Giornata Europea contro la tratta di esseri umani. Ogni libertà ha una storia e ogni storia ci riguarda. Siamo parte della stessa storia

Il 19 ottobre ci siamo incontrati a Cagliari, Sassari, Carbonia e Olbia per fermarci, ascoltare e guardare oltre ciò che spesso rimane invisibile.
Abbiamo condiviso parole, pensieri, momenti, incontrato persone e raccolto le loro voci, perché parlare di tratta e sfruttamento significa prima di tutto riconoscere le persone che vivono queste realtà e restituire valore alle loro storie. La tratta di esseri umani non è una realtà lontana, non riguarda soltanto altri Paesi o luoghi che non conosciamo, ma è più vicina di quanto pensiamo, anche nei luoghi che viviamo ogni giorno. Dietro i dati ci sono persone a cui è stato sottratto il diritto di scegliere, spesso attraverso l’inganno, la paura e la promessa di una vita migliore.
Riconoscere la tratta significa imparare a vedere ciò che troppo spesso resta invisibile, perché voltarsi dall’altra parte non significa che il problema non esista. La libertà è poter scegliere, avere voce, diritti, dignità. Per le persone vittime di tratta e sfruttamento, tutto questo viene negato, poiché la libertà diventa un diritto violato, una possibilità sottratta, una storia interrotta.

In occasione della Giornata Europea contro la Tratta degli Esseri Umani abbiamo ricordato che dietro ogni situazione di sfruttamento c’è una persona, con la propria storia, i propri desideri e il diritto di essere libera.
Individuare queste storie significa restituire centralità alle persone, dare valore alla loro dignità e riaffermare un principio fondamentale, ossia che nessuno può essere privato della libertà di scegliere la propria vita.

La Campagna di comunicazione e sensibilizzazione “Nessuno è straniero all’umanità 2026”, promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna-Assessorato del Lavoro, con la collaborazione delle Acli della Sardegna e dell’Associazione Carta di Roma.

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