sviluppo e dell’educazione, Carocci editore</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"><sup>[1]</sup></a> Diversi sono i fattori che possono intervenire nel determinare la regola “non va bene sentirsi triste, non va bene farsi vedere triste” che vanno da fattori culturali, per cui per esempio se ci mostrassimo tristi verremo valutati come deboli, a credenze e vissuti personali, come essere convinti che non troveremo nessuno disposto a starci vicino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/punto-famiglia-online-la-giostra-delle-emozioni-la-tristezza/">Punto famiglia online. La giostra delle emozioni: la tristezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
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		<title>Punto Famiglia online. La giostra delle emozioni: felicità e gioia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[roberta.argiolas]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2020 09:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ACLI Cagliari]]></category>
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		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Punto Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[vicini a distanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa settimana la dott.ssa Serra, Psicologa del Punto Famiglia delle Acli di Cagliari, affronterà il tema delle diverse emozioni che ci accompagnano a fasi alterne nelle nostre giornate, soprattutto in&#8230; <a href="https://www.aclisardegna.it/punto-famiglia-online-la-giostra-delle-emozioni-felicita-e-gioia/" class="read-more">(leggi tutto) </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/punto-famiglia-online-la-giostra-delle-emozioni-felicita-e-gioia/">Punto Famiglia online. La giostra delle emozioni: felicità e gioia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settimana la dott.ssa Serra, Psicologa del Punto Famiglia delle Acli di Cagliari, affronterà il tema delle diverse <strong>emozioni </strong>che ci accompagnano a fasi alterne nelle nostre giornate, soprattutto in questo periodo. Imparare a riconoscerle ci aiuterà anche a comprenderle.</p>
<p>&#8220;<em>In questo periodo particolare possiamo aver fatto esperienza di un turbinio di emozioni e visto persone manifestare emozioni tra loro molte diverse.</em></p>
<p><em>Così, a partire da oggi, l’idea è quella di condividere con voi alcuni articoli su questo tema iniziando da questa domanda: cosa sono l’emozioni?</em></p>
<p><em>Un’emozione è un’esperienza che include tre componenti:</em></p>
<ol>
<li><em>una valutazione cognitiva dello stimolo, il significato dato ad un evento presente nell’ambiente;</em></li>
<li><em>un’esperienza soggettiva, ciò che una persona sente quando prova un’emozione;</em></li>
<li><em>una reazione fisiologica con impulso all’azione, un esempio di reazione fisiologica e l’aumento del battito cardiaco che ci prepara a scappare via da uno stimolo valutato come pauroso;</em></li>
<li><em>un comportamento manifesto, una reazione motoria e l’espressione del volto che accompagnano un’emozione.</em></li>
</ol>
<p><strong><em>L’emozioni hanno la funzione di preparaci ad affrontare un evento inatteso, pericoloso o piacevole, così, anche se a volte abbiamo l’impressione che le emozioni costituiscono un elemento di disturbo, in realtà svolgono una funzione adattiva.</em></strong></p>
<p><em>Nel corso del nostro sviluppo cognitivo e sociale, diventiamo più consapevoli dell’esperienza emotiva: parliamo di “competenza emotiva”, della capacità di riconoscere e comprendere le emozioni proprie e altrui, di mettere in relazione circostanze esterne con stati emotivi, di condividere le proprie emozioni e di sviluppare strategie di autocontrollo e autoregolazione.</em></p>
<p><em>È però con l’apprendimento delle “regole di ostentazione” che impariamo a regolare la manifestazione delle emozioni sulla base degli standard del gruppo socio-culturale di appartenenza.</em></p>
<p><em>La maggior parte degli studiosi ritiene che esistano sei emozioni primarie<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> la cui espressione è considerata universale, spontanea e innata.</em></p>
<p><em>Queste sono: felicità, paura, rabbia, tristezza, sorpresa e disgusto.</em></p>
<p><em>Oggi iniziamo con il conoscere la prima emozione primaria, forse quella che in un periodo come questo richiede da parte nostra un impegno maggiore nel coltivarla, nel volgere l’attenzione verso ciò per cui proviamo felicità.</em></p>
<p><a href="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2020/05/foto-felicita.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-4616 alignleft" src="https://www.aclicagliari.it/wp-content/uploads/2020/05/foto-felicita-300x259.jpg" alt="" width="300" height="259" /></a></p>
<p><em><strong>La felicità</strong> viene definita come una condizione di appagamento nei riguardi della vita. È uno stato emotivo di benessere legato agli eventi positivi che ognuno di noi vive nel corso della sua esistenza. Ma se è vero che ogni emozione svolge una funzione adattiva, qual è quella della felicità? Secondo la Fredrickson (2001) la sua funzione è quella di permettere al nostro organismo di “ricaricarsi”, di recuperare le risorse necessarie per poi poter affrontare gli eventi sfavorevoli della vita.</em></p>
<p><em>Molti studiosi sostengono una differenza tra felicità e <strong>gioia</strong>. Quest’ultima è vista come un’emozione improvvisa, piuttosto intensa e caratterizzata da un forte stato di attivazione del nostro corpo (respirazione, battito cardiaco, e così via), mentre la felicità non è tanto legata all’attimo di un evento quanto a un senso più generale di realizzazione della propria esistenza.</em></p>
<p><em>Ora non resta che aspettare per poter conoscere tutte le altre emozioni primarie!&#8221;</em></p>
<h6>Dott.ssa Nicoletta Serra<br />
Psicologa Psicoterapeuta Punto Famiglia Acli</h6>
<h6></h6>
<h6>Bibliografia</h6>
<h6>Schaffer R. H. (2005), Psicologia dello sviluppo. Un’ introduzione, Rffaello Cortina Editore</h6>
<h6>Gavazzi I. G. (2009), Psicologia dello sviluppo emotivo, il Mulino</h6>
<h6>Rollo D. (2005), Breve dizionario di psicologia dello sviluppo e dell’educazione, Carocci editore</h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Diverse sono le emozioni complesse, invece, sono il risultato di un processo basato sull’esperienza, sulle informazioni ambientali e culturali, sullo sviluppo cognitivo, comunicativo e sociale, come ad esempio la vergogna, la colpa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.aclisardegna.it/punto-famiglia-online-la-giostra-delle-emozioni-felicita-e-gioia/">Punto Famiglia online. La giostra delle emozioni: felicità e gioia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.aclisardegna.it">Acli Sardegna</a>.</p>
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